In centro branchi di ragazzi violenti – Il Resto Del Carlino – Modena

Non importa cosa dicono le statistiche. Non importa che chi si occupa di sicurezza urbana ad ogni livello usi toni rassicuranti. Non ha nemmeno molta importanza che i gruppi di ragazzi di cui si parla siano o meno effettivamente pericolosi.

Quando la percezione delle persone è quella di un quartiere insicuro il danno è fatto. Quando una persona ha paura di essere vittima di un furto o un’aggressione vive male, si sente limitata nella propria libertà personale. Quando un intero quartiere vive sentimenti di insicurezza è la qualità della vita a farne le spese.

Che i ragazzi di cui parla l’articolo del Resto del Carlino rompano le scatole e siano maleducati lascia poco spazio al dubbio. E’altrettanto vero che non c’è molto da fare per le forze dell’ordine. Sono poco più che bambini e la maleducazione non è un reato, sarebbero i genitori a dover intervenire. Nell’immaginario collettivo  una bella ridimensionata ai bambocci starebbe ben data a suon di scapaccioni ma è una cosa infattibile e poco educativa.

Certo è che l’unico modo per arginare il problema è un totale cambiamento dell’ambiente e dell’atteggiamento da parte di tutti.

Innanzitutto la ridimensionata ai bambocci va data comunque. Bisogna utilizzare mezzi proporzionati al problema e non lasciarsi intimidire dalle vendette. Esercizi commerciali e abitazioni non possono perdere clienti e valore per un gruppo di ragazzi che decide di spadroneggiare. Se nessuno dice loro niente si fanno l’idea che possono continuare senza problemi e la loro irritante sicumera si trasformerà nella convinzione di essere intoccabili. Il problema potrebbe anche peggiorare. Quindi una sana e quotidiana ramanzina da parte di tutti, un sacrosanto brontolamento sono il minimo sindacale. Al massimo tutto questo non produce nessun effetto, ma se le loro reazioni dovessero essere sproporzionate, allora si può intervenire e alzare il tiro. Credo che le situazioni di stallo vadano sbloccate in qualche modo prima che qualcuno si faccia male sul serio o si rischia di perdere il controllo del territorio.

In questi casi il vigile di quartiere potrebbe essere risolutivo. Dov’è?

Donatella Franchi

foto comune.modena.it

 

«Sentire che accadono fatti di questo tipo ci spaventa. In centro ci vorrebbe più controllo, soprattutto di sera. Sono state messe tante videocamere, ma mi sembra che non siano poi così efficaci come deterrente». Chi sembra aver meglio il polso della situazione però sono proprio gli esercenti. «Qui se ne vedono di tutti i colori — è la testimonianza di un altro negoziante della piazza —: dallo spacciatore al venditore di bici rubate, fino alle risse».

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