PARTITO NELLA BUFERA» DOPO IL CASO MARZAGLIA

Credo che sia arrivato il momento di chiarire chi lavora per lo sviluppo e la crescita della nostra città, cercando di costruire tutte le opportunità che possono portare sul nostro territorio occasioni di investimento e di lavoro qualificato e chi invece lavora solo per distruggere tutto senza proporre nulla di alternativo se non una stanca e sterile demagogia conservatrice.

via PARTITO NELLA BUFERA» DOPO IL CASO MARZAGLIA – Cronaca – Gazzetta di Modena.

 

Modena ha bisogno di qualche idea semplice e di un progetto globale partecipato dalla città. Abbiamo già visto cosa possa significare muoversi a tentoni perseguendo un modello di città vecchio e non più realizzabile. Il risultato è quello di una amministrazione che non è più in grado di dialogare con i cittadini. Lo stato attuale, la costruzione dannosa, sono i direzionali mischiati con i centri commerciali a condannare Modena ad un vero declino. Chi si occupa di urbanistica ha una responsabilità enorme: può determinare con le sue scelte la qualità della vita delle prossime generazioni. A compiere queste scelte devono essere pertanto i cittadini. In alternativa, con la violazione dei vincoli, con le varianti, con i direzionali che coprono i musei, con i centri commerciali che riempiono tutto, con la viabilità in continua congestione, con progetti allucinanti di imbruttimento delle piazze cittadine contestati da tutti, non credo che si possa con un minimo di decenza pensare di andare lontano. L’urbanistica influisce in modo determinante sul futuro delle generazioni che verranno, organizzando non solo la convivenza, il lavoro nel territorio ma anche, almeno in parte, la felicità delle persone. Mai come oggi ci sono state tante contestazioni ai piani urbanistici dell’amministrazione. Se non si è in grado di elaborare progetti condivisi e partecipati forse è meglio lasciar perdere. Altrimenti si lavora proprio per quel declino che a parole si vorrebbe scongiurare. Il futuro è già cambiato, qualcuno non si è nemmeno accorto che è cambiato il presente.


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