Allarmi bomba e volantini

 

 

 

 

 

Ero alla cassa del supermercato il 19 maggio quando squillava il telefono e mia madre mi informava con un tono indignato che la mafia aveva messo una bomba in una scuola. Un “ma va là te e la mafia” è stata la risposta automatica mentre toglievo la roba dal carrello.

Stavo leggendo Paperino quando mi è stata annunciata la strage del Rapido 904. “Fasisti, sono stati i fasisti!” “Ma va là te e i fasisti…” Risposta automatica.

“Messaggio delle Brigate Rosse in Via Santi” titolava ieri la Gazzetta. Non posso farci niente ma la prima cosa che mi è venuta in mente è stata “ma va là te e le brigate rosse!”

No, non sono parente del mago Otelma.

Ho avuto un fantastico insegnante di criminologia all’Università, un giovane magistrato all’epoca. Modena adesso lo conosce bene, ce l’ha come Procuratore Capo.

Non ci ha insegnato a prevedere il futuro guardando il fondi di caffè, ci ha dato però delle linee guida, dei capisaldi importanti sulla criminalità organizzata. E per quanto mi riguarda gli anni hanno semplicemente aggiunto prudenza e un pizzico di scetticismo.

Non me ne vogliano il Sindaco e l’assessore Marino se proprio non ce la faccio ad esprimere indignazione scegliendo a caso nella carrellata di banalità bipartisan che vengono sciorinate ogni volta che accadono episodi di questo tipo, se non mi incateno alla Ghirlandina e aspetto di saperne qualcosa di più.

Nessuna ipotesi si può escludere ma gli allarmi bomba in tribunale e il volantino potrebbero non essere minimamente collegati. Potrebbero anche esserci in giro mitomani o semplici sfigati, il grado di pericolosità di questi soggetti in ogni caso sarà valutato da chi si occupa delle indagini.

Non posso comunque dire che questi episodi mi lascino indifferente e serena dato il momento attuale. Non è affatto detto che il casino provocato dagli allarmi e dal ritrovamento del volantino sia la semplice conseguenza di questi atti. Potrebbe essere l’obiettivo primario di entrambi o di uno dei due.

A questo punto credo che ci si dovrebbe chiedere chi possa avere interesse a creare un clima di questo tipo a Modena in un momento di grande fragilità.

Mettere in sicurezza la Procura e il Tribunale mi sembra il minimo sindacale.

Credo che abbia ragione Zincani quando dice di non abbassare la guardia. Mi sembra anche scontato. Affermare indignati che “Questa gente non c’entra niente con Modena e la sua cultura” è come dire che il terremoto non ha a che fare con la Pianura Padana. Siamo stati ampiamente smentiti.

Escludere a priori l’ipotesi che si tratti di un’espressione tutta modenese mi sembra un errore. Non mi pare che prendere la parte che non piace e dire “tu sei un’altra cosa” sia tanto diverso dal negare che aggressività e violenza facciano parte di ognuno di noi. Modena non è una cosa statica e immutabile, è viva e cambia, non è detto sempre in meglio.

Donatella Franchi

 

 

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