Bonvi Parken, un palco straordinario

Mentre su Modena calavano le prime ombre della sera, salivano sul palco del Bonvi Parken una serie di personaggi assolutamente speciali, in grado ognuno di animare una serata con la propria semplice presenza. Ed erano tutti lì, insieme, a parlare dell’amico Bonvi, persone del calibro di Guido De Maria, Franceso Guccini, Valerio Massimo Manfredi, Sergio Staino, Gianfranco Governi

Tre ore di ritmo scoppiettante ricordando il suo genio, i suoi personaggi, i suoi scherzi. In qualche modo c’era la strana convinzione che Bonvi vedesse tutti, i suoi amici e noi pecorini modenesi.

Esilaranti le schermaglie tra Guccini e De Maria, stupendo il ricordo di De Maria del suo primo incontro con Bonvi (mi interessano le colture idroponiche su Marte).

Freak Antoni ha dato voce ai personaggi delle strisce di Sturmtruppen, fantastico.

Spezzoni di film in cui Bonvi compariva come attore e come protagonista della propria vita si mescolavano ai ricordi degli amici.Bonvi aveva una vena di follia. Ma la vena non era solo sua, era condivisa da tuttto il gruppo di amici e collaboratori: ognuno di loro ha avuto una parte autonoma e in alcuni casi comprimaria. D’accordo, forse era Bonvi ad urlare in divisa frasi deliranti su attacchi militari, era lui ad ordinare ad un collaboratore di stare di guardia e urlare “culo di giapponese”. Che dire allora del collaboratore che appunto, si metteva di vedetta e urlava poi effettivamente “culo di giapponese”?

Follia e genio creativo sono contagiosi.

In quelle tre ore gli anni 60 del Bar Italia sembravano ancora lì, i protagonisti giovanissimi e con la stessa voglia di divertirsi. Ma non era solo questo, non era divertimento e basta, era il provare un piacere unico nel fare le cose. Bonvi rideva mentre scriveva le battute dei suoi fumetti. Sul palco c’erano persone senza tempo che hanno passato la vita a fare qualcosa in cui pochi fortunati audaci riescono: vivere creando la propria passione. Ieri sera c’era la parte di Modena più viva e scanzonata ma anche la Modena fatta di professionisti di grande talento e serietà.

De Maria ha quasi 80 anni e sembra un ragazzo, quelli sul palco erano così affascinanti e così vivi nel raccontare che viene da pensare che la loro sia la strada giusta.

Quello di ieri sera non è stato solo il ricordo di un grande artista, è stata una lezione di vita.

 

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