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Modena: cercasi lista civica per le prossime elezioni amministrative

belleiE’ da un po’ di tempo che pensiamo di attivare su Modena Come uno spazio per dare voce alla politica in vista delle elezioni amministrative del 2014. L’intervento di Sandro Bellei cade a proposito e volentieri lo pubblichiamo nella speranza che sia utile a dare una scossa alla dormiente politica modenese di opposizione. Non è che la politica espressa dalla maggioranza sia tanto più vivace, ma sicuramente quella dell’opposizione è addormentata e nemmeno troppo bella. C’è da chiedersi se una opposizione a Modena esista ancora oppure se tutto ormai si sia ormai appiattito e sia scomparsa addirittura la voglia di presentarsi alle prossime elezioni amministrative. Provocatoriamente sospettiamo che qualcuno della ex opposizione abbia addirittura intenzione di non partecipare nemmeno.  Mentre i partiti tradizionali sembrano pensare ad altro, noi che vogliamo continuare ad amare questa città, siamo dell’idea che le forze professionali, quelle espresse da chi in questa città vuole continuare a vivere e lavorare, abbiano la possibilità di di cambiare il futuro di Modena.  Per questo cerchiamo una lista civica e aspettiamo altri contributi da pubblicare. 

Gabriele Morelli
modenacome@gmail.com
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LA POLITICA SI DEVE DARE UNA MOSSA
È NECESSARIO IL TEMPO DELLE SCELTE
di Sandro Bellei

Con le elezioni che si avvicinano, sembra che la politica cittadina preferisca restare alla finestra e lasciare che le autocandidature si sprechino. Da una parte, nel PD, dopo che è venuta allo scoperto la Maletti, si assiste a trasformismi politici degni di Fregoli: bersaniani di ferro che diventano renziani, a conferma che l’assalto al carro del vincitore è sport tipicamente italico. Dall’altra, nel centro-destra, nell’eterna e inutile attesa che finalmente arrivi Godot-Guazzaloca, si brancola nel buio, il coordinamento è diviso in due, come i seguaci del Cavaliere e qualcuno gattopardescamente, invita persino ad appoggiare chi si autocandida dall’altra parte, forse considerandolo il male minore. 

Peccato, perchè dopo il quasi ballottaggio delle ultime amministrative, mancato per una manciata di voti discutibili e discussi, il prossimo turno elettivo sembrava ideale per interrompere il lungo potere della sinistra, che – contrariamente a quanto affermava Andreotti – ha logorato chi l’ha avuto.
Il centro-destra, invece di cogliere l’occasione, di stringere le fila, di trovare un accordo di programma e di cercare il candidato sindaco giusto fra la società e non fra la politica, perde tempo a litigare, ad attendere un “messia” che non c’è o non ha voglia di rivelarsi.
Adesso, però, è ora di fare i conti, altrimenti il grande popolo dei moderati, che rappresenta la maggioranza dei modenesi, finirà per astenersi dal voto.

Eppure, i problemi sul tavolo lasciati da questa Giunta sono numerosi. Di lavoro ce ne sarebbe tanto da fare. Basterebbe realizzare tutto quanto è stato promesso – e non mantenuto – dagli attuali amministratori.
La politica è arte difficile, da professionisti, ma a Modena siamo ancora a un preoccupante livello dilettantistico, quantomeno di qualunquistico disinteresse. Sembra che a doversi occupare dei problemi debbano essere sempre gli altri.

Un tempo, nelle (non più) segrete stanze delle segreterie si agitavano idee. C’è il rischio di dover rimpiangere la tanto critica prima Repubblica. Ė tempo, invece, che chi ha ancora a cuore le sorti (politiche, economiche e sociali) di questa città, che ha tante risorse inespresse, si faccia avanti per creare una lista civica di gente per bene, uomini e donne possibilmente slegati dalla vecchia politica, che abbiano idee chiare, e possibilmente nuove, sul tanto che c’è da fare.

Da elettore non m’interessa che abbiano simpatie per questo o quello, ma che amino la nostra città e intendano rilanciarla come merita. Di gente così a Modena ce n’è tanta, ma serve trovare un catalizzatore. E anche in fretta.

Ė vero che, in passato, esperienze di questo genere non sono state positive, ma probabilmente erano stati sbagliati gli uomini al vertice. Lo conferma il fatto che in due casi, sconfitti nelle urne, non hanno sentito nemmeno il dovere civico di continuare a difendere le loro idee in Consiglio comunale.
Stavolta, non si può sbagliare ancora il candidato sindaco di una lista civica che voglia raccogliere – al posto dei grillini, che a Modena non si sono ancora palesati – il voto degli scontenti, dei cittadini che desiderano che non si sprechino i soldi in progetti che restano nel cassetto, che non si svuoti piazza Roma soltanto per evitare il clamoroso tonfo del Novi Park, che si riesca a valorizzare le tante inutilizzate eccellenze che vanta Modena, che si metta mano a un traffico bloccato da semafori troppo vecchi, che non si perdano più le grandi occasioni, che non si sprechino soldi in inutili e demagogiche passerelle ciclopedonali, che non si resti indietro rispetto a Reggio Emilia, che abbiamo rischiato di veder diventare capitale di una provincia allargata ai cugini d’oltre Secchia. Riconquistiamo il nostro ruolo.

Che si faccia, insomma, quel che si può e si deve fare, senza promettere piscine, piazze e sventramenti, che finora sono rimasti soltanto nel lungo – e inutile – libro dei sogni di una Giunta, che è finalmente giunta (scusate il volontario bisticcio) alla fine del proprio mandato.

Un’occasione storica da non perdere, che Bologna ha sperimentato una volta e Parma già due volte. Perchè non deve provarci anche Modena?

 

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