Una installazione da tutelare

Ci siete stati dentro al Gazebo tanto contestato davanti al Caffè Concerto?

Da fuori è vero che di giorno non è una bellezza, ha proprio uno stile da serra, ma dentro cambia tutto.

Per la prima volta mi sono goduta al caldo la vista della Ghirlandina con la luce invernale per una mattinata intera. Dentro alla serra tavolini e divani ospitano chi ha voglia di prendere anche solo un caffè e scaldarsi un attimo, magari riposarsi durante un po’ di shopping.

Di sera l’ho visto da fuori e devo dire che le luci colorate a me mettono allegria.

E’ una cosa provvisoria.

Proviamo a prendere questa installazione come un esperimento e anziché demolire l’iniziativa stiamo a vedere se e quanto funziona, quanta gente si ferma, il gradimento durante il giorno e durante le serate.

Piazza Grande è patrimonio dell’umanità. Appunto. Allora, non è giusto godersela il più possibile? Questo è solo un tendone. E se pensassimo a delle strutture in vetro, completamente trasparenti non solo per il Caffè Concerto ma anche per gli altri locali? Strutture che si possano rimuovere in estate ma in grado di offrire ristoro durante la stagione fredda. Unico vincolo, completa trasparenza, Duomo e Ghirlandina devono essere completamente visibili.

Pensateci, un caldo, confortevole, spettacolare, unico grande salotto per tutti, Modenesi e turisti.

E non solo sotto il Duomo, anche nella Piazzetta delle Ova e in tutte le meravigliose vie e piazze del nostro centro storico. Tanti, tantissimi posti accoglienti in cui entrare soli o con gli amici. Tanti dehor meravigliosamente caldi, dove ti siedi e qualcuno premuroso e simpatico ti chiede cosa desideri. Ti viene voglia di entrare e i soldi li consideri ben spesi, per un momento di impagabile relax.

Buona musica ovunque, di tutti i generi e un’illuminazione calda e discreta completano l’opera, oltre all’offerta di tutti questi posti ai giovani artisti.

Abbiamo un gioiello, usiamolo.

Mi hanno sempre rimproverato di essere una che “non tiene da conto niente”. E’ vero. Uso tutte le cose belle che ho. Ho una tendenza gaudente, se ho un bel piatto voglio mangiarci dentro, il vino è più buono in un bicchiere adatto, per me le luci e i colori hanno una grande importanza.

Non possiamo considerare la città come un tinello anni ’70 da non usare per non rovinarlo. Il Duomo ha 1000 anni, ne ha viste di tutti i colori, non è così fragile. Godiamocelo noi e facciamo in modo che se lo godano tutti gli altri. Mettiamo quegli scudi blu, apriamolo a tutte le ore, investiamo in personale che faccia i turni e lo custodisca al meglio, rispettando il luogo di Culto. Facciamo la stessa cosa con la Ghirlandina e i Musei. E andiamoci, andiamo a vedere tutto, tutte le iniziative, criticando se non ci piacciono. A proposito, andate a vedere la farmacia recuperata al Sant’Agostino. Uno spettacolo.

Rispettare il Duomo e la Ghirlandina non significa guardarli da fuori impalati al freddo d’inverno e al caldo d’estate.

Magari possiamo anche guardarci intorno e vedere se la Piazza senza tendone è proprio tenuta al meglio, se non c’è proprio niente che non va oltre le eterne impalcature attaccate al Duomo.

La soprintendenza cominci a lavorare come fanno i privati e le risposte le faccia arrivare in una settimana anziché impiegare mesi.

E Sitta mettiamolo in croce per quello che vuole costruire e lasciarci in eredità per il futuro, non per un gazebo di plastica che tra due mesi non c’è più.

Purtroppo.

Donatella Franchi


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