La Caporetto del Comune di Modena: il fallimento dei progetti per l’uscita dalla crisi.

201212231735-800-gab0(riceviamo e volentieri pubblichiamo)Comunicato stampa. La Caporetto del Comune di Modena: il fallimento dei progetti per l’uscita dalla crisi.

Intervenire sull’affare Hera con i tanti che infieriscono mettendo a nudo i gravi errori di metodo e di sostanza delle amministrazioni pubbliche modenesi (Provincia e Comune), mi farebbe sentire un po’ Maramaldo, cioè “persona perfida e vile che infierisce sui deboli e sui vinti”. Lascio a chi ha iniziato l’opera di demolizione di questi improvvidi e dannosi amministratori, e speriamo anche dell’inceneritore (pardon termovalorizzatore), l’onere e l’onore di completarla per il bene dei modenesi. Tra l’altro piove sul bagnato, vedi l’incendio della Ca.Re. con i confusi risvolti ambientali e politici.

Sono tutte dimostrazioni della incapacità dei nostri amministratori che mai si comportano all’altezza del compito loro assegnato con il voto con gravi ripercussioni per il nostro territorio. Però i veri segni della CAPORETTO di questa Giunta comunale, per fortuna agli sgoccioli, sono i totali fallimento dei progetti “innovativi”, strombazzati a gran voce e stampa, lanciati per contrastare la crisi e rilanciare il territorio. Mi riferisco a due dalle grandi aspettative: Cittanova 2000 e Scalo merci di Marzaglia. Risultato: entrambi naufragati miseramente.

Cittanova 2000 doveva essere il polo tecnologico dell’ICT (information and comunication technology), una specie di parco industriale leggero, punto di aggregazione delle imprese del settore per la fruizioni di servizi comuni avanzati e condivisi. Sparito nel nulla!!!!! In cambio ci hanno propinato due centri commerciali (di cui questa amministrazione è massima esperta) Decathlon e OBI di cui non si sentiva la mancanza.

Scalo merci di Marzaglia: centro intermodale a cui avrebbero dovuto approdare le merci in entrata e in uscita. Martedì 3 settembre il decesso è stato formalizzato in Commissione Seta, dove si discuteva la proposta di deliberazione PG 2013 / 102387 di Variante al POC per la costruzione ed esercizio della linea elettrica 15 KV per lo Scalo merci Cittanova (io ricordavo Scalo merci di Marzaglia).

Le parole stesse dell’assessore Giacobazzi, quando ha illustrato, su richiesta, lo stato dell’arte dello scalo merci, hanno suonato come campane a morto. Riassumo: è pronta la ferrovia, arriva la corrente elettrica, però non ci sono le imprese che fanno logistìca, cioè che ritirano e spediscono le merci. Il tracciato di collegamento con la Bretella Campogalliano-Sassuolo sia nei tempi che nel percorso, complica la situazione; il terreno dove dovevano sorgere le sedi delle imprese logistiche non è ancora acquisito (malgrado la costituzione ad hoc di una Società finanziata da una Camera di Commercio, sempre meno incisiva sul territorio). E allora cosa resta: una inutile cattedrale nel deserto per la quale si sta spendendo una barca di soldi ma che non darà nessuna ricaduta ad un territorio avviato ad un declino inesorabile. Il suo completamento è ipotizzato alle calende……….

Però qualcosa che può confortarvi lo avete, cari modenesi. La Charitas funziona bene e i mercatini a km zero sono stati avviati. Con questi possiamo affrontare la crescente povertà a cui i nostri amministratori ci hanno condannato. 

Gian Carlo Pellacani, consigliere comunale UDC


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