Retail Marketing 

All’economia modenese serve il … gnocco

1 gnocco modena comeCome si inizia a scrivere un articolo con questo titolo ?
La prima idea è quella di scrivere un post sulla necessità di avviare delle azioni di marketing innovativo e non convenzionale indirizzate ad un rilancio dell’economia della città.
Inutile negarlo la crisi economica non tende a diminuire, non si vedono segnali di ripresa da nessuna parte. In un altro post abbiamo pubblicato alcuni dati provenienti dall’osservatorio nazionale della Confesercenti. Sono dati impressionanti.
Qualche giorno fa abbiamo letto su un un quotidiano locale che il presidente di Confcommercio Modena ha dichiarato che per risollevare il commercio occorre che il Comune nomini un manager per il marketing e per il turismo. Una idea come un’altra, sbagliata guardando i risultati raggiunti dai manager pubblici a livello locale, ma stimolante per aprire un dibattito e cercare di capire che cosa si può fare concretamente.

Ogni giorno che passa ognuno di noi ha sempre meno soldi in tasca, non parliamo di quelli in banca che sono finiti da tempo. Stiamo esaurendo anche la possibilità di fare dei debiti per il semplice motivo che le banche non concedono più credito a nessuno, prendono i soldi dalla Banca Centrale Europea, praticamente regalati, con l’obbligo di acquistare titoli di stato. Aziende, imprenditori, commercianti e famiglie rimangono senza soldi. In queste condizioni risulta evidente che occorre inventarsi qualcosa, occorrono idee, progetti, anche quelli che possono apparire i più strani ma che sono utili a rimettere i pensieri in movimento dopo l’effetto depressivo delle politiche di rigore, quelle fatte di spending review, di aumento delle tasse, di parole trite sul debito pubblico e che vanno sempre a finire per chiedere sacrifici. Alla fine poi si scopre che il debito pubblico è aumentato, il pil è diminuito, lo spread fa quello che gli pare e l’unica cosa vera che rimane sono i sacrifici fatti, peraltro inutilmente.

Chi è arrivato a leggere fin qui si sarà chiesto che cosa c’entrano il titolo e quella immagine del gnocco fritto di Modena all’inizio. Il gnocco e non lo gnocco come qualche purista della lingua italiana vorrebbe.

Proviamo ad immagine, volendo creare una azione di marketing non convenzionale, che quella immagine del gnocco sia in realtà una moneta e che possa essere utilizzata per fare acquisti come la moneta ufficiale, cioè l’euro.
tallero modena come
Potremmo anche riesumare il tallero, una antica moneta medioevale, lo zecchino, il bolognino, il giorgino, il carlino … a noi piace chiamare questa moneta con un nome popolare: il gnocco.

Se assegniamo al gnocco il valore di un euro, sempre immaginando il nostro progetto di marketing, abbiamo virtualmente creato dal nulla una nuova moneta: il gnocco. Si tratta di una moneta locale, complementare a quella ufficiale dell’euro che ha valore soltanto nel momento in cui viene condivisa.
il gnocco 1 euro modena comeIl gnocco acquista valore soltanto nel momento in cui viene accettato e condiviso da una comunità, da un gruppo di persone, ma cosa accadrebbe se a coniare il gnocco – moneta locale – dovesse essere il Comune o una associazione di commercianti e imprenditori ?
Accadrebbe che immediatamente la moneta complementare all’euro diventerebbe una moneta a tutti gli effetti, moneta circolante – quindi con valore – all’interno della comunità locale che la condivide.
Non abbiamo inventato niente, di queste monete locali nel mondo ne esistono 5000, in Italia ci sono sperimentazioni in Sardegna, in Sicilia, in Trentino, per non parlare di quelle presenti in Europa, in particolare quella di Nantes in Francia progettata da economisti e che riguarda in particolare le piccole e medie imprese che la usano per pagarsi a vicenda.
A fondo articolo chi vuole approfondire trova alcuni riferimenti.

