Il Pdl a Modena mette a confronto Sitta e Righi

Ieri sera l’atteso convegno organizzato dal Pdl sul tema dell’espansione urbanistica sulle aree F che metteva a confronto l’assessore Sitta e l’architetto Ezio Righi.
Molti gli interventi e i temi affrontati.
L’assessore all’urbanistica Sitta ieri sera ha esposto di nuovo il suo punto di vista, ormai ben conosciuto.
Nei prossimi 10 anni a Modena si formeranno 8000 famiglie.
A Modena non ci sono più aree per l’edilizia sociale.
L’unico modo per reperire aree per costruire zone residenziali Peep è legato all’utilizzo delle aree F attraverso lo strumento della perequazione (particolari aree di proprietà di privati con destinazione d’uso a servizi generali sulle quali diventa possibile l’edificazione residenziale in cambio della cessione dell’80% della proprietò del terreno al comune che provvede ad attivare le procedure per la costruzione di peep).
Se questo non avverrà, per reperire altre zone per l’edilizia agevolata bisognerà aspettare che il prossimo psc sia discusso e diventga operativo. Ci vorranno almeno 7 o otto anni.
Nel frattempo si lascerebbero i Modenesi senza case (peep) per circa 10 anni.
La necessità di agire su questo fronte con urgenza secondo Sitta deriva dalla necessità di continuare a garantire ai giovani i diritto di cui hanno beneficiato le generazioni precedenti tra i quali il diritto alla casa è considerato fondamentale, nei 10 anni circa che vanno da adesso all’attuazione del prossimo psc. La visione di Sitta è, come noto, centrata sul garantire non un generico diritto alla casa ma un diritto a trovarla a Modena città
Questa posizione arcinota lascia aperti parecchi interrogativi e spazio a considerazioni su vari fronti.
Nel suo intervento l’Architetto Righi, padre del piano regolatore del 1989, ricorda che, in seguito alla crescita fortemente sbilanciata della città rispetto al territorio circostante si era perseguita negli anni ‘70 una politica policentrica, facendo crescere i centri attorno alla città.
I piccoli centri, se ben forniti di servizi possono essere una valida alternativa ad una crescita spropositata degli abitanti a Modena. I 50.000 abitanti in più nel 2030 previsti da Sitta (con un semplice calcolo: visto che la città cresce di 1000 abitanti all’anno, in 50 anni è logico pensare che crescerà di 50.000. Qualcosa non torna, le proiezioni non sono mai così semplici…), non entusiasmano nessuno, si teme il collasso stradale, la mancanza di servizi per mancanza di spazio, i quartieri dormitorio.

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Un intervento interessante quello di De Pietri che mette in guardia dai rischi dell’espansione senza riqualificazione: “Se pensiamo di espandere creiamo del vuoto che viene occupato dal degrado sociale”. In poche parole, costruendo edifici nuovi a basso impatto e costi energetici contenuti, i vecchi fabbricati scomodi ed energivori, in mancanza di una riqualificazione si vuoterebbero di Modenesi rischiando di diventare sacche di degrado. Naturalmente gli interventi di riqualificazione sono estremamente complessi rispetto alla costruzione del nuovo a causa della parcellizzazione della proprietà, della vetustà degli impianti, dei costi ecc.
Interessante anche l’interrogativo sull’invenduto: ci sono fabbricati non considerati come vuoti dal comune perché non ultimati a causa del momento di crisi e con la data di fine lavori spostata in avanti.
La posizione del pdl, organizzatore dell’evento, è tutto sommato possibilista sull’espansione della città in alcune zone e sul peep ma punta anche sulla riqualificazione e per risolvere il problema del fabbisogno di case a basso costo sul social housing.
In sintesi, convegno interessante nel suo complesso dal quale però non emergono sostanziali novità. Ognuno resta sulle posizioni precedenti, soprattutto sull’opportunità di costruire sui campi acquiferi in via Cannizzaro.
Credo che l’unica strada per valutare se il grido d’allarme di Sitta sul bisogno di case abbia o meno un fondamento sia quella di capire quante case sfitte, invendute, non finite o da riqualificare ci sono a Modena. Mi sembra ridicolo che non si riescano ad avere questi dati. Inoltre, non se la prenda Sitta, ma preferirei che le proiezioni sul futuro le facesse uno statistico…

Donatella Franchi

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