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Terremoto a Modena: quanti problema crea l’informazione News 

Terremoto a Modena: quanti problema crea l’informazione

Non c’è dubbio il terremoto è uno di quegli eventi incontrollabili e scarsamente conosciuti che creano  panico e terrorizzano.

Sul terremoto, sul suo verificarsi, su come prevederlo non sappiamo quasi niente, non lo sappiamo noi cittadini qualsiasi che avvertiamo le scosse, non lo sanno i cosiddetti esperti, quelli che lo studiano da una vita e ancora non hanno capito niente.

In questi giorni oltre alla paura, oltre al dolore per chi è morto, per chi ha perso la casa o la propria attività, abbiamo visto salire – almeno io – una incazzatura crescente per come sono state gestite le informazioni divulgate servizi televisivi locali e nazionali, per come i giornali locali hanno affrontato l’emergenza.

Abbiamo visto in televisione  reporter  improvvisati presentarsi davanti alle telecamere con la faccia da circostanza, richiedere continuamente la linea per tentare lo scoop del crollo in diretta, ridire esattamente le stesse cose che i più maturi di noi hanno già sentito in occasione di altri terremoti.

La Gazzetta di Modena si è prodigata più nell’informarci che una donna mussulmana si è messa ad urlare perchè un volontario per semplice errore le ha proposto un piatto di pasta con il ragù di maiale, che non nell’informare su comportamenti positivi di gruppi di persone che si hanno affrontato la cosa con il coraggio di chi non vuole perdere tempo nel crogiolarsi nel panico e vuole subito ripartire.

Il Resto del Carlino oggi ci informa che domani 30 maggio il comune di Modena manterà chiuse le piscine, le circoscrizioni, i musei, ecc.
Sempre il comune di Modena, bontà sua, mette a disposizione questa notte, la notte del 29 maggio, per chi proprio non se la sente di dormire in casa nonostante Modena non sia dichiarata zona di emergenza la possibilità di dormire nella propria auto nel parcheggio presso la festa del PD al parco Ferrari, – chissà che a qualcuno non venga in mente per l’cccasione di incrementare le casse del partito – e presso il parcheggio del’ipermercato I Portali.
Non c’è che dire, quando gli interventi hanno questo carattere di eccellenza bisogna riconoscerlo.

Io questa sera ho fatto un giro per il parco cittadino, il parco delle mura, era pieno di gente se si preparava a passarci la notte, come al parco Amendola e negli altri parchi cittadini. A queste persone che cosa diciamo di andare tutti al parco Ferrari, dove c’è la festa PD ?

C’è un fatto nuovo in questo terremoto che non va sottovalutato ed è l’uso assolutamente incosciente da parte di molti nel diffondere su Facebook e tramite Twitter notizie non verificate, orecchiate da qualcuno, sentire dire, addirittura immaginate. E’ tutto un ” si dice che”, “hanno detto” che è crollato questo, che stanno evaquando il policlinico, l’università, la curia, l’accademia militare.

Se qualcuno lo fa per paura, faccia prima lo sforzo di riflettere, la paura è contagiosa e i social network sono un amplificatore troppo potente per essere usato con leggerezza. Soprattutto quando si si mette anche a giocare al toto scossa, questa è di 5, 2, mo è di 4,8. Se qualcuno lo fa per stupidità ….
Lasciamo gestire le informazioni a chi ha senso di responsabilità.

Per finire solo qualche considerazione sugli esperti.
Fino ad oggi ci hanno sempre raccontato che questa non era nemmeno considerata come zona sismica. Abbiamo capito male noi o qualcuno ha sempre sbagliato alla grande ?
Sono crollati molti capannoni artigianali e industriali di recente costruzione: è stata una selezione mirata del sisma particolarmente accanita con chi ha intrapreso mettendo in gioco tutto quello che aveva oppure qualche ufficio tecnico di qualche comune ha sbagliato nel dare le autorizzazioni e  nel fare i collaudi ?

I terremoti sono pericolosi, se poi si mettono in mezzo certe iniziative lo diventano ancora di più.
Ora quello che serve veramente è che gli amministratori, i politici, i partiti, i  ministri, tutta la burocrazia se ne stia il più lontano possibile.
Andate per favore tutti insieme a fare danni da un’altra parte.

Gabriele Morelli

 

 

 


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