A Modena ci sono troppe eccellenze: ecco perchè rimane una città così provinciale.

Ma è possibile che a Modena, qualsiasi banalità venga prodotta diventi immediatamente una “eccellenza” ?
Io credo che succeda solo a Modena.
“Che Dio ci aiuti” la nuova fiction tv trasmessa su Rai Uno è una mediocre fiction televisiva, un miniserie come tante altre, oltretutto recitata in un qualche modo come si può vedere dall’anteprima.

Perchè deve essere propagandata come una nuova eccellenza modenese ?
E’ la prima volta che in Italia viene usata la tecnica del cross over ?
E un bel ” chi se ne frega” non ce lo vogliamo mettere ?
Rimane un prodotto scadente da tipica fiction mediocre televisiva.
La vogliamo spacciare come una eccellenza ?
Ok, il 13 il nostro sindaco Pighi si recherà alla presentazione della fiction a Roma insieme al presidente del museo Ferrari e – come poteva mancare il gelatinoso Bottura – quello che ha appena schivato i NAS ?
Quasi, quasi i proporrei di accompagnarli in corteo alla stazione dei treni come si faceva nei film di Peppone ? In fondo sono gli ambasciatori della città che vanno intrepidi per il modo a proporre l’ennesima eccellenza modenese.


Mi raccomando il cesto con i prodotti tipici, naturalmente offerto dal Palatipico, con almeno una bottiglia di lambrusco, un trancio di prosciutto, la bottiglietta di aceto, 1 kg di tortellini, uno zampone.
Mi raccomando, anche per conferire al tutto una immediata immagine di eccellente genuinità, di stendere sopra al cestino una di quelle belle tovagliette di una volta a quadretti bianche e rossi.
Una sola domanda.
Quanto è costata la partecipazione del Comune di Modena alla realizzazione della fiction ?
Che Dio ci aiuti, appunto.

Gabriele Morelli

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