I timidi giovani “renziani” modenesi

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Nel PD si tenta un nuovo e sorprendente strumento di rinnovamento della politica: la rottamazione di una classe dirigente che ha fallito negli obiettivi. Qualcuno con grande coraggio, lo ammetto, indica i “rottamandi” con nome e cognome gettando nello sconcerto e nel panico la parte più conservatrice e ortodossa del partito.

A Modena nessuno osa tanto. Eppure sono numerosi e noti coloro che nel PD modenese vivono da anni e tuttora di sola politica, tenendo ben salde nelle loro mani le leve del potere e le redini del governo che li rendono i veri colpevoli di una Città sempre più degradata e umiliata. Sicuramente proporre la rottamazione di costoro sarebbe un gesto nobile e di vero amore verso Modena, che necessita di una svolta decisa per ridarle una speranza di futuro.

Qualcuno, per la verità, un po’ si agita, ma mancando il coraggio di prendere il toro (le persone) per le corna, se la prende con le suppellettili. Rottamiamo, dicono i giovani cuor di leone “renziani” modenesi, gli enti partecipati, diamo la caccia ai doppioni, evitiamo gli sprechi! E’ come se Renzi anziché rottamare D’Alema, Bindi e altri dicesse di cambiare i mobili usati delle sedi del PD. Non sarebbe la stessa cosa.

Più che fervore di rottamazione i giovani renziani modenesi sembrano al primo stadio di “risvegli”. Sulla inutilità di ATO, Modenamoremio, Modena Formazione, Memo, ecc. ecc. ecc. non ci piove. Sono uffici di collocamento per scaricare le spese del partito e/o per sistemare ex politici. L’opposizione inascoltata lo sostiene invano da sempre. La folgorazione dei giovani novelli censori del PD è in netto ritardo; privi del coraggio di imitare il capo (Renzi) si esercitano su argomenti che non danno fastidio a nessuno. Acqua fresca, puri e semplici alibi. Forza giovani “renziani” osate qualcosa di più, dite qualcosa di……….sinistra.

Qualcuno potrebbe giustamente rispondermi in modo seccato di guardare a casa mia. Ma guardo a casa altrui per due motivi: il primo è forse dettato da un tantino di curiosità celata, riconoscendo in Renzi l’unica concreta novità nel linguaggio e nel panorama politico italiano; il secondo perché guardandomi intorno mi accorgo che di casa mia temo di aver perso l’indirizzo. Se qualcuno sull’ala del cemtro-destra modenese se lo ricorda è pregato di inviarmelo. Forse superficialità, scandali, corruzione e quant’altro il lettore vorrà aggiungervi (accetto tutto), oltre che un silenzio anche locale assordante, l’hanno resa troppo evanescente perché la si possa vedere. Attendo con fiducia smentite e proposte di riscossa.

 

Gian Carlo Pellacani, consigliere comunale di Modena del PdL.

 

 

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