L’economia digitale cresce, ma l’Italia resta indietro

Secondo il Rapporto Assinform 2013, presentato a Milano, l’economia digitale  rappresenta un motore di crescita a livello globale, ma non nel nostro Paese, dove il settore ha registrato un calo. I dati emersi dall’indagine di Assinform confermano che, a fronte di un’economia reale che a livello mondiale è cresciuta nel 2012 del 3,2% rispetto all’anno precedente, l’economia digitale, definita come Global Digital Market GDM, ha marciato alla velocità di +5,2%. In Europa il tasso medio di crescita del GDM si è attestato a +0,6%, ma il peso dell’economia digitale è giunto al 6,8% del PIL europeo. Nello stesso periodo, in Italia l’economia reale è calata del 2,4%, mentre il Global Digital Market, che rappresenta il 4,9% del PIL nazionale con un valore di 68.141 milioni di euro, ha registrato un calo dell’1,8%. Tale trend, pur essendo in attenuazione rispetto all’anno precedente, segnala la crisi dei servizi ICT tradizionali-4,7%, che rappresentano in valore oltre la metà del mercato, a cui si oppone la crescita dei contenuti e pubblicità digitale +7,2% e del software e soluzioni ICT +2,4%.

In Italia si va approfondendo il digital divide fra chi intraprende la strada dell’innovazione e chi, suo malgrado perché costretto dalla crisi, o per vera e propria miopia, sceglie di non scegliere, di resistere, siano essi imprese, pubbliche amministrazioni o anche famiglie e cittadini che sottovalutano i vantaggi del web”, ha commentato Paolo Angelucci, presidente dell’Associazione nazionale delle imprese IT. “In realtà siamo a un bivio perché, data la velocità del cambiamento in atto, resistere vuol dire arretrare e zavorrare ancora di più l’economia, il Paese, su assetti ormai sterili incapaci di offrire soluzioni alla crisi e ai problemi strutturali. Al contrario, nel clima di grande incertezza in cui viviamo, l’unica certezza è che la scelta di colmare il gap d’innovazione che ci separa dalle principali economie rappresenta la vera opportunità per aprire un nuovo percorso di sviluppo”.

Il rapporto evidenzia la crisi dell’IT “tradizionale”, mentre nel Global Digital Market crescono i segmenti legati al web e al mobile, sia come infrastrutture (tablet +69,1%, smartphone +38,9%, Smart Tv +31,9%, Internet delle cose +18%, eReader +16,5%), che come contenuti (+7,2%, di cui e-book +84,6%, musica +29%, editoria online +13,4%, software e soluzioni applicative +2,4%).

Internet, il mobile, l’economia dei social network stanno velocemente trasformando il mondo, spingendo gli investimenti ad aprire nuovi orizzonti tecnologici e applicativi, generando nuove opportunità di crescita per quei paesi, quei settori economici, quelle imprese che accettano la sfida del cambiamento attraverso l’innovazione digitale”, ha proseguito Angelucci. “Anche in Italia la pressione dell’evoluzione tecnologica sta producendo effetti positivi sui segmenti più legati al web e al mobile, ma ciò sta avvenendo in un contesto nazionale ancora poco sensibile all’innovazione, in cui per un’impresa ogni nuovo investimento rappresenta un vero e proprio azzardo, così che le best practice rimangono fenomeni isolati e non acquisiscono la dimensione necessaria a incidere sui trend negativi e a compensare la crisi dell’IT tradizionale”.

Se lo scenario rimane invariato, Assinform prevede che per il 2013 il Global Digital Market scenderà del 3,6% e l’IT del 5,8%. Con gli opportuni interventi per avviare un cambiamento strutturale del quadro di riferimento, Agenda Digitale, ritardati pagamenti della PA, finanziamenti alle imprese, credito d’imposta, incentivi innovazione, il calo del GDM potrebbe essere limitato all’1,5%.

In assenza di interventi specifici tesi a cambiare questi trend le stime per il 2013 non possono non essere segnate da un profondo pessimismo”, ha sottolineato Angelucci. “Se, al contrario, si darà avvio a un vero cambiamento del quadro di riferimento, introducendo elementi di correzione degli assetti attuali, fra i quali una forte accelerazione per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale, portando il suo braccio operativo, l’Agenzia per l’Italia Digitale sotto la massima responsabilità politica, ovvero Palazzo Chigi, allora si potrà iniziare a vedere una luce in fondo al tunnel della crisi e l’inizio di un’inversione di tendenza del GDM”.

viaL’economia digitale cresce, ma l’Italia resta indietro | Computerworld Italia.


Related posts

Modena Come giornale online Modena Come giornale online Emilia Romagna. GMComunicazione - modenacome@gmail.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: