Smart city e Smart Urban Infrastructure nell’Italia delle smart grid

smart-city modena comeLe smart city, infatti, sono quelle città in cui i lampioni parlano con la centrale avvertendo se si sono guastati o che la centrale programma per farli accendere in caso di maltempo e scarsa visibilità. Sono le zone a traffico limitato Ztl in cui l’accesso o i parcheggi sono riservati ai mezzi autorizzati. Sono ponti e strade, oppure edifici sensorizzati e dotati di sistemi che rilevano fughe di gas o altre emissioni nocive o, ancora, variazioni della temperatura anomale negli impianti. Sono smart city anche tutte quelle città che fanno la raccolta differenziata con l’Rfid, che permette di contabilizzare i rifiuti in modo equo e corrispondente ai consumi effettivi. Ma c’è un altro indicatore che racconta se una città sia o meno nella Internet of Things e quindi una smart city: è la gestione dell’energia realizzata attraverso un modello di rete intelligente che, attraverso sensori e sistemi, permette nuovi livelli di misurazione e controllo. Ecco perché si chiamano smart grid.

Smart city in Italia, anzi smart grid

Il tema delle smart grid nelle smart city è stato affrontato qualche tempo fa dal Politecnico di Milano in occasione della presentazione dei dati aggiornati dell’Osservatorio Internet of Things.


L’obbligo (tutto italiano) dell’installazione di contatori intelligenti presso almeno il 60% delle utenze domestiche entro la fine del 2018, infatti, potrà diventare un’opportunità se vista come una piattaforma di riferimento a cui agganciare una pluralità di altri servizi come, per l’appunto, l’illuminazione pubblica, la verifica del riempimento dei cassonetti dei rifiuti, il monitoraggio degli spazi verdi, il monitoraggio del traffico, la gestione dei parcheggi. E così una rilettura dello Smart Metering gas per le smart city potrebbe diventare il volano per le città intelligenti nel nostro Paese.
Gli ingegneri del Politecnico, abituati a ragionare in un’ottica di sistema, sottolineano l’importanza di visualizzare l’introduzione delle tecnologie in città attraverso un modello incentrato sulla massima integrazione. Invece di ragionare per addizioni tecnologiche, introducendo un’innovazione a mosaico e senza una prospettiva d’insieme, gli analisti indicano il presente e il futuro delle smart city nella realizzazione di una Smart Urban Infrastructure (Sui), ovvero un’infrastruttura di comunicazione di secondo livello nativamente condivisa tra più applicazioni i cui nodi di primo livello non possono appoggiarsi a reti di comunicazione già esistenti su scala nazionale (come la rete mobile) o locale (come la rete WiFi).
Rfid, sensori, attuatori cablati negli oggetti che fanno parte dell’arredo urbano e delle infrastrutture di comunicazione diventano così parte di una piattaforma condivisa in cui tutti gli operatori possono e sempre più potranno costruire inovazione e servizi a valore aggiunto per le comunità cittadine. Si parla allora di ergonomia cognitiva o di sviluppo antropotecnico, terminologie un po’complesse in cui le superfici computazionali diventano sempre più interattive attraverso una nuova estetica delle cose. Le smart city, infatti, rappresentano anche una sfida per i designer.

“L’Internet of Things è una delle tecnologie abilitanti della città intelligente – ha spiegato Giovanni Miragliotta, Corresponsabile della Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of management del Politecnico di Milano –. Ma l’Italia si trova ancora all’inizio di un percorso di trasformazione che presenta ostacoli di diverso tipo: economici (costi elevati, capacità di spesa limitata, difficoltà nella valorizzazione dei benefici e quindi nella giustificazione degli investimenti), organizzativi (gestione del cambiamento e dell’innovazione, governance) e, in alcuni casi, anche tecnologici (standard di comunicazione e applicativi, efficienza energetica dei dispositivi)”.

La Smart Urban Infrastructure

smart city grazie a Rfid e sensori

La soluzione per superare questi ostacoli può venire da una rilettura dello Smart Metering gas in chiave di città intelligente. Per adempiere alla normativa del settore, infatti, nel giro di pochi anni verrà sviluppata una nuova rete di comunicazione in tutte le aree urbane italiane, in grado di raccogliere informazioni da contatori intelligenti del gas distribuiti nella città.

“È fondamentale ricercare sinergie con altre applicazioni di Metering, ma soprattutto con applicazioni più aperte e orientate alla smart city – ha proseguito Miragliotta -. Ad esempio, condividere parte dell’infrastruttura tecnologica con l’illuminazione intelligente potrebbe consentire dialleggerire i costi imputabili all’adempimento dell’obbligo normativo dello Smart Metering gas. E potrebbe essere un volano per le Smart City nella loro interezza, innescando un circolo virtuoso a livello locale e, se ben progettato, a livello paese”.

Si rende necessario realizzare una Smart Urban Infrastructure, che, oltre ai contatori intelligenti può supportare la transizione verso la città intelligente abilitando altre applicazioni B2C totalmente nuove. Ad esempio ponendo le basi per una rivoluzione nel mondo delle App, che potranno consentire sempre di più di interrogare gli oggetti della nostra vita quotidiana, grazie al fatto che questi parlano con la Smart Urban Infrastructure. Dalla pianta in giardino agli animali domestici, dalla posizione della bicicletta alla qualità dell’aria sul balcone, le opportunità sono innumerevoli e lasciano ampio spazio a nuove imprenditorialità, con potenziali ricadute positive in termini di sviluppo e occupazione. Il trend è già in atto, come dimostrano le iniziative di alcune startup che hanno saputo guadagnare attenzione a livello internazionale.

“I benefici della realizzazione di una Smart Urban Infrastructure sono evidenti – ha concluso AngelaTumino, Co-responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of management del Politecnico di Milano –. Per non rischiare che tutto questo si traduca però nell’ennesima occasione persa,è necessario cogliere al volo l’occasione dello Smart Metering gas. Dal momento che il quadro normativo non potrà essere eccessivamente ritoccato, e in ogni caso certamente non potrà estendere il proprio mandato oltre il settore delle Utility, sta agli attori privati che stanno ora investendo per ottemperare all’obbligo gas avere la necessaria lungimiranza, realizzando il progetto di un’infrastruttura di questo tipo, orientato alla multifunzionalità e al futuro”.

viaSmart city e Smart Urban Infrastructure nellItalia delle smart grid.

Le città che cambiano
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