E se facessimo….

E se facessimo qualcosa di veramente unico e originale?

E se nelle piazze, non in tutte, magari in un paio, mettessimo qualcosa di nuovo e di inedito?

Il cesso. Al cèso. Come volete.

Voglio rilanciare il cesso pubblico. Ma non un cesso qualsiasi, un cesso avveniristico, al cèso 2011.

Dopo lo Shuttle ci deve essere lui, il bagno pubblico di Modena.

Prima di proporre il nuovo abbiamo considerato l’esistente. Siamo andati ieri a vedere perché a Modena c’è già una cosa del genere in Piazza XX Settembre. Una roba niente male per l’epoca in cui è sorto, un reperto archeologico abbastanza ben conservato. C’è anche un ascensore, non abbiamo verificato il funzionamento ma c’è.

Un cartello ci accoglie annunciando l’orario di apertura: dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.

Cos’è, un tentativo dittatoriale di disciplinare l’indisciplinabile? Ma non siamo una repubblica democratica?

Scendiamo cautamente le scale (bisogna dare atto che sono antiscivolo) e un signore ci accoglie indicandoci perentoriamente il bagno degli uomini e quello delle donne. Utile. Hai visto mai che un colpo di caldo, la mia età non più giovanissima o chissà che altro facciano dimenticare il significato dei cartelli con l’omino e la donnina…

Entro. Non sono male: sono bagni alla turca piuttosto puliti e perfino muniti di carta igienica.

Ora, questo è quello che c’è, ma possiamo spingerci oltre a sognare.

Pensiamo a qualcosa di faraonico e supertecnologico: il bagno dell’Ikea.

Immaginate che a qualsiasi ora del giorno e della notte, almeno fino all’una, ci siano un paio di strutture discrete, sotterranee vanno benissimo, con scale ampie e ben illuminate e un comodo ascensore per passeggini, carrozzine, gente con le gambe temporaneamente fuori uso ecc. Ci accoglie un corridoio ben illuminato, climatizzato, con una musica di quelle rilassanti e un custode sorridente che si legge tranquillamente il giornale, non c’è bisogno che stia sull’attenti.

Un po’ spostata c’è una saletta comune tutta colorata. Vogliamo pensare ai bimbi? Un’attenzione particolare alla pulizia e a disposizione dei genitori dispenser con antibatterico e carta. Alle pareti distributori di pannolini e mutandine usa e getta con cambiamonete. Un fasciatoio con rotolone di carta che scorre. E tanti cestini per gettare quello che non serve più.

Due comode e ampie porte si aprono da sole e conducono ai bagni degli uomini e a quelli delle donne. Fiducia totale nel cittadino per quanto riguarda il riconoscimento dei simboli standard.

All’interno una bella fila di ampi lavandini con cellule fotoelettriche che fanno andare l’acqua da sola, distributori di morbida mousse antibatterica e tante salviette di carta per le mani. Un paio di lavandini più bassi, dedicati a chi non arriva in alto.

Un paio di bagni per ogni genere riservato a chi ha problemi di movimento e gli altri vanno benissimo normali con il necessario all’interno per disinfettare e forniti addirittura di distributori di copriasse usa e getta. Distributori e cambiamonete anche nei bagni delle signore completano un’opera degna di una città che fa dell’eccellenza il suo mito.

I turisti che visitano il centro dopo il  museo Ferrari dovranno pensare di essere arrivati su Marte, dovranno andarsene raccontando in giro che Modena è una città mitica, dove l’acqua esce da sola dai rubinetti, dove si può andare in bagno quando si vuole…

Pensate all’alone di leggenda…crederanno che qui leghiamo i cani con la salsiccia.

Pensiamo sul serio che se ne possa fare a meno?

Donatella Franchi

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