Pubblicità a fiamma tricolore?

«Manifestazioni che inneggino al fascismo, che fanno apologia del fascismo – ha detto Giorgio Pighi – non devono essere svolte nella nostra città. Abbiamo avuto l’esempio questa volta, ora basta: altre iniziative di questo tipo non avranno più spazio, non devono avere spazio. Anche perché chi le ha organizzate, un gruppetto patetico di giovani completamente avulsi dal contesto e dai percorsi attuali della destra italiana, ha puntato esclusivamente sulla pubblicità, sull’esaltazione, diffondendo, provocando, quasi “invitando” media e contestatori. E così il pericolo di scontri si è trasformato in fatto lesivo, con poliziotti feriti e danneggiamenti». Gazzetta di Modena

A causa del fascismo, una parte della mia famiglia è in Francia. Cosa provo nei confronti di chi dopo tanti anni ne ha nostalgia? Un misto tra la noia e il fastidio, da sempre.

Non avrei mai pensato di dover scrivere un giorno quello che sto per scrivere.

La dichiarazione virgolettata all’inizio è del sindaco Pighi.

Il “gruppetto patetico di giovani” che ha organizzato il convegno di fiamma tricolore non ha avuto bisogno di farsi pubblicità. E’ stata sufficiente quella che ha provveduto a fare loro gratuitamente il Sindaco chiedendo pubblicamente al questore di negare il permesso alla manifestazione ed innescando una polemica infinita. I contestatori non li hanno invitati loro, hanno avuto l’invito e l’avallo della prima istituzione della città.

Con questo non dico che la responsabilità degli scontri sia del sindaco. Ogni persona è libera di agire come crede. Chi sfonda una vetrata ne risponde personalmente. La responsabilità penale è sempre personale, i ragazzi del Guernica stanno per rendersene conto.

Una cosa non riesco proprio a capirla. Se il sindaco è convinto che si possa configurare un reato di apologia del fascismo, perché non sporge denuncia? Perché non tenta di perseguire legalmente gli esponenti di fiamma tricolore?

Provo a darmi una risposta. Perché il reato non c’è. Quelli di fiamma tricolore sono stati e staranno sempre ben attenti a non valicare mai il confine e a non farsi beccare. Fino a quando potranno contare sulle reazioni della sinistra di Modena non avranno neanche bisogno di scendere in piazza, basterà loro fare un ruttino per avere tutta la visibilità che vogliono.

Sono proprio curiosa di aspettare e vedere come il Sindaco riuscirà a mettere in pratica quella che suona come una promessa: “ora basta: altre iniziative di questo tipo non avranno più spazio, non devono avere spazio”.


Quello che mi sembra pericoloso e che dovrebbe essere superato è il solito vecchio modo di affrontare la questione fascismo e non solo quella. Mi dispiace dirlo ma una parte della sinistra modenese si sta comportando in modo da negare la libertà altrui e questo è inaccettabile.

Certi slogan nati in periodi bui in bocca a ragazzini di 20 anni fanno venire i brividi. E’ come se l’astio, il rancore dell’epoca fossero arrivati intatti fino ad ora. Non così la conoscenza dei fatti.

All’epoca in cui fascisti e partigiani si sono fronteggiati, tutto questo aveva un senso. Certe nefandezze di entrambe le parti (forse una più e una meno) non potranno essere giustificate ma sicuramente spiegate alla luce del periodo storico in cui sono avvenute.

I ragazzi del Guernica non c’erano, non c’ero io e non c’era nemmeno il sindaco Pighi. Il rancore da parte di entrambi gli schieramenti è arrivato intatto fin qui, assieme alla stupidità.

Basta fare un commento qualsiasi alla faccenda su un giornale locale e si rischia di scatenare una sequela impressionante di stupidaggini imbarazzanti, di dichiarazioni deliranti da parte di invasati che non hanno idea di cosa sia successo veramente durante il ventennio e la resistenza.

Solo di questo sono sicura: cose gravi, tanto da non poter ancora essere guardate con il necessario distacco.

Sarà bene farlo. Bisognerà trovare il modo per mettere insieme le varie parti della storia, trovare le prove ed essere pronti ad accettare il fatto che, durante i regimi, durante le guerre civili, ci sono sempre stati individui che hanno potuto esprimere impunemente la loro natura di delinquenti ed altri che hanno approfittato della confusione per regolare conti personali, altri ancora che per stupidità hanno provocato situazioni di estremo pericolo per i civili.

Tutto questo è successo anche qui.

Non è corretto strumentalizzare le lotte dei Partigiani per continuare a difendere un vecchio modo di fare politica da parte della sinistra, per creare consenso attraverso la pancia e non attraverso il cervello.

Eh no, non avrei mai pensato di dover scrivere un giorno quello che sto per scrivere.

Secondo me, Giovanardi  ha ragione.

Donatella Franchi


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