Polizia Municipale e brutti ceffi

Non se n’esce vivi. Più la giunta ne parla più la situazione peggiora. Devo dire che anche l’opposizione sta dando il meglio di se’ per fare a gara a chi la spara più grossa.

Andiamo con ordine.

Sull’Informazione di questa mattina il Sindaco Pighi interviene sulla questione dell’archivio brutte facce dicendo che serve più sobrietà. Non c’è dubbio.

Prosegue con una precisazione tecnica, affermando che le informazioni inserite nel campo note (grandi orecchie, brutto ceffo) saranno archiviate ma non inserite in una banca dati. Mi viene da dire che in una banca dati probabilmente mancherebbe il campo in cui inserire queste informazioni…

Comunque, la privacy del cittadino teoricamente è salva, le informazioni inserite nella colonna “note”sono a intendere solo come una traccia dell’attività svolta dalla Polizia Municipale.

Il fac-simile quindi è uno strumento per l’attività di formazione degli agenti, tutta la polemica andrebbe inserita in questo contesto.

Contestualizziamo.

Cosa dire? Intanto che i vigili, anche i più giovani, hanno passato da un po’ l’età della scuola per l’infanzia. Non solo non serve più intrattenerli con Walt Disney ma anche gli “eccessi” per spiegare sono abbastanza discutibili se non inutili. Io sono convinta che gli agenti di Polizia Municipale in media abbiano un Q.I*. nella norma e che possano tranquillamente sostenere lezioni in cui l’utilizzo di un modulo venga spiegato normalmente, per colonna. Quando si arriva alla colonna “note” si potrebbe spiegare che l’agente può decidere di compilarlo (a sua discrezione se non andiamo errati) se ritiene che sia utile condividere un’informazione con i colleghi e il comando.

L’annotare un dubbio perchè qualcosa inospettisce, anche descrivendo sommariamente la persona in questione, può essere considerato normale e funzionale ad un’attività di sicurezza sul territorio.

Ma qui si va oltre. E si va oltre perché, utilizzando esempi grossolani ma efficaci, si invitano gli agenti a descrivere caratteristiche fisiche senza apparente motivo e ad annotare se i veicoli fermati siano di grossa cilindrata.

Avevamo detto su Modena Come che il riferimento a Lomroso doveva essere considerato una provocazione. Nemmeno noi vogliamo credere che il Comando di Polizia Municipale di Modena intenda utilizzare criteri attinenti alla fisiognomica per la schedatura (o non schedatura) dei controllati ma il messaggio che passa da quel fac-simile è esattamente questo.

Il botto finale dell’intervista al sindaco è: “Se qualcuno, ora, le chiedesse la testa del comandante dei vigili Chiari?

«Lo manderei a quel paese. O forse no: chiederei di sottoporlo a una perizia psichiatrica. Non scherziamo…”

Santo cielo. Appunto, non continuiamo con questo scherzo e non evochiamo fantasmi.


Passiamo alle opposizioni. Mi chiedevo perché tacessero.

Certo, visto che la maggioranza è in difficoltà per quale motivo intervenire? Fa tutto da sola….Sarà per questo?

No, è che a loro dire, non trovano nulla di strano nel catalogare le informazioni in quel modo. Si parla tutt’al più di eccesso di zelo.

Galli parla di necessità di metodi precisi sui controlli notturni. Le sembrano precisi? Brutto ceffo secondo lei è da intendersi in senso estetico o figurato?

Estrapolandole dal contesto le parole sembrano sbagliate? Certo, ma in questo caso inserendole nel contesto sembrano demenziali.

Leoni teme che la storia sia stumentalizzata dalla sinistra spaccata non si sa neanche più in quante “bande”, che a rimetterci siano gli agenti e i cittadini e ricorda che il comandante Chiari è stato scelto dalla giunta e a questa risponde.

Avrà il suo da fare nei prossimi giorni, immagino.

Luca Bagnoli della Lega infine si esprime in un capolavoro: ” Se una persona

non ha nulla da nascondere non deve temere queste iniziative, che servono per

combattere la criminalità e l’evasione fiscale, non per schedare i cittadini onesti”.

Mi piacerebbe sentire la definizione di cittadino onesto con una brutta faccia.

Ad ogni modo, i cittadini onesti non hanno nulla da temere. Quasi mai. Basta che siano belli.

*Quoziente di Intelligenza

Donatella Franchi


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