Comunicato del sindaco di Finale Emilia

Riceviamo e ripubblichiamo

Il terremoto ha da poco compiuto 6 mesi e in un solo colpo, a dicembre, torniamo a pagare tasse, tributi e mutui (con gli interessi).

E l’IMU, in una rata unica: pesante, pesantissima. Ma il Comune di Finale Emilia non aveva lo spazio di bilancio per abbattere l’aliquota. Gli aumenti, infatti, vanno nelle casse dello Stato Centrale o a coprire i tagli fatti ai trasferimenti. Tutte le altre entrate 2012 sono azzerate (tosap, multe, pubblicità, ecc…) e di conseguenza, anche la nostra decisione di rendere esenti IMU tutte le proprietà inagibili (b, c, e, f) dal 1° gennaio 2012, si muoveva in una grande incertezza di previsione e chiusura di bilancio 2012. Un bilancio devastante per noi finalesi con il debito pro capite più alto di tutta la Provincia, ma che abbiamo il compito di onorare. Come è già successo e stiamo proseguendo, facendolo scendere in un solo anno da 34 a 30 milioni, oltre ad aver saldato la maggior parte delle fatture pendenti dal 2008 per quasi 3milioni e 500mila euro.

 Il nostro errore di valutazione è stato solo quello di aver creduto che tutti questi impegni, sospesi dal terremoto del 20 e 29 maggio, ci fossero diluiti su un lungo periodo, così come abbiamo sempre chiesto dai primissimi giorni; non volevamo  privilegi ma semplicemente più ossigeno per non morire. Non siamo stati ascoltati.

 E’ importante aggiungere che per molti di noi terremotati la busta paga è arrivata comunque decurtata perché il Parlamento e il Governo si sono resi conto troppo tardi del problema dei contributi sospesi dopo il 20 maggio, come troppo tardi si sono resi conto che la situazione di un terremoto devastante colpisce tutti, anche chi continua a lavorare ma non riesce ad incassare il dovuto, chi instancabile tiene aperto il negozio o l’impresa ma con cali di fatturato dell’80%, chi ha corso e ha speso i propri risparmi per far ripartire produzione o rientrare in casa e chi, semplicemente, deve fare i conti con un terremoto che ha distrutto la propria città. Ci comunicano in queste ore che i danni indiretti saranno riconosciuti nella Legge di Stabilità di fine anno, ma davanti alle file interminabili di cittadini arrabbiati, con le cartelle e i conti in mano, cosa dobbiamo rispondere?

 Dobbiamo, prima di tutto, chiedere che chi non riuscirà a pagare il totale, il 17 dicembre non venga sanzionato, ma gli sia riconosciuta una possibilità di saldo senza interessi. Chiediamo, urliamo al Governo e al Parlamento, che metta immediatamente mano ad un ormai insopportabile livello di tassazione per i cittadini. Devono prendere coscienza dell’iniquità dell’attuale situazione fiscale che vede i Comuni sempre più in difficoltà ad erogare i servizi, ma soprattutto nel dover essere gabellieri, noi che per poche centinaia di euro al mese ci troviamo a dover affrontare le giuste ire e lacrime di una popolazione fiera e orgogliosa ma che non riesce più a far fronte alla crisi economica. Una crisi cui si è data risposta solo drenando denaro nelle maniere più banali (nuove tasse, accise, IVA, tagli agli enti elettivi più deboli).

 La svolta deve essere epocale o noi non saremo più in grado di tenere, non potremo più essere rappresentanti di un Stato che non si accorge di queste cose, di uno Stato che costringe noi sindaci a dover scendere in piazza e minacciare di togliersi quella fascia tricolore che tanto amiamo e che rappresenta la nostra comunità. Una comunità che ha solo bisogno di risposte semplici, precise e spesso logiche. Non di regali nè di elemosina.

Fernando Ferioli

Sindaco Finale Emilia

Daniele Monari

Vice Sindaco con delega al Bilancio



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