Morto per la libertà. Di chi?

«Non condivido le tue idee ma sono pronto a morire affinché tu possa avere il diritto di esprimerle».

L’ha scritto Voltaire? E’ apocrifo?

Non importa. E’ quello che penso. E’ il terzo cartello che vorrei accostato a MODENA e Medaglia d’oro per la resistenza quando entro in città.

Qualche domanda su questa faccenda. A quelli di fiamma tricolore chiederei se ritengono ancora che fosse  il caso di discutere su argomenti che andrebbero senz’altro ripresi in modo più sereno e riguardati a distanza, proprio il 28 ottobre e proprio a Modena, città medaglia d’oro ecc. ecc. Liberissimi, non ne faccio una questione di diritti, solo di opportunità.

Per quanto riguarda in generale la questione credo che la storia vada studiata per quello che è stata, in ogni suo aspetto, anche quelli più imbarazzanti, ancora tabù. Quelli sui quali nessuno dotato di buon senso a Modena inizierebbe una discussione al bar. Ma è un lavoro che va fatto. La storia va studiata e analizzata, non rimossa.

Questo significa che il dibattito sulla questione a Modena è tutt’altro che bilanciato, sereno e libero.

Detto questo mi verrebbe da chiedere al Sindaco se crede ancora sia stato un atto responsabile l’aver fatto da cassa di risonanza ad un evento che poteva essere considerato trascurabile dati i numeri, che sarebbe stato meglio far passare il più possibile in sordina. Neanche se fiamma tricolore avesse pagato fior di agenzie pubblicitarie avrebbe potuto sperare in un risultato simile.

Io le chiedo a questo punto signor Sindaco di riconsiderare la situazione dal punto di vista della sicurezza. Ritiene ancora sia stato necessario scendere personalmente in piazza a fianco di associazioni che potevano legittimamente protestare da sole? Non le sembra di avere esagerato con il suo appassionato avallo istituzionale? Lei rappresenta, come sindaco, Modena, non una parte politica. Il suo compito è quello di fare in modo che la città sia sicura. In questo caso ritengo abbia assunto un atteggiamento discutibile, credo che la cosa avrebbe dovuto rimanere tra lei e i rappresentanti delle forze dell’ordine e non sia stata una decisione saggia farne una questione politica con una richiesta pubblica al questore di non autorizzare la manifestazione. Non credo che per far piacere ad una pur consistente parte politica il questore possa mettere in atto un abuso. Penso che il suo ruolo avrebbe dovuto essere super partes, che avrebbe dovuto smorzare e non alimentare le polemiche. Avrebbe dovuto garantire i diritti dei suoi cittadini di destra. Se non se la sente perché ritiene che questo sia troppo per lei, almeno non prenda posizione.

A Boschini vorrei semplicemente chiedere se non si rende conto che le sue dichiarazioni stanno rovesciando la realtà. “[…] ma al tempo stesso chiediamo che per il futuro si faccia il possibile perché episodi simili non si ripetano. Chiediamo alla questura di non autorizzare più manifestazioni che possano mettere in pericolo la sicurezza dei modenesi”


Non mi sembra che la sicurezza dei modenesi sia stata messa in pericolo dal convegno, piuttosto da quel gruppetto di adolescenti scalmanati davanti all’albergo Europa che si sono scontrati con la polizia. Si tratta di numeri ridicoli ma poteva anche finire peggio, più che altro per loro. Poi la sua mi sembra una richiesta che non possa rientrare all’interno di un confronto politico equilibrato. Impedire un convegno (qualsiasi convegno) le sembra un atto democratico?

Dopo gli scontri, a quanto pare il gruppo di ragazzotti si è ricongiunto al resto dei manifestanti senza problemi . Ma vi sembra normale accettare tutto questo?

Ai  ragazzotti vorrei suggerire di fermarsi un attimo davanti a un vin brulé e chiedersi se il significato della lotta partigiana possa oggi essere interpretato a piacere in senso antilibertario. Un piccolo aiuto:

[…]

Oh bella ciao, bella ciao bella ciao ciao ciao

E questo è il fiore del partigiano

Morto per la Libertà

quella con la elle maiuscola.

Donatella Franchi

PS per essere presi sul serio all’interno del dibattito politico è meglio esercitare la dialettica. Fino ad allora si rischia di rimanere solo un gruppetto di ragazzotti manipolabili  e buoni per le manganellate. Calci, pugni e bestemmie è capace qualsiasi imbecille di metterli in campo.

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