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La città delle eccellenze, quella che non troppi anni fa veniva proposta come un modello di efficienza e capacità imprenditoriale sta sempre più indossando l’immagine di un paesone di provincia incapace di progettare il proprio futuro. 

Non è soltanto una questione legata alla attuale situazione di crisi economica. E’ un fatto di cultura, di idee, di progetti, di entusiasmo. Tutti elementi che non si riconoscono più.
Stiamo perdendo l’identità. Stiamo perdendo il confronto. E’ inutile negarlo gli altri sono più bravi.
Suggeriamo la lettura dell’articolo di Modena Qui che riportiamo integralmente di seguito.

Gabriele Morelli

modenacome@gmail.com
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Modena e le occasioni perdute: dalla serie A alla Mediopadana
La città ha un problema di statura e rilevanza politica

Il Sassuolo con la preziosa serie A abbandona Modena e si sposta a Reggio; l’Alta velocità inaugura stazioni a Reggio e Bologna, non in città dove mancano anche le opere complementari; i cimeli di Pavarotti si espongono a Verona, non sotto la Ghirlandina.

Sono sempre di più i treni, su cui l’amministrazione comunale non sale.

Modena sta perdendo pezzi importanti in tutti i campi: dallo sport alla cultura, dai trasporti alle infrastrutture.

Una denuncia non nuova, ma in queste ultime tre settimane questo scenario di opportunità perse è diventato chiaro a tutti i cittadini.

A iniziare dalla vicenda del Sassuolo Calcio che per anni è stato ospitato nel nostro stadio e quando poteva effettivamente portare qualcosa alla città, la società sportiva di Giorgio Squinzi ha preferito spostarsi a Reggio Emilia.

Una scelta aziendale legittima, il problema è l’impotenza dell’amministrazione comunale nel farsi sfuggire l’opportunità di avere la Serie A.

«Hanno fatto in modo che il Sassuolo si sia sentito respinto – sottolinea il consigliere comunale del Pdl Sandro Bellei – e si è persa una grande occasione perchè la serie A porta star internazionali e tanti appassionati di calcio».

Un allarme che abbiamo riportato spesso in queste pagine con le interviste agli operatori dei locali vicino allo stadio, di Amedeo Faenza per Federalberghi e delle associazioni di categoria.

Ma il problema è più profondo della perdita della massima serie.

Sabato scorso si è inaugurata a Reggio la stazione della Mediopadana, per l’alta velocità.

Anche in questo caso Modena resta ai margini perchè non si sono realizzate neanche le opere complementari.

Sul fronte della cultura non si può dimenticare l’esposizione recente a Verona di cimeli del grande Luciano Pavarotti, la cui figura ed opere meriterebbero una maggiore valorizzazione.

Poi i problemi di mancanza di statura politica che si vedono nei bandi di finanziamento statali.

L’ultimo presentato per la riqualificazione dell’area Ex-Amcm e delle Ex-Fonderie non è andato a buon fine, contrariamente a quello presentato da Reggio.

Naturalmente approvato.

In città l’ultima opera di un certo rilievo costruita, senza fondi statali e con un projet financing che lascia per 40 anni le strade a una società privata – è il Novi Park.

Il parcheggio che non riesce a decollare e quindi ad essere utilizzato pienamente dai modenesi.

«E’ lungo l’elenco delle occasioni perse – ripete Bellei – potevamo e dovevamo diventare la Food e la Motor Valley, ma altri territori hanno saputo fare meglio di noi.

Penso a Parma che è riuscita a diventare una capitale del cibo.

Siamo la città delle migliori auto sportive al mondo e abbiamo rottamato l’autodromo.

Sul turismo abbiamo due siti Unesco Patrimonio dell’Umanità e non riusciamo ad attirare turisti.

Sappiamo produrre tutto, ma non promuovere le nostre risorse».


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