Non ce la faremo mai

La politica prova ad usare un mezzo tecnologico (l’email), ma ci innesta sopra un meccanismo medievale. Anziché progettare a priori un sistema in grado di raccogliere, analizzare e smistare i consigli inviati via Internet cittadini, viene messa in piedi una sezione del sito del Governo chiamata “Dialogo con il Cittadino” dove per dialogare è necessario utilizzare un form.

Il link verso tale form porta alla sezione Contatti del sito del Governo, e pertanto non è un form dedicato, ma generico.

Oltre ad inserire i propri dati personali, nel modulo va messa la “domanda” da fare al Governo: Oggetto e Testo. Non c’è un menu a tendina, non c’è un sistema che possa guidare l’utente verso un menu finito di scelte, e pertanto non mi aspetto che dall’altra parte ci sia un sistema in grado di gestire in modo intelligente le missive in arrivo.

E infatti non c’è: solo sulla spending review il Governo ammette di aver ricevuto in pochi giorni oltre 95.000 email, “una media di 1 messaggio ogni 2 secondi” nei momenti di punta.

E ammette anche che “per fronteggiare il flusso di segnalazioni, dare rapida lettura a tutti i messaggi pervenuti e archiviarli in categorie è stato costituito un gruppo di lavoro all’interno dell’Ufficio stampa e del Portavoce di Palazzo Chigi. I dieci funzionari che ne fanno parte finora hanno esaminato e catalogato il 20% del totale delle segnalazioni.”

Quindi c’è un tentativo di fare i “moderni” usando un pizzico di tecnologia (=un form mail), ma quello che c’è a valle è la solita vecchia e cara burocrazia (=10 persone che stampano, smistano e archiviano).

viaNon ce la faremo mai.


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