L’ordinanza non è uno strumento di prevenzione


Il pastrocchio non l’ha fatto il Sindaco Pighi. Parte dall’alto, da un fai e disfa a livello normativo e di Corte Costituzionale. L’ordinanza, strumento nelle mani del sindaco per tutelare nientemeno che l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, è uno strumento spuntato in partenza.

Non si fa prevenzione con un’ordinanza, si mette una pezza qua e là dove si può per un determinato periodo di tempo.

Non ha niente di strano questo documento: è un’ordinanza tipo che agisce in uno dei 5 ambiti attribuiti alla competenza del Sindaco dal DM 05/08/2008. Ci rientra l’alcool e ci rientrano i contenitori di vetro.

Cosa si può dire allora visto che la forma con tutta probabilità è ineccepibile?

La prima cosa è che un’ordinanza di questo tipo poteva essere emessa prima. Siamo alla fine di luglio, in agosto molta gente se ne va, rimangono settembre e ottobre. Potevamo metterci dentro anche giugno e luglio.

La seconda cosa è che l’ordinanza non risolve il problema dell’abuso di alcool.  E allora cosa fa? Quello che ho detto prima: mette una pezza tardiva in alcune zone della città particolarmente frequentate perché particolarmente fornite di locali. Si spera che risolva parzialmente il problema dei vetri rotti e della gente che beve per strada. Ma solo lì. Le zone del centro storico in questione , per chi non è andato a vedere sulla piantina di Modena, sono piccolissime, dei francobolli. Fuori dalle strade che delimitano questi due piccoli territori, si può continuare come prima. Si mettano l’anima in pace gli antiproibizionisti, la libertà di sbronza non è minimamente intaccata.

 

Terzo. Possibile che non si potesse allargare un po’ la zona interessata? Se da via Gallucci ti sposti nel Parco delle Mura è già un po’ che si vedono personaggi vari con le bottiglie dentro a sacchetti di carta o plastica che si svaccano sulle panchine e sui cordoli dei marciapiedi a bere. Non sono un bello spettacolo ma non stanno infrangendo la legge se non bivaccano.  Questa è gente che non si fa spaventare neanche dall’Esercito della Salvezza, figuriamoci da un’ordinanza. Un’ordinanza un po’ più larga poteva spostarli

un po’ più in là, che non era male a pensarci.

Per quanto riguarda

la responsabilità dei gestori dei locali, la Lega pensa che non sia compito dei gestori controllare i clienti. No? I gestori pagano un plateatico per quello che compete il loro locale, non per un’intera piazza. Quindi, visto che ci sono i tavolini, vengono serviti i clienti seduti. Gli altri aspetteranno. Il fatto di avere investito dei soldi non li autorizza a guadagnare su un numero assolutamente spropositato di clienti che invade oltre al loro posto anche la piazza o la strada. Anche chi ha investito negli immobili dei dintorni ha diritto a poterne usufruire. I gestori o riescono a tenere la situazione sotto controllo o adottano una politica diversa per quanto riguarda le vendite. Perché dovrebbe pagare la comunità per controllare quello che è di loro competenza?

Siamo sempre lì: i locali de

vono essere ovunque, non tutti ne

lla stessa zona e nel resto del centro il vuoto.

E questa sì che è una responsabilità dell’amministrazione comunale.

Donatella Franchi

Trovate l’ordinanza sul sito MO-NET

http://www.comune.modena.it/monet/vado-in-comune/ordinanze/ordinanza-contingibile-e-urgente-in-materia-di-sicurezza-urbana-per-contrastare-labuso-di-alcol-negli-spazi-ed-aree-pubbliche-della-zona-centro-storico

Per chi volesse divertirsi con la normativa che riguarda le ordinanze diamo alcuni riferimenti utili:

D.lgs 267/2000

L 125/2008

DM 05/08/2008

Corte Costituzionale sentenza 115 del 07/04/2011

http://www.forumcostituzionale.it/site/images/stories/pdf/documenti_forum/giurisprudenza/2011/0008_nota_115_2011_carrer.pdf