Sitta vs Ballestrazzi

“Invito, dunque, ad un soprassalto di saggezza e a tornare ai fondamentali, a partire proprio da pane e lavoro » “
Conclude così l’assessore Sitta l’intervista rilasciata all’informazione di oggi.
Cosa lo ha fatto arrabbiare? Un intevento di alcuni giorni fa sull’Informazione di Mezzetti che lo avrebbe accusato di “avere una cultura vecchia fatta solo di pane, lavoro e mattone” e un paio di affermazioni all’interno di un’interrogazione di Ballestrazzi al consiglio comunale del 24 ottobre che lui ha bolla come irresponsabili interpretandole come egosismo sociale di chi difende l’ambiente plaudendo alla crisi economica.
Visto che si è lamentato che nessuno abbia dato la giusta indignata rilevanza a quanto detto da Ballestrazzi, trascrivo i due pezzi incriminati. L’interrogazione riguardava alcuni mancati interventi a Marzaglia nuova:
“La criticità più sentita dalla popolazione era quella riguardante la circonvallazione che evitasse l’attraversamento della frazione da parte dei camion che trasportavano, e trasportano tuttora ghiaia ed altro materiale. Probabilmente qualcuno in meno vista la crisi per fortuna che almeno in quel campo ha contribuito ad abbassare l’inquinamento. Certo, sulla ghiaia son ben contento che ne prelevino meno perché l’edilizia deve smetterla. Comunque ne parleremo dopo assessore.”
Tra l’interrogazione e la replica Sitta ha risposto elencando le opere fatte per 3 milioni di euro ed evidenziando che la circonvallazione sarebbe legata ad un’espansione dell’abitato di Marzaglia nuova e si tratterebbe comunque di un’opera che peserebbe sul bilancio in un momento di scelte e che forse sarebbe parzialmente inutile nel momento in cui venisse attuata la Bretella Campogalliano-Sassuolo.
Tra le cose fatte c’è il completamento dell’area Peep. Tra le richieste disattese l’asilo nido, la materna, il medico di base.
E qui mi viene da proporre la prima domanda. Come possiamo chiamare un nuovo quartiere senza servizi di base? Dormitorio forse? E prevediamo di ampliarlo anche?
All’interno della replica di Ballestrazzi:
“Poi c’era una cosa importante che lei ha citato e che è la faccenda della bretella Campogalliano – Sassuolo. Bene io spero ardentemente che la crisi non permetta la costruzione di questa opera che è un’opera superata, era stata pensata 40 anni fa e soprattutto mi fa specie che un assessore di un comune il cui assessore all’ambiente ha fatto approvare un piano che per lo sviluppo, per gli interventi sostenibili, dal 2011 al 2020 tutta una serie di interventi per abbassare l’emissione di anidride carbonica, aumentare il ricorso alle energie rinnovabili e lei invece si augura di fare un’opera con 4 corsie che andrà a devastare l’alveo del fiume Secchia per mandare le merci a Sassuolo con dei camion obsoleti. […] Lei dovrebbe sapere che bisogna investire solo ed esclusivamente sul ferro […]. Quindi lei sta augurandosi di aumentare l’inquinamento per trasportare dell’argilla a Sassuolo tramite dei camion vecchi e obsoleti. Io ho capito questo. Lei assessore doveva andare a fare un giro al Saie a Bologna”
Immagino che Ballestrazzi si riferisse all’area tematica Energia e Sostenibilità.
Si sentiva in sottofondo una versione casereccia del “Sitta furioso”.
Si può leggere una provocatoria semplificazione nelle parole di Ballestrazzi? Forse.
Si possono interpretare come le ha interpretate Sitta “e “Per fortuna che c’è la crisi”, attribuendo a questa per lui positiva situazione il merito di aver ridotto il flusso di merci e di camion che tanto danno creano all’ ambiente.”? Francamente mi sembra un po’ riduttivo.

Tornando all’intervista, al pane, lavoro e mattone mi verrebbero alcune domande abbastanza semplici.
In che anno siamo? In che secolo siamo?
L’assessore si è accorto che il mercato del lavoro sta cambiando e che il precariato sarà probabilmente il futuro delle giovani coppie? Qualcuno ha sentito dire che per chi non ha agevolazioni i mutui casa vengono erogati se chi richiede il prestito ha già il 30% del valore dell’immobile? O pensiamo che sia possibile bypassare questo problema semplicemente barando sulle perizie?
Qualcuno oltre a Sitta è convinto che gli abitanti di Modena cresceranno veramente di 50.000 unità?
Davvero si può applicare la piramide dei bisogni dicendo che le scelte di qualità si fanno a pancia piena ignorando completamente che ci ritroveremo le scelte di bassa qualità nei secoli a venire?
E’ ancora proponibile il vecchio schema che prevede spostamenti di massa per recarsi al lavoro? Questo è il presente ma non un auspicabile futuro. Il futuro mi auguro preveda meno spostamenti per pendolarismo e più lavoro online.
E ancora, per ridurre le emissioni, davvero bisogna costruire nuove case in classi energetiche efficienti e non ha forse ragione Luca Lombroso sostenendo che il saldo delle emissioni sarà comunque positivo se non pensiamo prima all’adeguamento dell’esistente?

Chi guadagnerebbe di più dalla costruzione di nuovi immobili? Chiunque si augura che l’economia riparta inclusa quella dell’edilizia, ma vorrei girare il problema: quale vantaggio avremo, se per mantenere a galla una categoria, rovineremo completamente una città?

Che nesso diretto possiamo trovare tra le 40.000 persone che in provincia hanno perso il lavoro e la presunta necessità di costruire caldeggiata da Sitta? Sono tutti muratori?

Lo chiedo ancora una volta: l’acquisto di un appartamento Peep ha ancora tutto l’appeal che poteva avere fino a qualche anno fa per i giovani? La mobilità non potrebbe essere l’asso vincente per il futuro? Pane, lavoro e mattone, è uno slogan che ha ancora presa sui giovani?

Bisogna continuare a proporre obiettivi sempre più difficili da raggiungere?
Non abbiamo una grossa responsabilità nei loro confronti?
Se riempiamo tutto adesso quale spazio lasceremo alle loro idee?

Donatella Franchi


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