Alcol allo “student party” Sedicenne all’ospedale – Cronaca – Gazzetta di Modena

Un sedicenne all’ospedale e molti altri studenti in stato di forte alterazione. È successo al termine di una nottata in discoteca. E arrivano lettere di protesta e segnalazioni dalle famiglie che si sono ritrovate figli giovanissimi pieni di alcol al termine dello “Student party” di sabato scorso alla discoteca Mamma Orsa di Formigine. Una serata organizzata dallo stesso locale tramite i suoi pr e dedicata agli studenti delle superiori, dai 16 ai 19 anni. A sentire i partecipanti e le loro famiglie l’ampia disponibilità di alcolici, specialmente per i gruppi che avevano prenotato un tavolo, non era prevista né conosciuta.

viaAlcol allo “student party” Sedicenne all’ospedale – Cronaca – Gazzetta di Modena.

Riporto la risposta del legale rappresentante del locale chiamato in causa che trovate al seguente link http://www.sassuolo2000.it

 

Raccontiamo un’altra storia realmente accaduta qualche tempo fa. In questo caso il locale non era il Mamma Orsa.

Mettiamo che, con un controllo accurato e severo all’ingresso del locale, si lascino fuori i casi che potrebbero creare problemi e quelli che non hanno i documenti. Lui passerebbe, chiunque farebbe entrare S (lo chiamiamo così per comodità). S è un ragazzino di 16 anni, vestito adeguatamente, faccino pulito, accompagnato da amici altrettanto rassicuranti. Un gruppo di boy scout? Praticamente si. Festa di Halloween tra ragazzini ai primi anni di liceo. Tutti si conoscono fin dall’asilo, i genitori si conoscono da anni. Tutti sanno perfettamente dove vanno i loro figli, chi sono i genitori di turno ad accompagnarli e i genitori di turno a riprenderli. La serata sembra filare liscia per il gruppo. Alle due di notte però la madre di S riceve la telefonata di un amico del figlio e in sottofondo sente S che urla “aiuto sto male”. Partenza istantanea, dato l’ordine di chiamare l’ambulanza e allertato uno dei genitori che è già nel parcheggio della discoteca e parte immediatamente alla ricerca dei ragazzi.  Li trova tutti intorno ad S che viene caricato immediatamente in macchina e portato verso Modena. I genitori di S lo prendono in consegna e vanno immediatamente al pronto soccorso. Tasso alcolico 2.9, temperatura corporea 34. Ci vogliono tutta la notte, teli termici e flebo riscaldate per rimetterlo in sesto.

Cos’è successo? Semplice. La festa era con formula open bar. S non aveva mai bevuto superalcolici,  dopo il primo bicchiere ricordava si e no il suo nome. E’ arrivato a 5. A quel punto era talmente agitato che la sorveglianza ha deciso di mettergli addosso un giaccone leggero e buttarlo fuori dal locale accompagnato da un amico. Era una serata fredda e piovosa: la vasodilatazione provocata dall’alcool ha a sua volta provocato l’ipotermia.

Il parcheggio e i dintorni erano completamente invasi dalle macchine. L’ambulanza, anche se si fosse riusciti a chiamarla, avrebbe avuto grosse difficoltà. La salvezza di S è stato il genitore di turno arrivato con un certo anticipo sull’orario concordato. Mancava 0.1 al tasso alcolico di S per entrare in zona “possibile coma etilico”.

Il legale rappresentante del Mamma Orsa, nella risposta alla lettera del genitore che ha sollevato il caso chiede consigli su come migliorare il servizio.

Capisco la difficoltà nella gestione dei locali, conosco un po’ gli adolescenti e so che sono una sorpresa dietro l’altra. Capita anche dopo una cena in casa di rientrare e trovarne uno con la testa letteralmente dentro al water. Sfatiamo il mito che i ragazzi bevano solo in discoteca. Chi vuole sbronzarsi ha modo di farlo ovunque e con robaccia a poco prezzo. Con buona pace dei genitori che vogliono trovare nei locali un alibi alle loro reponsabilità e alla mancanza di attenzione nei confronti dei figli.

D’altra parte, togliamo anche quell’aura di innocenza che vogliono darsi i locali per difendersi e rifiutare quello che invece è un loro responsabilità. Non è sufficiente rispettare la legge. Se un gestore organizza feste per adolescenti, deve sapere a cosa può andare incontro.  Su quei ragazzi guadagna dei soldi, deve offrire un servizio adeguato. Il farsi pubblicità cercando di fidelizzare i clienti offrendo serate con open bar in cui compaiono superalcolici è decisamente fuori luogo nelle serate dedicate ai più giovani. Non voglio inoltrarmi in una discussione su quanto ci sia di corretto nel servizio bar delle discoteche in generale, non le frequento da tanto tempo. Non è che io trovi disdicevole il consumare superalcolici, semplicemente i ragazzini non hanno la maturità fisica per berli. Un gestore non se la può cavare dicendo che i ragazzi devono essere in grado di autogestirsi. Questo ragionamento è basato sul nulla. Dopo il primo bicchiere un adolescente può non essere più in grado di intendere e di volere.

Come genitore non ho la pretesa che una discoteca abbia la babysitter per mio figlio. Come cliente pagante ho la pretesa che il servizio sia all’altezza. Se indirettamente mi si chiede un consiglio allora eccolo. Quando ci si trova in presenza di un ragazzino in evidente stato di alterazione, qualcuno che sappia come comportarsi in situazioni del genere e che conosca bene gli effetti di alcool o altre sostanze lo prenda, cerchi di capire la situazione magari in una saletta senza musica e con una temperatura normale. Una volta deciso quale intervento sia più consono, si chiami l’ambulanza, si avvertano i genitori o nei casi meno gravi lo si affidi agli amici più grandi per riportarlo in taxi. In tutti i casi, chiunque intervenga deve sapere che i genitori di un minore devono essere avvertiti. Nessuno ha il diritto di fregarsene mettendo il ragazzo o la ragazza fuori dal locale. Questo comportamento è rischioso anche per il gestore. Spendete tanto in sicurezza? Un piccolo sforzo allora. Spendete qualcosa in più per un coach, un sorvegliante che vi difenda non dai delinquenti, ma dagli effetti dell’adolescenza. Altrimenti, fate entrare solo i maggiorenni e rinunciate agli introiti portati dai ragazzi più giovani. Datevi una policy aziendale coerente.

Come genitore non mi aspetto che il mondo giri intorno al mio “bambino”, che tutto sia come in un cartone di Walt Disney. I ragazzi devono imparare a scegliere, devono poter sbagliare e rischiare del loro. Io agirò di conseguenza intervenendo come genitore, non come Fata Turchina che risolve tutto. Mettetemi in condizione di farlo.

Ai genitori che hanno scoperto (sorpresa!) che in discoteca si beve dell’alcool vero e che pensano di tenere a casa i ragazzi vorrei ricordare che i locali fanno parte della vita dei nostri figli, sono il loro salotto, uno dei tanti modi per rapportarsi con gli altri, per farsi notare e a volte prendere grosse cantonate che fanno crescere. L’alternativa non è tenerli a casa a fare i biscotti.  Credo che il problema si possa affrontare solo collaborando. Non ha senso stare su due fronti contrapposti, tutti gli adulti sono responsabili di quello che accade ai ragazzi che stanno loro intorno. Nessuno può voltarsi e far finta di non vedere. I genitori sono in prima linea, gli altri non possono chiamarsi fuori.

Donatella Franchi

 

 


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