Democrazia partecipata in rete … per non sopportare più.

Un fatto oggettivo.
C’è una crisi nata dalla speculazione internazionale, dalle banche americane salvate da un intervernto straordinario della FED, una crisi che è passata di banca in banca fino a contaminare anche tutte le banche europee, i singoli stati che in Europoa non sono sono più sovrani.

Un fatto oggettivo.
Il fallimento della politica, di questi politici e di questi partiti, che hanno abdicato al loro ruolo, dichiarando di fatto la loro totale incompetenza e incapacità, accettando e sostenendo un governo di cosoddetti tecnici non eletti da nessuno. Una sorta di golpe finanziario sotto la regia di poteri forti esterni all’Italia.

Tanti fatti oggettivi.
Modena, sempre più grigia, piatta, senz’anima.
I riferimenti precedenti alle due considerazioni generali sono utili anche per capire la drammaticità di una città che peggiora ogni giorno che passa amministrata da una giunta ormai al capolinea senza più una visione progettuale su niente.
Proviamo a ripercorrere a ritroso alcuni fatti che riguardano Modena.
Una inchiesta rivela che la città si trova al 13° posto nella classifica delle città meno sicure, non solo ma che i furti in appartamento sono aumentati del 40 % in anno.
Poco più di un mese prima è diventata di dominio pubblico una dichiarazione dell’ordine dei giornalisti che lamentava la scarsa collaborazione da parte della questura nel fornire notizie sui fatti di cronaca.
Modena è una città che ha sempre cercato di nascondere tutto sotto il tappeto. Una oliata macchina della propaganda ne ha fatto un modello da indicare come esempio di buona amministrazione.
Ci è sempre stato comunicato, complice un efficientissimo ufficio stampa del Comune con bne 12 giornalisti, che a Modena tutto era perfetto e se qualcosa era criticabile la cosa era da imputare al governo centrale.

Ora tutto questo non possiamo più sopportarlo.

E’ appena entrato in vigore il nuovo piano sosta, un piano che oltre alle dichiarazioni di chi ormai svolge il ruolo di agente immobiliare per Modena Parcheggi per quanto riguarda la vendita dei box malamente interrati al Novi Sad, contiene una quantità tale di errori e valutazioni sbagliate da attribuirgli una nomination per essere adottato come case history nelle università, ovviamente per esemplificare come non si deve mai fare.
Sul piano sosta c’è stata da parte del Comune una informazione talmente e spudoratamente fuorviante da lasciare allibiti. Si è parlato di “rivoluzione nell’approccio dei cittadini con la sosta dell’auto” ???????
In realtà si tratta di un piano vecchio che usa ancora strumenti di controllo obsoleti nato unicamente per far pagare ai cittadini l’investimento che Modena Parcheggi ha fatto per realizzare l’autorimessa sotterranea. Come ulteriore spudorato favore, oltrre alle tariffe per la sosta, il comune verserà nelle casse di un cartello di coop anche il 10% delle multe.

Ora tutto questo non possiamo più sopportarlo

Potrei andare avanti con altre citazioni di progetti. Ormai ci sono decine di casi, quasi tutti attribuibili all’amministrazione che ha governato Modena nelle ultime due legislature, sicuramente la peggiore.
Recentemente la Gazzetta di Modena ha pubblicato un elenco parziale di progetti realizzati, due, e di progetti saltati, tanti, per colpa delle crisi ma anche per la reazione decisa dei cittadini. Ad ogni inizativa del Comune nasce ormai un nuovo comitato che si oppone.
Citiamo tra quelli realizzati il Museo Enzo Ferrari, costruito come se fosse una automobile Ferrari parcheggiata malamente in un cortile in una zona quella del Tempio piena di problemi, nascosto, coperto tutto intorno, non si vede da nessuna parte, non ci va nessuno, non è piaciuto ad oltre il 63% dei modenesi, non ha portato in centro nemmeno un turista, inaugurato dopo una campagna marketing fallimentare.
Si sta avviando a diventare l’ennesimo baraccone sostenuto con i soldi pubblici.

Ora tutto questo non possiamo più sopportarlo

Negli ultimi tempi assistiamo ad un fenomeno nuovo, oltre ai comitati i cittadini iniziano a riconoscersi su internet, sui social network, costituiscono e aderriscono a gruppi, fan page, community. Inoltre stanno crescendo i commenti sui giornali, in modo particolare sulla Gazzetta di Modena che intelligentemente  ha attivato un sistema di commenti direttamente collegato a Facebook. Sul Resto del Carlino che i commenti li modera il giorno dopo la partcipazione è molto diversa e scarsa a testimoniare che le gente h voglia di dire, di scrivere, di esprimere quello che pensa.
Politici e amministratori non hanno ancora realizzato la portata di unternet, i nuovi modelli di partcipazione che si stanno creando. Devono stare molto attenti a questo fenomeno perché l’aggregazione che si crea online può trasformrsi in qualcosa di più organizzato offline e diventare realtà. Ne hanno paura, cercano di limitare i danni aprendo dei profili su Facebook e mettendosi a cazzeggiare per conquistarsi qualche simpatia.

Non ci riusciranno perché non sono abituati al contraddittorio, alle domande non concordate prima.
I gruppi, le community che discutono e si confrontano su internet non hanno bisogno di essere create, esistono già, devono soltanto essere riconosciute, sono le persone che si devono riconoscere come appartenenti ad un certo modo di pensare, di valutare quello che accade nella loro città, nel loro territorio. Le persone hanno in mano un potere potentissimo, quello della denuncia costante, quotidiana, documentata di tutto quello che non va, di tutto quello che gli aministratori continuano con arroganza a fare di sbagliato.

Il video mette bene in evidenza alcuni vantaggi che appartengono a chi ha imparato ad utilizzare la rete, internet e gli strumenti di condivisione delle informazioni e chi viaggia ancora come se abitasse nel secolo scorso.
I cittadini del mondo stanno imparando, i politici non spaventati e non sanno da che parte prendere.
Questo vantaggio vogliamo usarlo fino in fondo.

 

Gabriele Morelli

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