Modena: chi è il mandante politico degli scontri con la polizia ?

Modena a volte è una città kafkiana, per alcuni aspetti ridicola.

Alcuni la vorrebbero proiettare verso un futuro metropolizzato, altri etichettarla con una vocazione europea, altri ancora riescono perfino ad inventarsi quasi ogni giorno nuove eccellenze modenesi, altri non vedono l’ora di riempire ogni vuoto con degli orrendi palazzi a strati alternati di appartamenti residenziali, centri commerciali, direzionali.

Purtroppo Modena rimane al contrario una piccola città talmente densa di provincialità da ripetere all’infinito riti e miti costruiti in troppi anni di conformismo. Forse in questo sta la sua forza anche se la macchina del consenso ha ormai davvero stancato.

Quello che è accaduto ieri sera, venerdi 28 ottobre, riporta inietro nel tempo, non ai vecchi telegiornali in bianco e nero, nemmeno ai film di Peppone e Don Camillo, molto più indietro, riporta ad un pensiero vecchio, dogmatico, fermo, intollerante, inutile.

Per alcuni giorni i quotidiani locali tengono viva la notizia del convegno organizzato da Fiamma Tricolore. Sull’iniziativa interviene pesantemente il sindaco Pighi il quale senza mezzi termini chiede al questore di impedire il convegno e alimenta così tensione riproponendo il vecchio, logoro, stanco, lento ritornello retorico sulla resistenza, gli eroi partigiani, Modena medaglia d’oro, la provocazione fascista, ecc.

A scanso di equivoci e di qualche maliziosa interpretazione di quello che scrivo, dichiaro subito che io personalmente sono troppo liberale, libertario e libero per essere associato a qualsiasi forma di fascismo, vecchio o rigenerato che sia,  in modo analogo sono troppo liberale, libertario e libero per essere associato a qualsiasi forma di ideologia comunista, vecchia o rigenerata che sia.

Intervengo su questo tema, delicato e pieno di insidie, per un motivo molto semplice: Modena è la mia città e penso che in questa città sia necessario oggi fare qualcosa per far nascere o semplicemente aiutare a crescere una cultura nuova finalmente libera da dogmi e pensieri controllati, libera dal consenso organizzato, una cultura che sappia cogliere il cambiamento e da questo si alimenti.

Ritornando all’argomento occorre segnalare che il titolo dell’Informazione di oggi “Fiamma Tricolore, paura in centro: violenti scontri tra manifestanti. Spaccata una vetrata: due agenti feriti”
è un titolo tendenzioso, sbagliato, un esempio – uno dei tanti – di cattiva informazione.

Dopo che il sindaco Pighi per due giorni ha alimentato la tensione su una iniziativa di nessuna rilevanza e che non avrebbe creato nessun problema, quanto è accaduto ieri sera, per correttezza di informazione, è stato tutt’altro.
Occorre anche sottolineare che la questura non poteva in nessun modo, nonostante l’insistenza del sindaco, rinnovata ancora oggi dal segretario cittadino del PD, non autorizzare il convegno – non una manifestazione, non un corteo inneggiante al fascismo – ma una riunione privata ad invito.


Non c’è stato davanti all’Hotel Europa uno scontro tra estremisti come lascia intendere l’Informazione, gli estremisti non si sono nemmeno visti in faccia, ma c’è stato al contrario, lo provano inequivocabilmente i filmati e le foto della Gazzetta di Modena, un penoso, timido, inutile, ridicolo tentativo di aggressione da parte di 20 ragazzotti che vengono in modo kafkiano troppo spesso tollerati dall’amministrazione comunale.
Il tutto è durato due minuti, i ragazzotti, forse eccitati dalla propaganda del sindaco, black block ruspanti di provincia, hanno preso due schiaffoni due dalla polizia e tutto è finito.

Tutto qui, non occorre gridare al lupo, perché il lupo non c’è.

Esiste al contrario e ultimamente ne abbiamo ripetutamente avuto la prova, una gran voglia di fare propaganda, in modo vecchio, quella propaganda retorica che non può fare altro che ottenere l’effetto contrario, che non può fare altro che allontanare le giovani generazioni dalla storia recente del nostro paese.
La situazione di ieri sera a Modena è stata semplicemente ridicola, comica, una propaganda politica di altri tempi con il sindaco Pighi che partecipa al picchetto davanti alla Ghirlandina, insieme al Pd, Sel, Cgil, Anpi, Arci, Comunisti italiani, Idv e Psi, per salvare Modena dall’attacco fascista.

Ieri sera a Modena la città poteva scegliere tra due reality fiction: una davanti all’albergo Europa in cui un gruppo di ragazzotti di provincia ha giocato per due minuti di orologio ad essere dei  black block metropolitani, l’altra reality fiction era proprio davanti alla Ghirlandina, triste, vecchia, inutile, comica.

Sig. Sindaco la smetta di difendere Modena da qualcosa che non esiste, oggi la propaganda, quel tipo di propaganda non funziona più e Modena si merita qualcosa di meglio.

Io sono e rimango troppo liberale, libertario e libero per correre insieme a lei a gridare al lupo e sinceramente queste cose mi stanno annoiando terribilmente. Quasi quasi sono meglio le “brutte facce” dei vigili urbani.

Gabriele Morelli


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