Ritorniamo quindi al nostro ipotetico gnocco.
Immaginiamo che il Comune di Modena in uno slancio di fantasia e creatività, che normalmente non gli appartiene, decida di coniare un certo numero di gnocchi con un valore assegnato di un euro, diciamo che potrebbe coniare qualche milione di gnocchi e distribuirli in due fasi: inizialmente nella misura di 100 gnocchi a tutti e in un secondo tempo nella misura di 300 gnocchi solo alle persone che ne possono aver più bisogno a causa della crisi, della perdita del lavoro, ecc.
Sarebbe una iniezione di liquidità immediatamente utilizzabile. In che modo ?
Facciamo qualche esempio:
– io vado a comprare un paio di jeans che costano 80 euro e li pago 60 euro + 20 gnocchi
– il negoziante che ha incassato euro e gnocchi non ha rimesso nemmeno un soldo perchè a sua volta può andare da un altro negoziante ad esempio quello che vende scarpe e pagare una parte in euro e una parte in gnocchi.

La moneta locale gnocco in questo modo e in breve tempo inizia a circolare come una moneta vera anche se in realtà è soltanto un buono sconto. Che cos’è che rende la moneta locale estremamente più importante e utile di un buono sconto ? Il fatto che venga conservata ed utilizzata, condividendone il valore, mentre di regola il buono sconto viene ritirato, strappato e tutto finisce lì. Il gnocco in quanto buono sconto circolante diventa immediatamente moneta complementare valida all’interno della comunità che la adotta, nel nostro caso il territorio comunale o provinciale.
Il gnocco diventa moneta e i modenesi in questo momento ne hanno penso un gran bisogno.

10 gnocchi modena come

 Noi ci occupiamo di marketing e comunicazione, non siamo degli economisti e nemmeno, per nostra fortuna, dei politici, ma è evidente che la cosa da azione di marketing non convenzionale potrebbe diventare molto seria e importante come è già accaduto oppure è allo studio in altre zone d’Italia e d’Europa.

Altri esempi ?
– Se fosse il Comune ad emettere il gnocco come moneta complementare potrebbe pagare una parte degli stipendi in gnocchi invece che in euro, risparmiando e contemporaneamente immettendo nel mercato locale una dose salutare di liquidità.
– Piccole e medie aziende porrebbero adottare il gnocco come sistema di pagamento tra di loro, anche in questo caso risparmiando gli euro che scarseggiano.

Naturalmente per una azione di marketing efficace occorre mettere in campo una serie di azioni mirate a far conoscere la moneta, la possibilità d’uso, il valore, il circuito.
Vetrofanie nelle vetrine dei negozi con scritto ” qui posso pagare con gli gnocchi” si rivelerebbero utili a contrassegnare un circuito convenzionato che nel giro di poco tempo si allargherebbe a tutta la città e a tutta la provincia. Una banca locale potrebbe anche emettere un bancomat per prelevare, senza commissioni di sorta, qualche gnocco.

Abbiamo scherzato ? Un po’, ma soltanto fino a un certo punto. Le monete locali e complementari sono allo studio in diverse esperienze, alcune sono giù in atto da tempo.
Di seguito per chi vuole maggiori informazioni riportiamo alcune indicazioni.


Francia: arriva la moneta locale. Il progetto di due professori della Bocconi
http://www.forexinfo.it/Francia-arriva-la-moneta-locale-Il

Potrebbe chiamarsi “bonùs” la nuova moneta locale o complementare all’euro che sta per nascere in Francia, più precisamente a Nantes, in Bretagna. Si tratta di un progetto nato nel 2006, dagli studi di Massimo Amato, 48 anni, filosofo e professore di storia delle crisi finanziarie, e Luca Fantacci, 40, insegnate di storia e scenari economici internazionali alla Bocconi, insieme a Jean Marc Ayrault, il sindaco socialista della città, anche consigliere del presidente Francoise Hollande.

Qual è l’obiettivo?

La nuova moneta locale nasce in primo luogo per risolvere la questione dei debiti della pubblica amministrazione con le imprese. Infatti, il suo utilizzo interesserebbe i lavoratori, le imprese e i servizi pubblici come una sorta di camera di compensazione per contabilizzare gli scambi di acquisti e vendite eseguiti tra le imprese in un’unica contabilità chiusa. Lo scopo ultimo è quindi quello eliminare sia i crediti che i debiti, quindi portare nuovamente i conti a zero.

Uno dei due professori, Massimo Amato, parla di questa idea che si ispira alle teorie di Keynes, proposte a Bretton Woods nel ‘44; Amato dice,

Oggi siamo in un momento di crisi ancora più pesante di quanto fosse in quel dopoguerra ed è indispensabile trovare un equilibrio diverso. Bisogna cancellare la finanza e tornare a un sistema che si basi sull’economia reale, sulla produzione e sullo scambio di beni effettivi.

