Tu chiamali se vuoi … conflitti di interesse.

Un vecchio modo di fare politica ha chiuso temporaneamente la crisi che si era aperta nella giunta comunale. Una sceneggiata offerta alla città per una settimana e che i cittadini hanno vissuto con scarso interesse. Questi partiti e queste logiche ormai annoiano.
Due assessori vengono sbattuti fuori, al loro posto vengono arruolati altri due personaggi, Sitta viene spostato all’economia e mantiene incomprensibilmente la delega al centro storico.
Il tutto senza lo straccio di un programma, senza una idea su cui lavorare, rimescolando il vecchio con un pizzico di nuovo, quanto basta per arrivare forse alle prossime elezioni amministrative che chiuderanno definitivamente la peggior giunta mai nella storia di Modena.
Ma chi sono e quale storia personale hanno i due nuovi entrati.
Giuseppe Boschini, segretario comunale del Pd.
Mauro Manfredini consigliere regionale per la Lega ha presentato recentemente una interrogazione per sapere come mai la regione ha stanziato 200 mila per seminari e conferenze condotte proprio da Boschini che risulta essere socio della cooperativa che ha vinto l’appalto.
Oviamente niente di strano e niente di illegale. E’ solo una coincidenza come tante altre.
Gabriele Giacobazzi per 32 anni è stato presidente della cooperativa Politecnica. Anche in questo caso nessun problema. Per dovere di informazione occore però dire che Politecnica è una delle cooperative più importanti nel panorama italiano dell’architettura e dell’ingegneria e rappresenta un network di quasi 200 addetti organizzati in 4 sedi: Modena, Bologna, Firenze e Catania, con un Branch Office a Malta. Moltissime le opere progettate e realizzate a Modena, alcuni studi di fattibilità sono ancora in corso, ma alcune facoltà universitarie, l’opsedale di Baggiovara, la linea 4 dell’inceneritore e il Museo Enzo Ferrari sono annoverati tra le referenze di Politecnica.
Anche in questo caso niente di male, tutto regolare, come sempre.
Ora immaginate come potrebbe funzionare il tandem Super Sitta all’economia e Giacobazzi all’urbanistica. Provate anche ad immaginare quale città futura potrebbe uscire dall’accoppiata.
Diciamo che qualche dubbio è più che legittimo e che di questa idea di città forse è il caso di preoccuparsi.
Forse la fiction non è finita e entra ora nelle puntate più interessanti.
Una sola domanda : Modena Attiva ha una parte da recitare in tutto questo oppure pensa ormai soltanto alle prossime primarie ?
Avanti tutta dunque con la vecchia politica.


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