SIGNOR SINDACO, SMUOVA LA MONTAGNA DELL’INDIFFERENZA (PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

SIGNOR SINDACO, SMUOVA LA MONTAGNA DELL’INDIFFERENZA

(PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI)

 

Caro Sindaco,

                                  questo è il suo momento: tocca a lei parlare a nome della città e pretendere dalle istituzioni nazionali l’ascolto che negano ai cittadini. Tocca a lei rappresentare le esigenze primarie per la rinascita di Carpi, una città colpita al cuore. Lo straordinario impegno del Comune, della Regione, dei tanti volontari e della protezione civile, non può risolvere i problemi di una comunità di 65 mila abitanti. La solidarietà e l’altruismo non possono supplire a tutto.

Ad esempio, poiché con giusta precauzione si è deciso di chiudere l’intero centro storico provocando l’esodo di migliaia di persone oltre ai commercianti che vi lavorano, occorre garantire che i controlli sulla agibilità dei suoi edifici siano rigorosi ma anche rapidi per evitare che la paralisi del centro si cristallizzi. Con l’allungarsi dei tempi, infatti, tanti residenti sarebbero indotti a cercare soluzioni abitative diverse dal centro e l’attuale coma urbano diventerebbe irreversibile.

Non bastano le squadre di tecnici ora impegnate nei sopralluoghi (circa 500 quelli effettuati su oltre 4000 richieste!), ne occorrono altre per ridurre al minimo i tempi dell’infarto al cuore cittadino. Tocca a lei, signor sindaco, trovare questi tecnici. Bisognerà pagarli ma questo non può essere un limite. Così come bisogna sostenere la giusta scelta del Presidente della Regione, Errani, di evitare baraccopoli collocando gli sfollati nei tanti alloggi sfitti.

È evidente che per fare rinascere la città occorrono molte risorse, basti pensare alla messa in sicurezza dell’ospedale, delle scuole e di tanti servizi pubblici ed infrastrutturali. È indispensabile favorire il rapido ripristino del sistema produttivo e commerciale, fatto soprattutto di intraprendenti imprenditori e di piccola industria che devono poter contare su finanziamenti agevolati ed immediatezza di risposta per non uscire dal mercato.

Oggi il Comune non dispone assolutamente di queste risorse e nemmeno può incidere sulla concessione dei crediti per l’economia locale ed allora lei deve pretendere che il Governo metta a disposizione questi fondi, lo pretenda anche picchiando i pugni sui tavoli che contano. Lo faccia senza guardare in faccia a nessuno, arrivando fino alla Presidenza del Consiglio ed appellandosi al Presidente della Repubblica. Carpi non può attendere ciò che serve per la sua salvezza.

Non abbia timore, i cittadini saranno con lei. Questo è il suo ruolo date le circostanze.

Signor Sindaco, comunichi al Presidente Monti che (d’accordo o no la cancelliera Merkel) lei investirà per la rinascita della città molte più risorse di quanto prevedano le norme sui bilanci comunali. Insomma dica che il Comune di Carpi NON rispetterà il “patto di stabilità” e lo farà scientemente perché questa situazione è straordinaria e non si può affrontare con strumenti ordinari. Si assuma questa responsabilità insieme al consiglio comunale, ai sindaci degli altri comuni disastrati e a tutti parlamentari locali e poi vedremo se il ‘sobrio’ Monti si opporrà.

Prima che i media rimuovano la nostra tragedia dalle cronache occorre battere un colpo e smuovere la montagna di coloro che, Governo compreso, sembrano trattare questa tragedia come ordinaria amministrazione.

Andrea De Pietri

Cittadino di Carpi

 


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