Piste ciclabili pindariche:40 mila euro per 250 metri di ciclabile in Viale Moreali. Ma ne vale la pena?

Sapete quanto misura una banconota da 10 euro? 12,8 centimetri. Se mettete 1953 banconote da 10 euro una di fianco all’altra fanno una lunghezza di 25.000 centimetri, cioè 250 metri. In soldoni, fanno 19.530,00 euro, cioè meno della metà di quanto il Comune di Modena ha speso per realizzare la ciclabile di Viale Moreali lunga, appunto, 250 metri: 40 mila euro. E non mettiamo nel conto i poveri alberi sradicati per far posto alla pista per velocipedi.

E’ quanto si apprende da un comunicato stampa di ieri che, con dovizia di particolari, ci informa che l’opera comporterà “risparmi e ricadute in termini di salute pubblica” che i cittadini potranno quantificare utilizzando HEAT, un “software sviluppato dall’Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità” basato su un algoritmo visualizzabile al seguente indirizzo internet: http://www.heatwalkingcycling.org/. Come si legge nel comunicato, l’iniziativa si inserisce nel progetto Physical activity network (Phan) finanziato dalla Commissione Europea, che vede – tra gli altri – la partecipazione dell’Ufficio città sane (ebbene sì, a Modena esiste anche questo), dell’assessorato alla mobilità del Comune di Modena, e delle associazioni Fiab e Udace.

Per chi, tra una partita e l’altra di poker ondine volesse testare l’algoritmo (disponibile nelle versioni per pedoni e per velocipedi), l’esercizio – per 5 o 10 minuti al massimo – può anche essere divertente: tot km, tot ciclisti, tot giorni et … voilà: il sistema vi sputa il numero di vite umane salvata e il relativo prezzo in euro (o dollari) con la precisione di un orologio svizzero. E così potrete scoprire, per esempio, che una media di 20 minuti per 200 giorni all’anno da parte di 100 persone ridurrebbero il rischio di mortalità di ben il 18%! Chissà se nel computo sono inclusi anche i pedoni investiti dai ciclisti che circolano sui marciapiedi o i ciclisti contromano  o sui pedonali stampati sui cofani delle macchine (tutte fattispecie non remote nella nostra “città sana”).

Tutto questo comunque è stato spiegato oggi dall’assessore Arletti (in bici di fianco Pighi nella foto) in una tavola rotonda a Bruxelles nell’ambito dell’incontro del Network Europeo Polis. L’interessantissimo evento fa seguito a quello di Cardiff dello scorso settembre dove l’onnipresente assessora si è recata a un altro “simposio internazionale” sul tema. Speriamo almeno che si sia mossa in bici, sennò sai che danno per la salute? E che dire dell’utilità del progetto in tempi di crisi nera per i cittadini? Fondamentale! I cittadini modenesi che faticano ad arrivare a fine mese apprezzeranno certamente gli sforzi profusi e i soldi spesi dall’amministrazione comunale sul progetto PHAN (impiegati comunali, trasferte, eccetera).

Per concludere, per chi volesse approfondire, proprio la FIAB – anch’essa parte del progetto PHAN – pubblica un manualetto tecnico dei costi di costruzione delle piste ciclabili. Si va dai 30.000,00 euro/km (30 €/metro) di una semplice pista monodirezionale lato strada con segnaletica orizzontale e verticale, ai 165.000,00 euro/km (praticamente il costo di quella di Viale Moreali) per una pista a doppio senso di marcia, staccata dal copro stradale, pavimentata in polvere di frantoio e dotata di illuminazione autonoma, condotte di scolo, impianto semaforico per biciclette, attraversamenti pedonali e accessoriata con portabiciclette. Insomma, anche in tempi di crisi a Modena per le biciclette non si bada al risparmio (magari se mancano i soldi si spengono le luci).


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