Non c’è futuro per il Policlinico di Modena ?


 

(riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Sono d’accordo con il Rettore quando afferma che “non c’è futuro per il Policlinico”. Ma non nell’individuazione della causa, il terremoto, che è solo la scusa. Perché è da alcuni anni che tutti gli atti della politica sanitaria modenese vanno contro il Policlinico e colpiscono l’Università. Il motivo principale è quello di nascondere l’irresponsabilità politica della sinistra di aver generato un secondo inutile ospedale modenese (Baggiovara). Ci si preoccupa, oggi, che occorrono 60 milioni di euro per riqualificare il Policlinico, quando di milioni di euro ne sono stati  spesi più di 200 (che affarone!) per il solo ospedale di Baggiovara, che eroga un terzo o addirittura meno delle prestazioni del Policlinico e che ha costi abnormi rispetto agli introiti (circa il 60% dei costi).

Forse è ora che Università e Azienda Policlinico, insieme, facciano la voce grossa rammentando alla Regione, alla quale lo Stato non ha ridotto i fondi per la Sanità, l’impegno assunto ai primi del duemila di investire 40 miliardi di lire (20 milioni di euro) per la sistemazione e messa a norma dell’intero Policlinico. Impegno mai onorato dalla Regione se non in piccolissima parte, ma che se lo si esigesse almeno oggi (con rivalutazione monetaria dal 2000) forse basterebbero. Non possono i modenesi pagare le inadeguatezze, gli errori le colpe delle scelte politiche sconsiderate che gli abili “sinistri” modenesi hanno provato a dirottare sui tecnici (Dr.i Cencetti e Caroli) allontanati in malo modo solo qualche mese fa. Il terremoto ha semplicemente fatto affiorare i nodi al pettine prima di quanto i politici modenesi pensassero.

Va salvata la sanità modenese e l’unitarietà della Facoltà di Medicina al Policlinico, Facoltà che gioca il ruolo indispensabile ed esclusivo dell’innovazione in campo medico senza il quale non può esservi eccellenza. Basta tergiversare, si usi il buon senso modenese e si dia immediatamente il via all’unificazione (fusione) dei due ospedali (Policlinico e Baggiovara) in una unica azienda ospedaliero-universitaria (su due poli) con una sola direzione. Questa operazione, autorevolmente e insistentemente richiesta, già in passato, dall’Università e, pochi mesi fa, da 251 medici del Policlinico, autodefinitisi “aborigeni”, è prodromica a qualsiasi razionalizzazione che abbia come obiettivo l’alta qualità della sanità modenese. E da lì si incominci a ragionare e collaborare sul serio.

Rivolgo un appello agli “aborigeni”, che ora sembrano spariti: è urgente che diate seguito alla precedente presa di coscienza per supplire alla carenza di leadership accademica in campo medico. E’ doveroso che lo facciate voi che siete i più apprezzati professionisti e non solo per il bene dell’Università e del Policlinico, ma per l’intera sanità modenese. Domani, quando vi avranno cancellato del tutto, sarà inutile agitarsi.

 

Gian Carlo Pellacani, consigliere comunale del PdL


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