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Dalle pagine della Gazzetta un invito dell’assessore a valutare di persona la differenza tra le attuali strutture e le nuove. Potevamo farci sfuggire l’occasione per una passeggiata lungo il Parco delle Mura con la macchina fotografica?

Direi di partire subito dai si, dalle cose positive che credo chiunque possa trovare in un piano di riqualificazione del parco.

E’ chiaro che quando il Comune dice che investirà per portare le reti nel Parco viene solo da dire meno male, era ora. Se parliamo di locali con bagni nuovi e cucine o banconi a norma non possiamo che essere d’accordo.

Passeggiando nel parco alcune cose su cui sicuramente è ora di mettere mano e ristrutturare  ci sono e sono evidenti.

Lo so che il tiro all’assessore è ormai diventato lo sport cittadino.

Ma come si fa a stare fermi se le pallottole ti vengono servite su un piatto d’argento dal bersaglio in persona…

Se mi si dice di valutare la differenza tra un chiosco e un altro la valuto.

Può essere la bellezza considerata solo una questione di gusto personale? Non credo. Qui comunque entrano in gioco anche considerazioni di tipo diverso. Il mio parere sul nuovo chiosco è che sia bruttino, non abbia niente di particolare, non vedo cosa c’entrino i tozzetti di marmo che rivestono le colonne esterne, trovo le pareti in ferro verniciato e vetro normale o satinato di una banalità sconfortante. Risultato finale? Sembra quello che è, una baracca. Non è nemmeno facile personalizzare una cosa del genere.

Dovremmo rassegnarci a vedere sulla passeggiata delle mura un numero imprecisato (14?) di baracche uguali, con più o meno moduli?

Ma cos’è, bisogna fare il completo? Non è mica una batteria di pentole…e non è neanche uno degli orribili quartieri nuovi con le case tutte in fila. E’ il centro storico.

Il bello dei locali che ci sono adesso è che sono uno diverso dall’altro, sono anche un punto di riferimento per il ritrovo con gli amici. Dovremmo prendere come riferimento i numeri? Gli alberi? Quello che c’è dall’altra parte della strada? O forse le sedie portate da casa e legate alle panchine?

E’ da rifare anche il delizioso chiosco liberty appena sistemato?

O si progettano delle strutture a bassissimo impatto visivo che lascino ampio spazio alle personalizzazioni o è meglio lasciare tutto alla fantasia dei gestori.

Come la prenderanno gli avventori dei chioschi storici?

Non voglio entrare nel merito della questione investimenti, se sia o meno venuta l’ora per gli imprenditori del parco di mettere mano al portafogli. Certo è che se imponi di fatto un impegno economico devi garantire la libertà di impresa che nel caso dei chioschi è legata alla diversità dell’offerta e devi garantire la tranquillità del posto. Tranquillità intesa come sicurezza, non si è mai vista una movida silenziosa.

I problemi del Parco e del retro Teatro non sono recenti, una bonifica si impone se vogliamo che la passeggiata sia un passeggiata di qualità, in grado di portare clienti e quindi soldi ai chioschi.

Una proposta per chiudere: potremmo riservare il quattordicesimo chiosco agli spacciatori che naturalmente dovrebbero pagare il plateatico e contribuire alle spese, così ci sarebbe uno spaccio ordinato, pulito, in fila, invisibile, a basso impatto.

Invitiamo i lettori a passeggiare nel parco, guardare da vicino il chiosco modello e commentare le foto sul sito.

 

 


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