Giacobazzi. E la sostenibilità estetica?

Leggo da Modenaqui. A parlare a proposito di sostenibilità ambientale è Gabriele Giacobazzi, nuovo assessore all’urbanistica di Modena: “E’ un termine che viene usato a sproposito.
La sostenibilità non è una materia che si insegna anche se qualcuno pretende di farlo. Non è un obiettivo in sé. E’ un modo di vedere le cose che sta dentro tutti i progetti e i comportamenti. Non esiste solo la sostenibilità ambientale, esiste anche quella economica e sociale che non possiamo escludere “.
E’ sempre un po’ rischioso estrapolare una frase dal contesto ed attribuire attraverso questa un significato globale alle intenzioni.
Fino qua la cosa è piuttosto banale, chi direbbe mai il contrario?
Un dubbio. Vorrei ben capire cosa c’è dietro al concetto di sostenibilità sociale. E’ il vecchio adagio che animava la politica urbanistica di Sitta? Pane e mattone? Sarà per caso riferito al fatto che ci sono lunghe liste di attesa per comprare casa tra gli iscritti alle cooperative di costruzione e a questa liste bisogna dare una risposta? Sarà che è necessario dare ossigeno alle imprese di costruzione? Perché se fosse così sarebbe un’affermazione da palazzinaro. E, ben più grave sarebbe che questa potrebbe essere considerata una visione dell’urbanistica aperta solo ad un interesse specifico.
Lega Coop ha espresso piena soddisfazione in un comunicato ufficiale “per la conferma di Sitta e l’ingresso di Giacobazzi” (Gazzetta di Modena). Chi l’avrebbe mai detto.
Non c’è niente di nuovo in questo ingresso in giunta. Uomo di grande esperienza, ma uomo del cemento. Non un sognatore visionario capace di sconvolgere la visione della città, un ingegnere. Probabilmente non cambierà una virgola di quanto deciso finora. E forse non cambierà una virgola nemmeno per quello che riguarda lo stile delle costruzioni.
Una parte della periferia di Modena e alcuni degli ultimi interventi (le “twin towers” e il parcheggio nel comparto ex acciaierie per esempio) sono sotto gli occhi di tutti.
Bisognerebbe accostare il termine “sostenibilità estetica” a quelli di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Adesso la sfida di Giacobazzi è sul PSC, quindi sul futuro di Modena. E’ presto per dirlo ma non sembra che le premesse siano rassicuranti. Soprattutto non sembra che le premesse mirino in alto, verso i grandi cambiamenti che guardano alle esigenze e al  futuro nuovo modo di lavorare delle persone. Mattoni, peep, coop.
Vecchio. Se è così il PSC nasce vecchio.

Leggo ancora su Modena qui una dichiarazione di Giacobazzi: “Chi me lo ha fatto fare? A questa età, 62 anni, si è un po’ incoscienti”.

Eh si. Un salto nel buio. Dopo 30 anni che ci si occupa di progettazione, dopo una cattedra universitaria, l’assessorato di una metropoli tentacolare con un programma già scritto e la benedizione di Lega Coop deve far paura…

Mi sa che l’assessore  non sia  mai stato ai boy scout…

Far stare su una tenda a 3 metri da terra con un albero, tre pali e delle corde sì che è una sfida tosta!

Donatella Franchi

Foto multimedia.quotidiano.net

 

 


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