Consiglio perditempo, ecco i nodi da sciogliere – Il Resto Del Carlino – Modena

 

 

 

 

 

 

La seduta inizia, si parte con le interrogazioni.

Sono quelle finite nel mirino del Carlino ieri; dovrebbero essere usate per fare chiarezza sui problemi della gente, anche le cose più concrete.

Spesso invece rappresentano un’occasione ‘mediatica’, un momento dedicato ai consiglieri che si possono mettere in luce.

Momento che dura, a conti fatti, almeno dieci minuti: cinque per fare la domanda, cinque per dire se la risposta ha soddisfatto le proprie esigenti aspettative.

Forse i primi 300 secondi potrebbero anche tornare tutti utili, perché a volte i quesiti sono complessi e diventa necessario argomentare.

Sui secondi, però, qualche perplessità rimane: davvero servono cinque minuti per valutare la risposta? Uno potrebbe bastare, e la platea sarebbe al riparo da inutili ripetizioni.

viaConsiglio perditempo, ecco i nodi da sciogliere – Il Resto Del Carlino – Modena.

Che ci sia un eccesso di interrogazioni è innegabile, che spesso gli argomenti siano inutili rispetto alle decisioni che il consiglio può prendere è altrettanto innegabile.
Conosco perfettamente la differenza tra essere un mono gruppo per aver raccolto soltanto i voti necessari all’insediamento di un solo consigliere ed essere mono gruppo in seguito a scissioni e cambi di casacca, situazione per la quale secondo me si dovrebbe uscire immediatamente dal consiglio.
Rimane il fatto che chi è capogruppo di se stesso gode inevitabilmente di una maggiore visibilità ma questo non giustifica in nessun modo il numero esagerato delle interrogazioni, la sostanziale inutilità di molti argomenti e l’essere in campagna elettorale continua per tutta la legislatura. Il richiamo alla volontà degli elettori poi ….

Altra e più sostanziale questione per andare oltre alle chiacchiere: i consiglieri comunali sono pagati dai cittadini, lo sanno questo i consiglieri e lo sanno questo i cittadini ?

Stiamo parlano di consiglieri comunali che dovrebbero occuparsi dei problemi della città, dell’amministrazione del Comune di Modena, che dovrebbero, oltre ad intascare il fondo che la legge mette loro a disposizione per fare attività, lavorare in modo prioritario sulla base delle istanze che provengono dai cittadini e non solo su quelle che provengono dai loro orticelli elettorali.

Il consiglio comunale funziona poco e male. Colpa dei soli consiglieri? No. Colpa del regolamento ? Sicuramente, almeno in parte. Colpa della maggioranza ? Sicuramente, il PD fa la sua parte come ha sempre fatto.

Vediamo alcuni ordini del giorno come pubblicati da Modena Qui.

Liberazione di Francesco Azzarà e di Asia Bibi.
Stop alla guerra in Libia e a quella in Afghanistan.
Solidarietà alle vittime della violenza contro i cristiani in Medio Oriente.
Solidarietà alle forze dell’ordine vittime degli scontri in Val di Susa e solidarietà agli abitanti della Val di Susa.
Solidarietà alle forze dell’ordine e condanna agli atti di teppismo commessi a Roma in occasione della manifestazione degli indignati, condanna degli atroci attentati di Utoya.
Sostegno al referendum dell’12 e 13 giugno.
Sostegno all’Europa Unita.

Qualcuno è in grado di spiegare l’importanza che può avere per i cittadini che il Consiglio comunale perda tempo a discute questi ordini del giorno ?

Ed ora leggiamo alcune dichiarazioni sempre riportate da Modena Qui.

Vittorio Ballestrazzi, Modenacinquestelle.it «Il consiglio comunale di Modena  si deve occupare soprattutto dei problemi del Comune di Modena.
Ma certe volte delle problematiche nazionali devono essere discusse e se ne può discutere tranquillamente, dato che hanno anche ricadute locali».

Ricadute locali ??? Quali ? La solidarietà agli abitanti della Val di Susa o il sostegno all’Europa unita ?
Tralasciamo per pietà chi propone che almeno una volta al mese il Consiglio Comunale si occupi di questioni nazionali.

Il problema è che troppo spesso oltre agli ordini del giorno presentati dalla maggioranza anche il sistema delle interrogazioni è abusato da chi copogruppo di se stesso, per esclusiva visibilità personale, credendo di dover parlare soltanto al su personalissimo elettorato, intasa i lavori del consiglio con richieste dal valore praticamente uguale a zero.
Non è sicuramente questo il modo migliore di esercitare la rappresentanza.

Gabriele Morelli


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