Il museo Enzo Ferrari ora c’è, forse manca la città.

Dopo nove anni dal progetto iniziale, dopo tre anni di cantiere, dopo 14 milioni spesi, è nato il museo Enzo Ferrari, Modena al contrario in questi ultimi 9 anni è come se avesse iniziato a morire.
Non si può fare a meno di notare quanto sia stridente il contrasto tra la struttura architettonica del museo – quel cofano giallo appoggiato in un cortile di un quartiere ad alto degrado – e la città nel suo complesso.  

Non possiamo quando si parla di investimento sul futuro, limitarci alle celebrazioni, a rendere omaggio al mito di Enzo Ferrari, a rimanere a bocca aperta davanti alla struttura avveniristica del museo. Il museo Enzo Ferrari è comunque, bello o brutto, un’opera importante che potrà ottenere risultati economici altrettanto importanti, che in ogni caso avrà ricadute notevoli sulla città, sia che funzioni a pieno regime, come tutti ci auguriamo, sia che mostri lacune ed errori.
E’ inevitabile in una città come Modena.

E’ anche inevitabile e lo abbiamo imparato dalle varie sfide che sono state affrontate, che occorre mantenere alto uno spirito critico che ci consenta di individuare nuovi traguardi e correggere qualche impostazione anche in corso d’opera.
L’esercizio della critica in questo modo viene finalizzato al progetto.
Nella giornata inaugurale del museo Enzo Ferrari, preferisco scriverlo per esteso piuttosto che utilizzare il brutto acronimo Mef, ho cercato di osservare vari elementi e rapportarli con le aspettative che mi ero mentalmente costruito. Ho così osservato dal vivo, in situazione diretta e ho seguito le versioni online dei quotidiani locali.



L’inaugurazione si svolge al mattino, verso le 11, 30, a mezzo giorno è tutto finito. Per l’apertura al pubblico occorre aspettare fino alle 17. Perchè cinque ore dopo ? Non c’è polemica in quello che dico, è soltanto che non capisco perchè all’inaugurazione, dopo i soliti discorsi di rito non si sia proceduto all’apertura al pubblico sulla base di quell’onda gialla che è stata tanto annunciata nei giorni precedenti. Il taglio del nastro avrà pure un significato. Sarebbero state 5 ore in più a disposizione dei cittadini.


Le immagini della gente in fila per entrare al museo non sono, contrariamente a quello che potrebbe sembrare, una immagine che testimonia il successo dell’iniziativa. Sono al contrario la testimonianza di una attrazione, di una curisità, di un affetto dei modenesi per i motori e la Ferrari che sicuramente poteva essere rispettata, gestita, valorizzata meglio, .

Siamo qui in ogni caso per migliorare. O no ?

Gabriele Morelli


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