Super Sitta non si pente

(video a fine pagina)

Riprendiamo la lettera di Daniele Sitta, assessore all’urbanistica, pubblicata sull’Informazione del 04 settembre.
In corsivo le dichiarazioni di Sitta che riportiamo integralmente.

“Si parla molto, anche in modo demagogico e strumentale, di partecipazione. E spesso si usa questo argomento per delegittimare le scelte che non ci piacciono, senza nessuna coerenza” .

Scusi assessore, chi decide quando il modo di parlare di partecipazione è demagogico e strumentale?

“Da qui le richieste di istruttoria pubblica (che alla fine, dopo mesi di estenuanti dibattiti, rischiano di fare flop, come quella sulla piscina nel parco Ferrari) o di consultazioni popolari sui temi più svariati (come il referendum sulla  ristrutturazione di piazza Matteotti). ”

L’istruttoria pubblica sarà anche stata un flop (non mi pare che l’iter sia finito), ma di piscina al Parco Ferrari non si parla più e mi sembra che gli oltre 20 progetti presentati prevedessero scelte completamente alternative.

La consultazione popolare su Piazza Matteotti non è un capriccio per il semplice gusto di dare contro a lei e alla giunta.
La rivolta deriva dal fatto che si vuole completamente stravolgere la funzione attuale della piazza: quando si pensa ad una ristrutturazione bisogna anche guardare come lo spazio viene utilizzato dai cittadini.

Ruolo del Consiglio

“Ebbene, io credo che questi strumenti, se utilizzati in modo abnorme, tolgano invece un ruolo al Consiglio comunale, dove siedono gli unici cittadini che sono legittimati a decidere in nome di tutti.”

Scusi assessore, ma cosa sta dicendo?
Ma chi decide qual è  l’utilizzo abnorme degli strumenti di democrazia?
Lei che è stato (legittimamente) nominato e non eletto?

Se non fossero strumenti importanti, se il parere dei cittadini non contasse, ci spiega come mai Gehry ha abbandonato Modena e Botta ha modificato il progetto originale per piazza Mazzini?

Laboratorio-pilota

Lei continua dicendo di trovare incoerente il tacciare di scarsa democrazia l’unico percorso partecipato di urbanistica a Modena riferendosi ai laboratori del 2005/2006 riguardanti la Madonnina e Modena Ovest in generale, Modena Est, le Stazioni, Modena sud e il sistema del verde.

In consiglio, dopo cinque anni deve ancora essere presentato e discusso il lavoro sul Villaggio artigiano, Madonnina.

Lei stesso  ha definito i laboratori di Città Media Felix come “suggestioni”. I cittadini si sono interessati e hanno individualmente detto la loro sulle “suggestioni”. Questo non si può chiamare un percorso partecipato. Non ancora. Quando cominceranno a delinearsi delle possibili scelte tra la proposta dell’Università di Firenze, quella di Cesena o di Genova, allora forse i cittadini potranno dire la loro.

Salotti radical-chic

“c’è forse chi intende una sola ed esclusiva forma di partecipazione, quella che dovrebbe portare l’assessore all’urbanistica a concedere a qualche salotto di intellettuali il diritto di veto su tutto?”

Assessore, a parte che non parliamo di salotti di intellettuali ma di salotti scomodi, lei non “concede” proprio nulla, la critica è un diritto e i cittadini semplicemente se lo prendono.

Parla poi di 25.000 figli di modenesi usciti da Modena. Sono stati deportati? Non potrebbe essere che tra la scelta di vivere a Modena in un quartiere francamente brutto come quello dietro alla Rotonda o in un paese meno caro in grado di garantire ottimi servizi uno possa decidere di uscire?

Sulla questione inoltre c’è da considerare il concetto di città allargata al territorio extra urbano, di nuove aree metropolitane che crescono ed hanno bisogno di nuovi servizi, di un diverso concetto di mobilità ….. forse in quest’ottica è da considerare quanto possa essere più importante lavorare sui trasporti pubblici urbani ed extra urbani, sulle nuove esigenze di mobilità che non sul fatto di costruire a Modena per tentare di richiamare indietro i modenesi che l’hanno abbandonata.

Inoltre, bisogna considerare che il lavoro da casa comincia ad avere una certa importanza (basta una buona connessione internet) e in futuro il pendolarismo cambierà aspetto.

Appetiti Immobiliari

“Trovo curiosa, inoltre, l’osservazione di Bulgarelli secondo cui avere messo a disposizione dei cittadini questi progetti ha scatenato appetiti immobiliari. Cosa si dovrebbe fare, allora? Tenere chiusi nei cassetti i progetti e farli vedere solo a qualche amico immobiliarista prima di renderli pubblici? Sarebbe questa la trasparenza?”

No credo che abbia un nome diverso, mafia forse.
Lei dice di aver reso trasparenti i progetti (progetti o suggestioni?) e creato condizioni normative preventive che evitino sul nascere le speculazioni.
Lei crede davvero che con la norma bolscevica (tolga pure il quasi) la città sia al sicuro da speculatori immobiliari?

Purtroppo non credo che lei abbia l’autorevolezza per parlare di questo a Modena e a togliergliela non sono i salotti chic ma il suo curriculum che, in modo del tutto trasparente, appare sul sito del comune. Questa non è affatto un’accusa ma una semplice uscita a chiare lettere e firmata, dal brusio generale.

Chiedo inoltre a qualcuno di spiegare quello che lei scrive a proposito dei cambi di destinazione d’uso negli anni 70/80

“faccio notare che negli anni Settanta-Ottanta, cui si è riferito nel suo intervento l’ex sindaco Bulgarelli, le decisioni su cambi di destinazione d’uso o l’assegnazione a un lotto di un maggior numero di alloggi erano totalmente discrezionali.”

E’ uno scherzo?

Coagulo di interessi

Assessore lei si chiede se c’è un coagulo di interessi politici e personali a fermare il nuovo piano regolatore. Non lo so naturalmente, ma per quello che mi riguarda, se la direzione che si intende prendere è quella che lei esplicitamente dichiara allora le dico che sì, spero proprio che venga ritardato.

Visione miope

“Ma non è certo dicendo «no» a tutto, dai piccoli ai grandi progetti, che si crea un futuro per noi e i nostri figli.”

Allora presenti dei progetti condivisibili.
Proprio perché le sue proposte non hanno un respiro di 24 ore ma di 50 o più anni, ancora di più le chiedo di stare fermo un attimo e pensarci bene.
Non riempia tutto, lasci degli spazi vuoti.
Guardi il progetto del Museo Ferrari: non ha uno spazio intorno.

L’urbanistica alla fine è una questione di calcoli applicati al territorio ma è in grado di modificare i comportamenti della gente. Lasci dello spazio, non congestioni la viabilità. E soprattutto, cominciamo a parlare di quelle suggestioni entrando nel merito di ognuna, prima che diventino vecchie.

Donatella Franchi



Il museo Ferrari e dintorni di castzine


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