Open Data e Government: come la rete può cambiare la politica

Nella realtà odierna, la mancanza di fiducia dei cittadini nei confronti del mondo politico, sia a livello nazionale che nelle singole cittadine, ha raggiunto picchi storici. Una mancanza dovuta spesso alla carenza di una corretta informazione da parte degli amministratori stessi, sia delle proprie funzioni pubbliche sia delle modalità e delle destinazioni che vengono impiegate nell’uso di fondi pubblici nelle svariate attività amministrative.

Proprio in questo senso, le nuove politiche di innovazione e trasparenza hanno portato ad un nuovo sistema di governance meglio noto come Open Government. Per spiegarvi meglio di cosa si tratta, prendo in prestito alcune parole della direttiva sull’Open Government del 2009, emanato dall’amministrazione Obama in USA, il quale portavoce ed innovatore è Vivek Kundra:

“Fin dove possibile e sottostando alle sole restrizioni valide, le agenzie devono pubblicare le informazioni on line utilizzando un formato aperto (open) che possa cioè essere recuperato, soggetto ad azioni di download, indicizzato e ricercato attraverso le applicazioni di ricerca web più comunemente utilizzate. Per formato open si intende un formato indipendente rispetto alla piattaforma, leggibile dall’elaboratore e reso disponibile al pubblico senza che sia impedito il riuso dell’informazione veicolata”.

In particolare l’Open government prevede che tutte le attività dei governi e delle amministrazioni dello stato debbano essere aperte e disponibili, al fine di favorire azioni efficaci e garantire un controllo pubblico sull’operato degli stessi.

Questa sorta di dottrina politica fonda i suoi paletti su due principi: l’apertura e la trasparenza.

Il primo concetto ha l’obiettivo, da parte di enti e istituzioni, di ridefinire gli approcci e la relazione coi cittadini e coinvolgerli in un’azione partecipativa che li porti a condividere ed essere parte integrante di tutti quei processi decisionali dell’amministrazione, fino ad ora considerati come una barriera fra comunità e politica. Il secondo concetto fa capo alla trasparenza: l’attività politica è in vetrina in uno spazio della rete dove deve essere controllata in ogni qualsiasi momento dalla comunità.

La stessa amministrazione ha il dovere di stimolare e agevolare i cittadini nell’attività di verifica delle faccende pubbliche. In questo modo ogni cittadino ha accesso a tutti i dati (si parla in questo caso di Open Data) e a tutte le informazioni amministrative (cosi come oggi avviene con l’albo pretorio online), cosi da instaurare un rapporto di condivisione di documenti e conoscenze.

Il politico acquista dunque credibilità e fiducia, il cittadino si sente arbitro e cosciente di quello che l’amministrazione svolge.

Come attuare questi processi? Sicuramente sfruttando le grandi potenzialità che ci offre la rete. Il web è un ottimo strumento di condivisione: basti pensare ai social network (dai più diffusi Facebook e Twitter) e ai social media (Blog, siti di informazione, social news), ma anche a tutte quelle app, mobile e non, che ci danno la possibilità di mettere in vetrina documenti, file, foto, video e tanti altri tipi di informazioni.

viaOpen Data e Government: come la rete può cambiare la politica | Polignano 2012.

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