Guastafeste? Quali feste?

(guarda il video
a fine pagina)

Finalmente. Non c’è più, il telo di Paladino non c’è più!

La Ghirlandina sembra lei, l’originale, meravigliosa anche vista attraverso i ponteggi.

Abbiamo aspettato il 21 settembre, guardato il meteo negli ultimi giorni per essere sicuri che si potesse festeggiare la svestizione, la Ghirlandina desnuda…

All’inizio ci eravamo fatti il viaggio della grande festa, di sera, dell’ultimo pezzo di telo tolto davanti al Sindaco, alla giunta e a tutto il consiglio comunale, della corale Rossini o almeno di quella canzone improponibile in altri contesti, ma indispensabile dato l’evento, sparata a tutto volume…pensavamo ad una piazza in cui non ci sarebbe stato un sasso libero, gavettoni al lambrusco, giovani e vecchi che si abbracciavano…

Ci aspettavamo un Sindaco che, dalla Preda Ringadora, facesse un discorso breve, con la voce rotta dall’emozione, tutto dedicato alla Ghirlandina e a chi se n’è andato senza vederla più. Ci aspettavamo che di fianco a lui, sulla preda, ci fosse la direttrice dei lavori, Rossella Cadignani, alla quale sarebbe dovuto andare un interminabile commosso applauso.

L’equipe del restauro doveva esser lì, in prima fila.

Vedevamo l’ultimo pezzo di telo cadere e accendersi decine di fari che illuminavano la torre. Vedevamo Paladino tagliarne, lui, due pezzi, ed offrirli di persona al Sindaco e alla direttrice dei lavori.

Vedevamo il sindaco stappare la prima bottiglia di lambrusco e scendere a brindare con la sua gente, preso d’assalto dalla folla.

Vedevamo i camerieri del catering farsi largo a fatica per riempire i bicchieri distribuiti all’ingresso della piazza, gli assessori e i consiglieri brindare tra di loro e disperdersi per brindare con la gente, assieme al comandante della Polizia Municipale. Vedevamo i vertici della Prefettura, della Procura, di Confindustra, della Camera di Commercio, della Fondazione…un po’ in disparte, ma lì, intorno al nostro Sindaco.

Non ci sarebbe stato spazio per le polemiche, solo per la commozione che avrebbe reso il 21 settembre un giorno indimenticabile per Modena e per l’Umanità.

Abbiamo una fervida fantasia.

In realtà il brindisi c’è stato, il Sindaco e l’assessore Marino, puntualissimi, alle 18.30 hanno cominciato a parlare. Da un palchetto alto 30 cm. Ma scusate, avete la Preda Ringadora di fianco…Il balcone meglio di no, concordiamo.

Il telo era già stato tolto tutto, non ne rimaneva traccia. La Piazza era piena solo davanti al portico del municipio, nel resto qualche curioso, con o senza bicicletta.

Ha parlato l’assessore Marino, che ha fatto i ringraziamenti di rito mettendo in questo modo sullo stesso piano Rossella Cadignani e le ditte che hanno lavorato. Intenzionale? Certo che no, ma l’impressione che ha dato è stata quella. Ha parlato di Modena medaglia d’oro della resistenza e dei nostri partigiani. Con tutto l’affetto e la riconoscenza che dobbiamo loro, cosa c’entrano? Perché riportare in Piazza in un giorno come questo l’ultima discutibile scaramuccia in Consiglio Comunale? Perché è così che viene interpretato da chi il Consiglio lo segue. Per il pubblico generico che significato può avere? Li mettiamo in mezzo che va sempre bene?

Il Sindaco ha parlato dopo. E quello che colpisce è che fa riferimento alle polemiche e ai guastafeste. Ma quali feste? Questa è una festa? Quattro anni, quattro anni senza vedere la Ghirlandina!!!

Questa cosa non è all’altezza dell’evento. Proprio perché il restauro regala emozioni “vere”, proprio perché  la Ghirlandina è “un monumento di enorme valore storico e affettivo per tutti i modenesi”, non va bene un’iniziativa sottotono come questa. Meglio niente.

Modena non è un paesino della Bassa ed è questo che sembrava durante la cerimonia.

Ieri le star dovevano essere 3: la Ghirlandina, Rossella Cadignani e il Sindaco. Non le polemiche, evocate dal Sindaco stesso.

E la giunta e il consiglio dov’erano?

Noi speriamo che l’amministrazione ripensi a tutta la faccenda e non si faccia sfuggire l’occasione per una festa vera quando saranno smontati i ponteggi.

L’amministrazione Pighi un grande merito ce l’ha. Si è sobbarcata l’onere organizzativo del restauro della torre e lascia ai cittadini e all’umanità un monumento nelle migliori condizioni possibili. E’ giusto che il sindaco vada fiero di questo.

Va detto però che, scegliere di non sporcarsi le mani con la pubblicità è stato possibile grazie ai finanziatori e non può essere che passi come una scelta virtuosa. Certo, con la Fondazione alle spalle è stata la scelta più elegante ma…se non ci fosse stata questa possibilità? Si sarebbe rinunciato al restauro?  E se, lasciando posto alla pubblicità  fossero entrati soldi utili al restauro di altri edifici del patrimonio? Dopotutto la Ghirlandina era coperta e, telo di Paladino o bottiglia di Lambrusco e zampone non sarebbe cambiato granché dal punto di vista estetico. Sacrilegio? Ma va, sacrilegio sarebbe lasciare al degrado Piazza Grande.

Donatella Franchi



Ghirlandina senza Paladino parte 2 di castzine

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