Democrazia partecipata modello sveltina

Al consiglio della circoscrizione 4 ieri sera si è discusso di zone F, in particolare di Via dei Gemelli e Via San Marone. L’ipotesi al vaglio era quella di un intervento relativamente modesto, un centinaio di unità abitative tra edilizia privata e convenzionata.

Nonostante l’esiguità dell’intervento all’ordine del giorno, in ballo c’era molto di più: la discussione sulla trasformazione delle zone F da zone adibite a servizi generali a zone residenziali.

Dopo una breve introduzione dell’avv. Botti (PD) sull’argomento che era stato presentato alla commissione che il 12 settembre scorso ha visto la partecipazione dei consiglieri di circoscrizione e tecnici del comune, la parola è passata all’ing. Benedetti che ha illustrato il progetto di massima sulle zone in questione, un centinaio di appartamenti in tutto (taglio 75 mq circa) tra edilizia agevolata e privata e un’area a verde pubblico (ricordiamo che questi sono i numeri massimi raggiungibili e potrebbe non coincidere con quello che sarà effettivamente costruito).

La discussione ha visto la contrapposizione di consiglieri del PD e dell’opposizione (PDL, IDV, Lega, Indipendenti).

A favore dell’utilizzo delle aree F per l’edilizia residenziale il PD. Contraria l’opposizione. Di seguito una cronaca sintetica

Inizia la discussione il capogruppo del PDL Bonacini dichiarandosi favorevole all’edilizia agevolata auspicando una maggiore concentrazione nei confronti dell’affitto ma esprime parere contrario alla conversione delle zone F. La palla passa  al capogruppo PD Cananiello che ricorda che non si sta ancora discutendo di un piano particolareggiato e dichiarandosi favorevole all’incremento di alloggi costruiti in edilizia agevolata e all’utilizzo delle zone F a questo scopo. Interviene Barbolini (capogruppo IDV) chiedendo dove saranno reperite le zone da destinare a servizi generali se le attuali zone F dovessero essere completamente oggetto di interventi edilizi e generare quindi bisogni di nuovi servizi. Interviene Bagnoli (capogruppo Lega) facendo notare che c’è un numero considerevole di appartamenti sfitti in città.  Nesci (Indipendenti) si ritiene preoccupato all’idea di consegnare alle future amministrazioni quello che ritiene un assegno in bianco: conversione delle aree F senza un piano particolareggiato, senza dei veri vincoli.  Veronesi (PD) pone l’accento sulla necessità di nuovi alloggi a prezzi calmierati. Argomenti a sostegno la crisi economica che ha ridotto la capacità di reddito delle famiglie, la sopravvenuta necessità di spostarsi fuori città per accedere ad alloggi a prezzi più bassi e il fatto che l’attenzione dovrebbe essere centrata sulla vita dignitosa delle persone e non sulla paura della perdita di valore delle case già costruite. Richiama anche l’attenzione sul pericolo che le abitazioni a canoni eccessivamente elevati finiscano per essere occupate da gruppi di persone che dividono l’affitto senza dichiarare la residenza degli occupanti l’appartamento (chiaro il riferimento classico all’extracomunitario che affitta un appartamento e subaffitta in modo totalmente clandestino le stanze ad un numero imprecisato di persone. Politicamente scorretto ma…). Difesa del Peep da parte di Gallo (PD) che si spinge più in là: il piano non deve fermarsi qua, occorre dare risposte Peep alle nuove giovani coppie.  Interviene a questo punto di nuovo l’ing. Benedetti ricordando che il comune non tocca terreno agricolo dal 1989 e che aree adibite a servizi troppo vaste non hanno senso di esistere (quindi tanto vale edificare). Di nuovo Bagnoli interviene chiedendo come intende intervenire l’amministrazione sugli appartamenti che ancora sono sfitti, almeno 8.500. Cosa fa l’agenzia per la casa? Risponde di nuovo l’ing. Benedetti facendo notare che 5/6.000 appartamenti sfitti a rotazione a Modena sono da considerare un numero fisiologico. Infine Botti risponde alla preoccupazione di Nesci dicendo che è una questione di responsabilità lasciare alle prossime amministrazioni un margine di decisione sulle aree F rese edificabili.

Il tutto in meno di un’ora. Votazione dall’esito scontato, 9 sì contro 5 no.  Adesso la parola passa al Consiglio comunale.

Il parere della circoscrizione è obbligatorio, non vincolante. Non si è parlato di via Aristotele e via Cannizzaro ma la strada ormai è spianata.

Le circoscrizioni, secondo l’art. 2 del regolamento comunale “assicurano ai propri cittadini, singoli od associati, la più ampia partecipazione alla programmazione delle attività proprie, nonché all’esercizio delle funzioni attribuite dallo Statuto e dal presente Regolamento.”

Vediamo chi era presente ieri sera.

Il consiglio naturalmente. E un gruppo di persone, legate al  comitato per Via Cannizzaro e Via Aristotele, completamente contrari alla conversione delle aree F per vari motivi tra i quali il pericolo che correrebbero le falde acquifere in quelle zone. Il comitato, Verde Vaciglio, Modena Attiva rappresentano un pubblico vasto, ma di gente comune, curiosi non c’era nemmeno l’ombra. Non era prevista la possibilità di dare la parola al pubblico. La protesta non poteva che essere scritta. Quindi, cartelli. Perché non si parla di via Aristotele? E croci. Le croci di Verde Vaciglio. Funerali alla qualità dell’aria, alla viabilità, all’ambiente, alle falde acquifere, ai servizi.

Una protesta che riguarda l’urbanistica della città intesa in senso ampio, una protesta nei confronti di un modo di costruire che non sembra rispondere ad una visione globale di Modena, che sembra fatta di tentativi slegati tra di loro e che risponde più alle opportunità politiche del momento che ad una visione unitaria.

Una protesta che cresce. E questo è un segnale inequivocabile del fatto che i percorsi che riguardano l’urbanistica non sono partecipati. Sicuramente non sono condivisi.

A pretesto di questo modo di procedere i soliti argomenti (figli di Modena deportati finanche a Nonantola…bisogno di case da parte dei più poveri a causa della crisi, i cittadini che vengono prima del territorio).

E’ folle dire che si vive anche con meno verde in modo dignitoso. Non si può fare di una contingenza economica attuale la base della politica urbanistica del futuro. Siamo stanchi di sentire questo gioco al livellamento di tutti verso il basso, di partiti che danno direttive di voto su questo argomento, di gente che obbedisce e di gente che pensa che pur di vivere a Modena vada bene anche il quartiere dietro la Rotonda. Non basta essere dietro al cartello Modena per essere in città. Questi quartieri sono autentiche porcate, senza servizi e, se verranno replicati, è logico immaginare che si avranno pesanti ripercussioni in tema di sicurezza e qualità della vita.

Donatella Franchi


Related posts

Modena Come giornale online Modena Come giornale online Emilia Romagna. GMComunicazione - modenacome@gmail.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: