Il PAL visto dal Centro Studi per Modena

(guarda i video a fine pagina)

Scende in campo il CeSPeM, Centro Studi per Modena, associazione senza fini di lucro.

Cos’è? Un mezzo. E’ il mezzo apartitico (quindi aperto a chiunque desideri farne parte) per promuovere un cambiamento politico, o meglio, un’alternanza politica. E’ un laboratorio di ideazione civile, politica ed economica che fa capo alla lista civica “Pellacani per Modena” che ritiene prioritario il superamento luoghi comuni e dogmi ideologici capaci di fossilizzare una classe politica sul passato e bloccarla nel presente.

L’apertura a chiunque è da intendersi soprattutto nei confronti dei giovani, “il Centro Studi si propone di far crescere una nuova classe dirigente formata ai valori dell’impegno responsabile, della trasparenza e dell’onestà intellettuale, che sappia uscire dal proprio particolare, squarciare il silenzio e il conformismo che rendono incapaci di pensare il futuro, comprendere le preoccupazioni della gente, cogliere i mutamenti della società e i processi di innovazione, anticipandoli e incanalandoli verso una prospettiva liberale e riformista, aprirsi ad una nuova visione fondata su obiettivi condivisi e condivisibili.

Essa dovrà dimostrare attraverso idee e progetti di avere la forza, le competenze e l’autorevolezza affinché i cittadini in piena consapevolezza e responsabilità le affidino il compito del governo della Città.” (dal Manifesto del Centro Studi per Modena).

Il Centro Studi ha prodotto un primo documento sulla sanità dal titolo “PAL 2011-2014 Idee e proposte per una sanità all’altezza dei tempi”. Si tratta a mio avviso di un ottimo strumento per chiunque desideri capire come funziona la sanità modenese e voglia cominciare ad interrogarsi su alcuni aspetti critici.

L’impostazione è quella di un piccolo manuale diviso in tre parti riguardanti le problematiche  della sanità modenese, la sua modernizzazione e la sanità per gli anziani.

I temi affrontati spaziano dai problemi organizzativi e di bilancio, ai condizionamenti della riforma federalista, al problema dei rapporti tra Policlinico e nuovo Ospedale di Baggiovara individuando come possibile soluzione l’unificazione delle direzioni riportando al centro i criteri di qualità, efficienza ed economicità della gestione, ai rapporti tra Universitari e Ospedalieri, alla riorganizzazione degli ospedali territoriali con l’individuazione di tre macroaree (Modena, Bassa, Montagna), al rapporto tra medicina di base e specialistica passando per l’istituzione delle case della salute.

Gli strumenti dell’innovazione sono indicati in due strutturali (prevenzione e ricerca) e uno etico che mette il paziente al centro riservandogli un ruolo attivo.

La terza parte è riservata alla medicina per gli anziani che sono e saranno sempre più una parte consistente della popolazione, attribuendo un ruolo di primo piano alla prevenzione e all’educazione ad uno stile di vita che permetta di ridurre ospedalizzazione, dipendenza da terzi e di conseguenza costi, puntando ad un significativo miglioramento della qualità della vita nella terza età.

Al di là dell’idea politica da cui si parte, leggere questo documento è importante perché rappresenta l’espressione di un pensiero autorevole che si contrappone a chi ha in questo momento il potere decisionale (è scaricabile direttamente dal sito www.cespem.net)

Va tenuto presente assieme al PAL 2011-2013 sul sito della provincia www.pal.provincia.modena.it, all’editoriale del presidente D’Autilia sul bollettino dell’Ordine dei Medici della Provincia di Modena www.ordinemedicimodena.it e, se usciranno, agli atti del convegno del 17 settembre 2011 sull’integrazione ospedale-territorio, sempre sullo stesso sito.

Donatella Franchi



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