Cinque italiani senzatetto «La crisi ci ha tolto tutto»

Anche questa è Modena, che piaccia o no al sindaco che ride. Anche loro sono modenesi anche se a Modena tutto va bene e persino l’accattonaggio è bandito perchè non “si puo’  ”
Anche questa è Modena, cruda, crudele, anonima, senza un dormitorio pubblico. Non si lamentano nemmeno, forse perchè sono a Modena e sanno che non c’è niente da fare.
Modena è quella delle eccellenze.
Allora guardate qualcosa di vero in faccia per una una volta… anche questa è Modena.

La stagione autunnale sta per iniziare. Parlare di emergenza freddo in questo clima settembrino sembra prematuro, ma non lo è affatto quando si dialoga con persone che come tetto hanno il cielo e che quando piove devono rifugiarsi in un cimitero per non bagnarsi.

Stiamo parlando di cinque uomini, italiani, età media 60 anni, che vivono, chi da alcuni mesi chi da una decina di giorni, all’aperto, sul sagrato della chiesa della Madonna del Murazzo, con cartoni e materassi come giacigli. Di giorno usufruiscono dei servizi igienici e della mensa del centro di accoglienza Porta Aperta, ma di notte non sanno dove andare: in città, l’unico dormitorio è quello di Porta Aperta che ha 25 posti, tutti occupati e che nelle prossime settimane non si libereranno (su 25 persone, 8 ospiti sono italiani).

Le loro storie non sono che un piccolo spaccato dell’enorme dramma che non solo gli stranieri, ma anche gli italiani stanno vivendo in questo momento. «Finchè è estate si sopravvive, ma ora se si rompe il tempo siamo rovinati – dice preoccupato Leo Goddi, 64 anni, senza fissa dimora da ottobre, tre anni per arrivare alla pensione, da giugno senza un tetto sotto il quale dormire – Ho lavorato per trent’anni per la Telecom; nel 2002 sono stato operato al cervello, ho smesso di lavorare e ho dovuto vendere il mini appartamento in cui vivevo… Sono divorziato e ho due figli, ma non ho il coraggio di chiedere sacrifici a chi come loro versa in ristrettezze economiche. Il punto è: chi investe in uno di 64 anni?».

Sergio Lugli, 63 anni, fino al 2010 ha lavorato come corriere poi, a causa della crisi, ha dovuto smettere: «Mi mancano tre anni e sei mesi alla pensione. Sono senza dimora da due anni: sono stato per un po’ alla stazione dei treni; a dicembre 2011 ho avuto problemi di salute e per due settimane ho usufruito del dormitorio di Porta Aperta. Successivamente, il Comune di Nonantola (avevo la residenza là) mi ha pagato per qualche mese l’affitto di una camera e ora sto qui su questo sagrato».

Carmelo Curtò, 56 anni, aveva una piccola impresa edile a Maranello che lavorava per conto terzi ma la crisi lo ha costretto a chiudere i battenti e da una settimana vive all’aperto: «Ho avuto delle vicissitudini familiari e ho rotto tutti i legami, anche con i miei due figli di 30 anni, la crisi mi ha fatto perdere il lavoro. Mi sento rovinato».

Gabriele Franchini, 49 anni, ha lavorato per tanti anni in ceramica, la crisi gli ha tolto il lavoro e nel gennaio 2011 ha perso la casa: «Ero entrato in mobilità, ma non l’ho ottenuta per mancanza di domicilio, non potendo rispondere alle chiamate. Ora sto in questo “hotel” sotto le stelle e se piove mi riparo al cimitero di San Cataldo».

Infine c’è la testimonianza di C.B., 64 anni, geometra, per tredici anni responsabile del personale di una cooperativa di Campogalliano: «Sono divorziato e ho due figli che abitano lontano. Avevo smesso di lavorare per accudire i miei genitori, entrambi malati: li ho assistiti per vent’anni, andavamo avanti con la loro pensione ma quando sono morti non ce l’ho più fatta. Da tre mesi vivo su questo sagrato: ho il diabete e vivendo in queste condizioni non riesco a curarmi. A giugno ho avuto un ictus e i medici mi hanno detto che è ripetibile e che non potrei assolutamente vivere in queste condizioni».

All’unisono queste persone si chiedono perché, a Modena, non esiste un dormitorio pubblico che gli garantisca un tetto sotto cui dormire. «Quest’estate è andata così ma come facciamo adesso?».

viaCinque italiani senzatetto «La crisi ci ha tolto tutto» – Cronaca – Gazzetta di Modena.

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