Quando la Gazzetta titolerà…

Chissà se tutti ci rendiamo conto del livello dello scontro Vasco-Giovanardi.

Credo che sia meglio sgombrare subito il campo dall’idea che si tratti di una polemica agostana tra due Modenesi in vacanza che chiacchierano in braghe corte al bar.

Vasco ha un seguito trans generazionale dai numeri impressionanti.

Giovanardi è il sottosegretario di Stato con delega, tra le altre, al contrasto alle tossicodipendenze, la cui diretta emanazione è il Dipartimento per le Politiche Antidroga a capo del quale c’è Giovanni Serpelloni (http://www.politicheantidroga.it).

E’ una discussione a distanza che non raggiunge alti livelli sul piano dei contenuti messi in campo ma che, per le posizioni pubbliche dei protagonisti, può essere considerato uno scontro tra titani.

Vasco bollito? Come no. Guardiamo i clippini e il loro crescendo dal punto di vista qualitativo. Un solitario depresso in preda ai farmaci? Ma su quale pianeta sarebbe lasciato solo, allo sabraglio, libero di esprimersi dal suo staff che si occupa della comunicazione se i messaggi non fossero concordati o almeno condivisi? Tra l’altro il messaggio principale di Vasco è molto chiaro: “siamo tutti contro la droga […]Si tratta solo di avere idee diverse su come contrastarne e scoraggiarne l’uso”. Non mi sembra un messaggio da “bollito”.

Giovanardi dal canto suo non è certo l’ultimo arrivato sull’argomento e conosce molto bene la normativa in materia visto che ha contribuito a realizzarla. E’ un politico navigato, schierato in modo inequivocabile e sa molto bene come leggere i dati e utilizzarli per avvalorare la propria tesi proibizionista e sostenere l’efficacia del lavoro svolto in questi due anni dal Dipartimento. Nella relazione annuale al Parlamento presentata dal DPA, i dati dicono che consumo di droga è in calo ormai da 3 anni. Sì, è in calo in uno studio che prende in considerazione la fascia d’età tra i 15 e i 19 anni. E dopo? Anche fidandoci ciecamente del campionamento, non stiamo parlando di una fascia un po’ ristretta?

Non sto dicendo questo per prendere posizione contro il dipartimento in generale. L’obiettivo finale è lo stesso per tutti: combattere l’uso di stupefacenti. Il DPA intraprende moltissime iniziative a partire dalla rete con regioni ed enti locali attraverso l’organismo della consulta, ha siglato un accordo di collaborazione con gli Stati Uniti, cerca di standardizzare la raccolta di informazioni sul territorio, ha progetti ambiziosi, si avvale del fior fiore dei professionisti del settore e ha a disposizione grandi mezzi per comunicare.

E qui arrivano i miei ma.

Lo spot 2011 “Non ti fare, Fatti la tua vita” non è male ma…ma può “prendere” solo chi ancora non ha assunto sostanze. Sicuramente piace alle mamme. Giovanardi alla conferenza stampa di inizio luglio parlava di 150.000 visualizzazioni. Che impressione…Prendiamo per buono il dato.

Quante sono le visualizzazioni del video su You Tube del “Manifesto futurista della nuova umanità” di Vasco Rossi? 3658687 visualizzazioni stamattina alle 10.18. Alla stessa ora 10238431 visualizzazioni per “eh già”.

Stamattina leggo sull’Informazione che anche Nek fa sentire forte la sua voce contro la droga. Ha sicuramente più chance dello spot.

(http://edicola.linformazione.com/archivio//20110823/03_MO2308.pdf).

Ma. Ma anche il suo messaggio, come quello dello spot va bene per i ragazzi che ancora non hanno assunto sostanze, non credo possa impressionare chi già le assume.

Intendiamoci, i ragazzi sono il nostro futuro ed è giusto mettere in campo il massimo delle risorse per difenderli ma non rappresentano certo tutto il problema legato alle dipendenze. Va benissimo puntare le campagne informative su di loro, sono il target giusto.

Ma.

Ma allora, cosa ha Vasco Rossi che Giovanardi e tutto il Dipartimento non hanno?

Vasco, a dispetto di chi lo ascolta in modo superficiale, si rivolge a tutti e soprattutto ha accesso a quella fascia di persone che le sostanze le assumono, quelli che hanno già subito dei danni.

Se parliamo unicamente di comunicazione, Vasco Rossi affronta il problema in modo molto più pragmatico. A me sembra che i suoi messaggi siano decisamente più ancorati alla realtà di quanto non lo siano i messaggi che puntano al tutto o niente: non ti fai o se ti fai smetti.

C’è una fascia di persone che non vuole o non può smettere. In questo caso ha ragione Vasco, meglio puntare più realisticamente alla riduzione del danno che ad una improbabile uscita dalla dipendenza (http://www.ihra.net/files/2010/06/01/Briefing_What_is_HR_Italian.pdf).

In più Vasco mette in musica e parole anche le loro emozioni con chiarezza e una rarissima capacità di sintesi.

Invito chi ha la pazienza di leggermi ad andare a vedere i clippini e l’intervista al tg1 rilasciata a Mollica (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c60f8a52-7909-44e3-8dd7-3c6b55d6a007.html). Il messaggio di Vasco non è dissimile da quello che viene proposto anche da professori universitari come Cattini (Bocconi): vivere con coraggio, impensabile che i giovani possano contare sulla vita facile. Cattini ha un eloquio che incanta e Vasco no, ha uno stile completamente diverso, ci vuole molta più pazienza per ascoltarlo ma dice sostanzialmente le stesse cose. Rossi incarna lo spirito modenese come lo incarnava Bonvi: entrambi sembrano fuori di testa ma sono professionisti e artisti di altissimo livello. La loro filosofia di vita può essere proposta ai ragazzi? Certo che si, purchè le esperienze di vita siano viste in modo critico. Non penso proprio che sia necessario difendere i giovani da tutto quello che non riguarda la parte di Papa Boy che è in ognuno di noi.

Quindi?

Quindi se fossi in Giovanardi non mi metterei di traverso a Vasco, gli starei di fianco e cercherei di vedere quello che riesce a fare con una webcam anziché suggerirgli di andare a leggere il testo dell’accordo Italia – Usa sulle ricerche scientifiche in tema di stupefacenti. E’ come andare fuori tema, non c’entra niente.

Quando la Gazzetta titolerà “Ferragosto a Modena, Giovanardi si affaccia ed è il delirio”, allora potrà permettersi di pontificare e  liquidare Rossi come uno che straparla e fa affermazioni stravaganti e prive di fondamento nella realtà.

Donatella Franchi


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