Modenesi inondati…

«Come garantire ai modenesi di non essere inondati da fiumi di falsità sulle questioni urbanistiche comunali, inventate da chi interviene in maniera disinformata e sulla base di pregiudizi?»

Interrogazione presentata dal consigliere Cotrino all’assessore Sitta in discussione nel Consiglio del 5 settembre 2011.

Mah, consigliere, lei cosa dice? Potremmo organizzare una succursale di qualche campo di lavoro siberiano ante perestroika e metterci tutti i critici dell’urbanistica modenese odierna…

A Pighi e alla giunta bisogna riconoscere che i tempi sono davvero cambiati da quando un aitante Bulgarelli presentava il piano regolatore in Piazza Grande. Allora si trattava di un consenso un po’ più facile. Siamo nell’era di internet e chiunque sappia navigare un po’ ha facilmente accesso ad informazioni e documenti.

Non si diventa urbanisti navigando ma ci si fa facilmente un’idea di cosa sia un piano regolatore, di cosa significhino tutte quelle sigle che vengono utilizzate (psc poc rue…), si vede cosa è stato fatto in giro…quali lavori ha progettato Botta oltre il muro in piazza Mazzini…

La gente viaggia di più e se evochi Calatrava è possibile che tanti abbiano visto le sue realizzazioni in giro per il mondo e le comparino con il ponte di Reggio e si mettano le mani nei capelli se quel nome viene pronunciato in Piazza Grande…

Effettivamente non è facile governare nel 2000. Però, le contestazioni, più che da internet, scaturiscono da quello che il Sindaco invita a guardare: quello che ci troviamo di fronte ogni giorno.

Proprio per questo sarebbe bene che le decisioni fossero realmente partecipate e che quel documento, Modena futura, fosse finalmente presentato e discusso oppure, come sembrava quest’estate, accantonato per sempre.

Donatella Franchi

 

 


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