I quattro punti cardinali della smart city

Una base di riflessione per un dibattito di ampio respiro per una innovazione sociale capace di esprimere una possibile ri-generazione urbana che qui viene declinata in quattro punti cardinali.

La città creativa e connettiva che si auspica è una città che sappia rilanciare la propria vocazione originaria di laboratorio antropologico glocal, dove da millenni convergono culture diverse, capacità di declinarle in creatività sociale e qualità della vita.
Una città dove la dimensione locale del genius loci si coniuga con quella globale delle reti.Una città dove i nuovi talenti possano sviluppare sperimentazioni che coniughino le applicazioni tecnologiche con le strategie culturali che sollecitano partecipazione qualificata.
Si tratta di promuovere dei cantieri permanenti di produzione creativa, capaci di avviare prototipi dalle web app alle soluzioni di interaction design e svolgere la funzione di incubatori di giovani imprese innovative. Ci piace pensare a una città dove l’elevata, in qualità e in quantità, offerta culturale possa incontrarsi al miglior grado con la sua domanda, intercettando le nuove sensibilità giovanili proprio grazie all’uso dei media interattivi, qualificando i flussi urbani innervando di marketing culturale i sistemi dell’infomobilità e sollecitando le dinamiche del feedback attraverso le pratiche del web 2.0.

Una città sostenibile e resiliente comporta il fatto di pensare l’ ambito urbano  capace di rinnovare il proprio equilibro al mutare delle condizioni al contorno, di adattarsi alle sollecitazioni che derivano dal cambiamento climatico e di esprimere risposte sul piano sociale, economico e ambientale alla crisi che caratterizza la nostra epoca.La resilienza costituisce dunque una funzione della sostenibilità che richiede una profonda revisione dei modelli organizzativi e gestionali su cui si basa la convivenza urbana. Ma una città resiliente è anche una città in grado di pianificare e realizzare una strategia di lungo periodo che garantisca l’ omeostasi sociale attraverso una governance intelligente e condivisa costruendo, attraverso le nuove tecnologie per la gestione collaborativa del territorio, delle risorse energetiche e della mobilità. E sostenibile una città che orienta il proprio futuro verso una integrazione equilibrata fra periferie e centro, se costruisce un tessuto connettivo fra i diversi centri abitati dell’ area metropolitana. È sostenibile se rende i quartieri a misura di bambino, ripristinando nel reticolo urbano gli spazi per la socialità e il gioco fra pari, se spostarsi da una zona all’ altra diventa una scelta e non un obbligo quotidiano.


La città  partecipata e senziente che vogliamo è una città che sappia valorizzare l’ intelligenza connettiva dei suoi cittadini, sia i residenti sia i fluttuanti, dato che Roma in quanto Capitale e caput mundi attrae una molteplicità di persone che ne riflettono e interpretano la potenzialità urbana. Tra le condizioni che s’ intende promuovere c’è quella di attivare processi attraverso cui i cittadini possano mettersi in gioco, promuovendo partecipazione e di conseguenza sviluppare particolari ambienti sociali, a partire da quelli nel web, perché possa tradursi in collaborazione attiva e progettuale, incidendo sulle decisioni.

La città  open e trasparente è quella che libera le risorse informative che sono di fatto un bene comune. Il concetto che sta alla base di questa evoluzione della governance della pubblica amministrazione è Open Data per cui il dato informativo di pubblico dominio possa essere utilizzato, riusato e ridistribuito, secondo i principi della condivisione e della cooperazione che ne amplifica il valore di bene comune.
L’ informazione può così esprimere un sempre più alto valore aggiunto nei termini di pubblico utilizzo. Questa azione  riduce la distanza fra i cittadini e l’amministrazione pubblica, mettendo al primo posto il tema della trasparenza, a cui segue un consistente risparmio di fondi pubblici e, soprattutto un nuovo slancio economico indotto dalle opportunità di utilizzo dei dati da parte delle aziende, attraverso l’uso intelligente dell’open source, dei social media e del cloud computing.

viaI quattro punti cardinali della smart city – IdeaTRE60.


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