Altri esempi

Esiste già una moneta simile in Svizzera, il Wir, creato nel 1932 per superare la crisi del ’29; gli Stati Uniti ne hanno un centinaio e anche Germania e Spagna hanno adottato questa soluzione in diverse località, mostrando significativi effetti positivi sull’economia locale di riferimento.


http://www.altrogiornale.org/print.php?news.8407

moneta_locale_ modena comeLe monete locali (dette anche complementari o regionali) sono strumenti di pagamento complementari che affiancano le valute ufficiali e sono utilizzate su base volontaria in determinati contesti locali da persone, esercizi commerciali, aziende unite da relazioni economiche, sociali, culturali e che scelgono di aderire al progetto. La decisione di realizzare una moneta locale deriva dal desiderio di reagire alle conseguenze negative della globalizzazione economica, di riappropriarsi della moneta intesa come mezzo e non come fine e ricollegarla all’ economiareale: usare monete locali significa insomma contestare la finanziarizzazione dell’ economia, “il denaro che produce denaro” e la speculazione che questo comporta. Al centro della politica c’è l’ economia. E al centro dell’ economia c’è il denaro. Lo strapotere del denaro sta minando il primato della politica e per certi versi anche della democrazia; riappropiarsene e ridimensionare il potere significa anche sostenere il processo democratico, un modo diverso di vivere e un tentativo di costruire un’ economia non incentrata sullo sfruttamento e sulla crescita. 

La moneta locale non sostituisce la valuta ufficiale, ma la integra e ha obiettivi diversi: se da una parte l’euro è la moneta degli scambi internazionali, che promuove l’accumulazione , la competizione e la redistribuzione attraverso risparmi e investimenti con conseguente crescita esponenziale degli interessi e dei dividendi, la valuta locale può affrontare in modo sostenibile i pericoli dell’inflazione, mantenere un legame con l’ economia reale, essendo questa prodotta con processi trasparenti e controllata in modo democratico dagli abitanti della regione.

Una caratteristica ricorrente delle monete locali è la presenza di incentivi alla loro circolazione che possono realizzarsi come un costo per chi tiene ferma la moneta troppo a lungo (una vera e propria “data di scadenza”) o una svalutazione periodica, limitando così la funzione della moneta a mezzo di pagamento. La moneta complementare è un prodotto delle realtà locali ed è esclusivamente all’interno dei circuiti economici ristretti che essa circola, rendendo impossibile alla ricchezza prodotta in loco di uscire dal contesto locale o di prendere il volo ad esempio verso paradisi fiscali o paesi a manodopera a basso costo. La limitazione della circolazione a livello locale della valuta complementare può contribuire a proteggere le piccole aree dagli effetti dell’instabilità finanziaria che si genera a livello nazionale o internazionale (e comunque per cause indipendenti dal volere dei cittadini) e mantenere la ricchezza là dove viene creata. 

Gli elementi positivi che derivano dall’introduzione delle valute locali non sono solamente di tipo economico, ma anche (e soprattutto) sociale: relazioni, condivisione culturale, senso d’identità, valorizzazione delle capacità e dei saperi locali. Il denaro e l’uso che ne facciamo danno forma al nostro immaginario: così il ricorso ad altri strumenti di intermediazione e di scambio può contribuire a rafforzare l’identità locale e a ridare forza a valori come la reciprocità, il dono e l’altruismo. Ciò che si perde con questo sistema è la crescita compulsiva, esponenziale dei risparmi e l’accumulazione di moneta nelle mani di pochi.

Numerosi sono gli esempi nel mondo di circuiti monetari complementari:

Rete globale dello scambio

L’esperienza è nata in Argentina dalle iniziative di diversi cittadini che per far fronte alla crisi economica e finanziaria e alla conseguente scarsità di valuta ufficiale, si sono organizzati per soddisfare le proprie necessità materiali, formative, ricreative e di salute attraverso uno scambio non monetario, basato sull’utilizzo di buoni stampati su carta. I vari gruppi, o club del traeque, si sono poi aggregati in una rete a livello nazionale al fine di creare un mercato che usasse una valuta locale e indipendente, senza inflazione nè usura; molte comunità hanno così riscoperto le tradizioni e le peculiarità socio-culturali e sono riuscite a liberarsi dalla dipendenza dagli aiuti statali e internazionali. Negli ultimi anni però il sistema è entrato in crisi a causa dell’incontrollata emissione di buoni, la perdita di controllo del sistema a livello locale e l’intromissione del governo.

