Sono veramente intelligenti le nostre città?

Il futuro della smart city? Per le città italiane sta nella mobilità urbana e nella riqualificazione energetica degli edifici. Ma non solo. L’analisi dei piani triennali dei 54 comuni capoluogo italiani con più di 90mila abitanti realizzata da Cittalia-Anci Ricerche e Siemens con lo studio Città e Infrastrutture per la Crescita indica i settori-chiave in cui si stanno concentrando gli investimenti dei comuni italiani per la promozione dell’innovazione urbana. Dalle smart city può venire un contributo decisivo per il miglioramento della mobilità 10,7 miliardi di stanziamenti complessivi dell’edilizia e della riqualificazione urbana ma anche per rispondere alla crisi economica: il valore complessivo dei piani triennali dei comuni capoluogo al centro dell’indagine  è stimato in 37,7 miliardi di euro,per un ammontare di investimenti che, se effettivamente realizzato, rappresenterebbe il 2,39% del Pil italiano. Come afferma il presidente dell’Anci e sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio “ solo investendo sull’innovazione si produce crescita e si offrono al paese nuove strade per uscire da un momento di crisi che, tra paradossi e resistenze, offre alle città anche inedite soluzioni per rilanciare lo sviluppo di un intero sistema paese migliorando al contempo la qualità della vita di tutti i cittadini”. L’indagine, che misura la dotazione infrastrutturale delle città capoluogo più grandi abitate da oltre 14 milioni di italiani, circa un quarto dell’intera popolazione nazionale, individua le città leader in diversi segmenti del vivere urbano, mettendo in luce i gap di innovazione ancora presenti tra Nord e Sud ma anche piacevoli sorprese come le città della Puglia Lecce, Foggia, Andria e Barletta ai vertici nazionali per ambiente urbano ed energie rinnovabili. Bene anche i centri di medie dimensioni, come Salerno e Bolzano, in categorie come il valore del patrimonio immobiliare che tradizionalmente vede in testa le grandi città mentre Bergamo si afferma come alfiere della mobilità sostenibile, seguita a sorpresa da Milano, che con l’elevata domanda di trasporto pubblico e l’aumento delle piste ciclabili dimostra quanto sia possibile con interventi mirati incidere nel miglioramento della mobilità di grandi centri. La ricerca aggrega le città in sei cluster, che raggruppano città simili per vocazione produttiva o caratteristiche socio-economiche attorno a temi e ambiti di intervento comuni ambiente, energia, benessere, buon abitare e mobilità, città ideali e città in divenire. Sul fronte ambientale, Reggio Emilia si afferma come città-modello fra quelle che hanno realizzato maggiori investimenti nella gestione del territorio mentre su quello energetico è Lecce ad aggiudicarsi il primato per le migliori performance in tema di produzione da fonti rinnovabili.

Capofila delle città del benessere è Cagliari, che la spunta nel gruppo che mette assieme altre realtà metropolitane affacciate sul mare (come Bari, Genova e Napoli) per la qualità del patrimonio immobiliare e la capacità di attirare una domanda extra-urbana verso il proprio sistema sanitario. Trento guida il gruppo delle città ideali per qualità della vita, precedendo un folto gruppo di capoluoghi del nord (tra cui Bergamo, Brescia, Padova e Treviso) mentre Venezia eccelle fra numerose città metropolitane (come Roma, Torino, Napoli, Milano e Bologna) nella categoria buon abitare e mobilità, grazie agli alti valori degli indicatori sui trasporti sostenibili.


Le città impegnate invece a migliorare le proprie perfomance (finora inferiori alla media) sono classificate come “in divenire”, gruppo che vede Pescara guidare una pattuglia di centri concentrati soprattutto al sud (tra questi Palermo, Catania, Reggio Calabria e Catanzaro) ma sorprendentemente anche al nord, come Trieste. A conferma della mancanza di uno “smart city divide” tra nord e sud, come di un modello unico di città intelligente, definita dal presidente Anci Delrio “ la sfida più importante che le città italiane si trovano ad affrontare sul medio e lungo periodo” , impossibile da raggiungere senza capacità di visione.

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