a proposito del Museo del Volley

(riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Comunicato stampa

A proposito del Museo del Volley

 

Sul sito http www.museodelvolley.it si legge questo annuncio: “ATTENZIONE!! da lunedì 16 aprile 2012 il Museo del Volley sarà momentaneamente chiuso per trasloco. Presto pubblicheremo on line l’indirizzo della nuova sede e gli orari di visita. Ma per restare aggiornato seguici su FB”. Da quel giorno silenzio, oggi polemiche. Eppure il Museo nato tre anni fa da un’iniziativa di Antonio Panini, ospitato in uno stabile di proprietà Panini di via Pomposiana, era stato accolto entusiasticamente il 20 settembre 2010 dai nostri politici, Sindaco Pighi e Assessore Marino, che, forse con troppa superficialità, promisero pubblicamente di trovarvi una sede adeguata. Era, probabilmente, il pagamento “verbale” di una promessa elettorale fatta al mondo del volley in occasione delle elezioni amministrative del 2009. Dopo due anni, passata la festa, quando si chiede di concretizzare Sindaco e Assessore sono in difficoltà. Si defila l’assessore Marino affermando: “In tempi di crisi generalizzata e con i danni causati dal terremoto alla nostra città, la scelte devono essere ponderate attentamente.” Parole sante! Le avesse ponderate il 20 settembre 2010. Avesse ponderato il “costoso” e deserto Museo Ferrari. Avesse ponderato, soprattutto, su cosa comporta dar vita ad un Museo, quali i requisiti necessari: validità culturale, estrinsecazione di una propria tradizione, riflessi sul territorio e sostenibilità economica. Si incominci a fare sul serio!

Le difficoltà di trovare collocazione al Museo del Volley, che pure i requisiti li ha, suggeriscono che sarebbe prudente da parte del Sindaco e Assessore, intanto, cominciare ad avvisare i modenesi di lasciar perdere con le proposte di attivazione di nuovi Musei. Non riescono neppure a far funzionare quelli esistenti, da sempre in grande affanno, figurarsi pensarne di nuovi.

Certo il Museo del Volley non è il problema dei problemi, ma il modo con cui viene affrontato è tristemente emblematico della leva che muove il Sindaco e gli assessori modenesi nelle loro scomposte iniziative: superficialità, scarsità di idee, caccia ai voti (nel caso gli iscritti alla ex sfrattata società Geesink), assenza di visione complessiva dei problemi. Le figure meschine sono note. Basta ricordare il Museo della Figurina, aperto nel 1986 dall’azienda Panini, donato nel 1992 al Comune e “romanato” da questi con costosi annessi e connessi (sede, personale, ecc.) alla Fondazione CdR nel 2012.

Facciamo che non succeda con il Museo del Volley! Nel Pala Panini ha la sua sede naturale, ma se non fosse agibile, allora, lo si potrebbe collocare in prossimità o addirittura dentro al Museo Casa Ferrari, creando così una specie di Luogo unico dei grandi “marchi” di successo modenesi. Non deve assolutamente andare a Milano. Sarebbe l’ennesima sconfitta per Modena: “Città delle occasioni perdute”. Certo, leggerezza, incompetenza, scarsità di idee, incapacità di distinguere ciò che vale non aiutano. Manca in effetti tutto ciò che serve perché le ciambelle riescano con il buco.

Gian Carlo Pellacani, consigliere comunale del PdL

Modena 08  agosto 2012

 

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