Dagli scaffali virtuali al 3d lo shopping cambia pelle: compri online e ritiri in negozio, una indicazione per riqualificare il commercio nei centri storici della citta’

I negozi delle città sono spesso strozzati dalla grande distribuzione e dalla scelte in molti casi sbagliate delle amministrazioni locali. La grande distribuzione, gli ipermercati inoltre hanno imposto l’idea della maggior scelta dovuto agli ampi spazi espositivi. Parcheggi gratuiti realizzati soltanto dove ci sono i supermercati completano l’opera. Le cose però possono cambiare e  alcune nuove soluzioni web che introducono originali modelli di e-commerce possono rilevarsi utili anche per il commercio e la sopravvivenza dei singoli negozi. Del resto nella sfida al rinnovamento anche i negozi devono fare la loro parte.
L’articolo di Emanuele Calderonii illustra in modo efficace alcune soluzioni che rivedute e corrette possono essere applicate anche alle nostre città.

Gabriele Morelli
turismocome@gmail.com
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Quest’ anno gli acquisti delle festività su internet hanno mostrato un trend inaspettato: il “click-and-collect” cioé lacquisto via internet e il ritiro del prodotto presso il negoziante. In Gran Bretagna un successo per John Lewis e anche nel grocery con Tesco. In teoria sembra un controsenso, ma nella realtà alla gente piace perché si risparmia e si ha la certezza di poter disporre del prodotto acquistato senza attendere la spedizione.

Conviene anche al retailer che lascia aperte le vendite fino all’ultimo istante, senza dover chiudere in anticipo per considerare i giorni di spedizione. Grandi cambiamenti sono attesi dal mondo virtuale. Che offre nuove opportunità di vendita adatte tanto al mondo occidentale quanto a quello emergente. E proprio dalla Corea, infatti, ha cominciato Tesco con lo shopping online nelle stazioni metropolitane: tramite affissioni pubblicitarie, raffiguranti gli scaffali di un supermercato, ogni prodotto è identificato da un codice QR, attraverso cui si seleziona l’articolo e si effettua la spesa online nell’attesa del treno. Negli Usa, invece, è nata la prima catena grocery virtuale: Peapod ha aperto 100 punti vendita al passaggio dei pendolari nelle grandi città. Nel Regno Unito Kelloggs ha lanciato “The Special K Snack Virtual Store” con Tesco, Sainsbury, Asda, Waitrose, Ocado. Mentre in Cina Yihaodian apre il più grande supermercato con augmented reality in grandi spazi aperti, dove solo le persone con smartphone vedono scaffali pieni di prodotti.

Negli Usa oggi l’app MySupermarket rivoluziona lo shopping online perché automaticamente compara i prezzi nei cestini riconoscendo le Url visitate. In Inghilterra la vendita di alimentari online è già al 3° posto, appena dopo viaggi e libri. Più recentemente alla Gare Du Nord di Parigi Carrefour ha realizzato l’installazione Cube Carrefour per testare l’accoglienza del supermarket virtuale: un grande cubo illuminato dal quale si possono acquistare oltre 300 articoli scannerizzando con lo smartphone il codice a barre. Pensato per i pendolari che non hanno tempo di fare la spesa, il cubo offre soprattutto prodotti freschi. Il cliente può decidere dove farseli consegnare, a casa o presso un punto vendita Carrefour a sua scelta, utilizzando il già esistente servizio Carrefour Drive. Adidas Neo realizza vetrine con un display interattivo che ingaggia i passanti, che con i cellulari possono provare e acquistare i prodotti in vetrina.

Tesco ha introdotto specchi che diventano camerini di prova virtuali, e schermi touchscreen giganti che offrono un catalogo degli oltre 11mila giocattoli disponibili su tesco.com, i clienti possono acquistare direttamente dallo schermo con il cellulare. Mattel e Walmart sono alleati in un virtual store poster posizionato in punti strategici delle città con immagini dei giocattoli e codice QR per effettuare l’acquisto, la consegna viene effettuata a casa e gratis. Help Remedies apre il suo primo pop-up store, che rimarrà attivo per quattro settimane a Washington D.C. e mostrerà la linea di prodotti insieme a illustrazioni sui sintomi che si possono curare con ciascun farmaco.

È il trend del futuro, si definisce “shoppable content” tra non molto tempo sarà tutto “click to purchase”. Creare contenuti video irresistibili è la chiave per vincere i consumatori nel 2013. Le agenzie pubblicitarie dovranno creare contenuti efficaci nel portare direttamente alla vendita: interattivi in modo sorprendente, con un design che impatta, istantaneamente condivisibili, che offrono  intrattenimento. I

l Wall Street Journal, per esempio, ha lanciato la sua Shoppable Gift Guide sul sito; in Gran Bretagna Grazia permette di acquistare dalle sue pagine iPad, mentre Esquire lo fa dall’edizione cartacea di dicembre con Netpage app; Youtube sperimenta con brand come Juicy Couture e Asos, che hanno già creato shoppable video. Levi’s utilizza Flipboard al pieno delle potenzialità per tablet e smartphone: l’annuncio è un grande catalogo social che permette ai lettori del “branded magazine” di acquistare la nuova collezione e condividere immagini su Facebook e Twitter.

Gli acquisti saranno possibili anche dal salotto di casa attraverso la televisione, ma con nuove modalità. Bodymetrics (Microsoft PrimeSense), basato sulla tecnologia della console XBox, grazie a un body scanner crea in 10 secondi un modello 3D della persona e sulla base di 200 diversi parametri “sceglie” l’abito più adatto alle misure del cliente. Ci sono anche tecnologie che permettono di leggere il mood dei clienti prima di approcciarli (Fujitsu Nagoya University), oppure consentono all’azienda di inviare ai clienti offerte proprio nel momento in cui sono nel negozio e stanno osservano quel particolare prodotto (Mobile Wayfinding Indoor Google Maps).

Store Trek è un applicazione che attraverso Microsoft Kinect premette un’esperienza di shopping 3D da uno scaffale virtuale nella televisione di casa: i prodotti sono esposti con un layout personalizzato da varie piattaforme, come Tesco, Amazon, eBay, e vengono visivamente presi e inseriti nel cestello.

viaDagli scaffali virtuali al 3d lo shopping cambia pelle: compri online e ritiri in negozio – Il Sole 24 ORE.

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