Tasse, tasse, tasse, tante tasse……questo è il Bilancio 2012 del Comune di Modena.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Comunicato Stampa sul Bilancio 2012 del Comune di Modena

Tasse, tasse, tasse, tante tasse……questo è il Bilancio 2012 del Comune di Modena. IMU, IRPEF, imposta di soggiorno sono le nuove parole magiche con le quali i cittadini modenesi vedranno le loro tasche alleggerite, o meglio svuotate, nel 2012 e negli anni futuri. Il Comune di Modena non governa ma agisce da ESATTORE sempre più vorace e insaziabile (a giorni un ulteriore prelievo “costrittivo” con  il piano sosta). Dopo mesi di rinvii il bilancio ha trovato la quadra quando gli assessori si sono accordati sui tagli (ovviamente minimi) ai vari assessorati. Questo è stato il vero e unico motore del Bilancio, altro che “responsabilità e coraggio”, come afferma il Sindaco. Risultato un Bilancio fotocopia, praticamente identico nei capitoli, cifre, progetti a quelli precedenti (controllare per credere); un Bilancio conservatore, caratterizzato da irrisori tagli lineari e da una valanga di nuove imposte che precipita sugli inconsapevoli modenesi. Nessuna scelta, né di qualità, né di opportunità, né di rigore, né di equità, ma solo tasse. Le tasse, chiunque le paghi, oltre certi limiti, già superati a Modena, non sono eque, come qualcuno della maggioranza di sinistra sostiene.

Se il Bilancio rappresenta lo strumento che traduce in azioni il pensiero politico di chi amministra Modena, evidentemente il pensiero dei “nostri” è esattamente contrario alle pratiche di buon governo: riducono le spese in modo irrisorio e insufficiente (3,2% del bilancio) e aumentano drasticamente le tasse (circa 14% del bilancio), cioè fanno l’operazione classica, nota anche agli studenti del primo anno di Economia, che favorisce l’effetto recessivo del territorio. Un’amministrazione comunale che merita zero in Economia non prova neppure a governare la crisi senza fine, che ci attanaglia, resa ancor più drammatica dal terremoto, ma più facile e meno conflittuale internamente ricorrere alle tasse. Senza tagli le imposte continueranno a inseguire la spesa. Eppure gli spazi di riduzione delle spese sono enormi per un Comune che fino ad ora ha sperperato: dall’alleggerimento della macchina comunale ridisegnando la pianta organica sulla base delle funzioni per rendere più efficiente ed organizzato il lavoro dei dipendenti, alla riduzione dei passaggi per l’accorciamento dei tempi di produzione di un servizio (meno burocrazia e più qualità); dall’analisi dei servizi erogati per eliminare i superflui, salvaguardare gli essenziali o comunque rivedere costi ed efficienza, scegliendo anche nuovi percorsi, fino alla eliminazione delle spese inutili, al contenimento al minimo delle consulenze e alla revisione della distribuzione dei contributi “a pioggia” che hanno il solo fine di creare e mantenere il consenso, ecc. ecc. Era troppo difficile costruire un bilancio secondo scienza e coscienza sulla base di reali esigenze? Evidentemente ciò non può essere richiesto ad una Giunta rissosa, autoreferenziale e inaffidabile. Ecco allora un Bilancio dannoso, sbagliato concettualmente che apporterà solo un significativo peggioramento delle condizioni di tutti i modenesi (lavoratori, famiglie, imprese, ecc.) e li guiderà verso un declino ineluttabile, strada che il terremoto sta spianando. Ma a questa campana, pur assordante, la sinistra modenese è sorda. La barca sta affondando. Purtroppo ci siamo sopra tutti.

 

Gian Carlo Pellacani, Consigliere comunale del PdL

 

Modena 12 giugno 2012


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