Grazie a Dio non sono un blogger.

Mi occupo di linguaggi visivi e di comunicazione da sempre, di internet da 20 anni, da quando il web è nato. Non sono diventato un blogger e davvero ringrazio Dio per questo. Ormai il pericolo è scampato, comincio ad essere troppo vecchio per farlo.
Ho seguito in diretta web i lavori, chiamiamoli pure così ma sia chiaro che si tratta di un eufemismo, del  KnowCamp 2011 alla Camera di Commercio.

Io credo che ormai gli alieni siano tra di noi da molto tempo ed il KnowCamp 2011 ne è stato la testimonianza.
E’ interessante studiare gli alieni, hanno comportament diversi dagli umani, una comunicazione strana, semplificata, costruita su parole chiave, non sviluppano più pensiero logico-deduttivo ma procedono quasi per ideogrammi, riescono con una abilità sorprendente a raccontare infinite banalità autoreferenziali mantenendo un atteggiamento serio, a prima vista professionale, anzi in qualche caso autorevole.
Andrebbero esaminati in laboratorio. Forse no meglio osservarli da lontano, lasciandoli liberi di esprimersi e di agire, le sorprese potranno così essere maggiori.
Impossibile trasmettere una sintesi dei contenuti trattati nel  KnowCamp 2011.


A leggere l’articolo della Gazzetta di Modena viene quasi da piangere. E’ tutto infarcito di “intensa giornata di lavori” In realtà si è svolto tutto in una noia pazzesca.  “numerosi ospiti di rilievo” (???)  “esperti, curiosi ed appassionati
La sale era praticamente vuota !!  “Una successione di speech dinamica e spontanea dal ritmo incalzante, promotrice di aggregazione e discussione costruttiva

Ma che film ha visto la Gazzetta ?

In una sala vuota una trentina di alieni si sono parlati addosso per due giornate. Erano presenti soltanto loro, non altri, nemmeno un operatore economico, nemmeno un dirigente di azienda, non parliamo poi di imprenditori, commercianti, ecc.  ma il punto non è questo e chiunque anche alieno ha tutto il diritto di riunirsi con i suoi simili.
Il punto è: si può raccontare che cosa si sono detti ? si puo trasmettere ad altri che non siano alieni qualche contenuto intelligente, comprensibile, traducibile, replicabile e realizzabile. La risposta è no, non è possibile.
I giornalisti che ci provano sono veramente penosi, non ne sanno niente, ripetono concetti vuoti, parole stanche di cui ignorano il significato.

Ho ascoltato racconti di startup, racconti di fughe dalla confort zone, giovani cimentarsi in ignite sesssion, il tutto condito in salsa bar camp con un pizzico di crowdfunding che non guasta mai.

Ad un certo punto è arrivato un alieno più alto degli altri che voleva darmi i dieci comandamenti per affermare il mio personal brend.Un altro che racconta di aver realizzato siti da quando aveva 10 anni, che ha avviato diverse startup tutte fallite ed ora è diventato un ceo. Beato lui, anche se mi spaventa quello che potrà ancora fare nella vita dato che ha soltato 22 anni.

Al racconto di un altro che mi propone tramite uno speech una piattaforma per fubles non ho più resistito, ho staccato la webcam e felice ho ringraziato Dio di non avermi fatto diventare un blogger.
Grazie, al mio storytelling provvederò da solo, magari twittando un po’.

Gabriele Morelli


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