Biglietti di assistenza sanitaria, monete-carbone, monete-foglia

Il Giappone come altri paesi vanta un ricchissima esperienza in materia di monete complementari, create sia per iniziativa statale che popolare. Nel primo gruppo rientrano i Foreai Kippu, letteralmente biglietti di assistenza sanitaria, introdotti per affrontare i problemi derivanti dal sempre maggior numero di anziani che necessitano di assistenza domiciliare. Secondo questo sistema l’anziano “affitta” un assistente che lo aiuta nelle faccende quotidiane. L’assitente viene retribuito con un credito Fureai Kippu, che può mettere in un conto di risparmio dal quale può attingere all’occorrenza, oppure che può cedere a terzi anche in altre parti del paese come forma di pagamento. Per quel che riguarda le monete locali nate dall’iniziativa dei cittadini è conosciuto il “grammo di carbone dolce di legna,” prodotto molto diffuso nella regione di Osaka. Nel distretto di Yokohama invece la “moneta-foglia” ha convertibilità diretta con derrate alimentari durante la stagione del raccolto.

Chiemgauer

Una delle iniziative tedesche più riuscite in materia di monete complementari è quella realizzata a Prien, in Baviera. Il sistema è stato messo in piedi da un professore della locale Scuola Waldorf, con l’aiuto degli studenti della sua classe, e funziona come meccanismo di voucher; l’unità di misura è il Chiemgauer e vale un euro. Un acquirente entra nel sistema scambiando alla pari euro per Chiemgauer e che li utilizza poi per comprare beni negli esercizi aderenti, allo stesso prezzo a cui li comprerebbe in euro. Chi riceve i voucher può a sua volta utilizzarli per altre transazioni oppure scambiarli con euro, “pagando” una penale del 5%, di cui il 2% va a coprire le spese di gestione e il 3% viene devoluto alle organizzazioni no profit scelte dagli acquirenti al momento del loro ingresso nel sistema.

Per gli esercizi commerciali questo 5% viene contabilizzato come una spesa di marketing ed è quindi deducibile dalle tasse. Il Chiemgauer mantiene il suo valore solo se si applica sul voucher un bollo del valore del 2% quattro volte l’anno (il deprezzamento annuale è dell’8%). Gli esercizi commerciali sono incentivati ad accettare i Chiemgauer perchè in questo modo è più facile fidelizzare i clienti che li utilizzano e tutti coloro che li detengono sono spinti a spenderli e farli circolare velocemente per evitarne il deprezzamento.

moneta locale modena come

 

Dieci esempi di monete “alternative”

Lcc (Local Capital Circuits): è una rete di scambio, sviluppata dalla Fondazione olandese Strohalm e applicata anche dal movimento dei Senza terra in Brasile, che unisce consumatori e aziende tramite lo scambio di merci o servizi in base a “unità di scambio”, all’interno di un cerchio chiuso, fuori del sistema monetario reale e senza interesse aggiunto.

Lets (Local Exchange Trading System): ideato negli anni ’70 per ridare lavoro ai licenziati di una base aerea.

Oggetto degli scambi di questo sistema sono beni, servizi e saperi (ad esempio ore di consulenze). Il principio è semplice: si accende un conto in capo a ciascun aderente al sistema. All’avvio ognuno ha un saldo nullo. Ad ogni pagamento effettuato sul conto dell’acquirente viene registrato un debito pari alla somma spesa, mentre viene accreditato lo stesso ammontare sul conto di che ha rfornito il servizio oggetto dello scambio

Sel (Système d’Echange Local): versione francofona dei Lets inglesi.

Ithaca: anche New York, capitale della finanza mondiale, ha un sistema complementare al dollaro. Gli Hours of lthaca vengono impiegati per pagare il lavoro prestato reciprocamente a livello locale, all’insegna dell’attenzione per l’ecologia e la giustizia sociale. La gente ci paga l’affitto, i migliori ristoranti in città li accettano, così come i cinema, i bowling e i negozi. 

Circolo Wir: organizzato in forma di cooperativa, è stato fondato a Zurigo nel ’34. Per rimediare all’insufficiente disponibilità di denaro a causa dell’eccessiva tesaurizzazione, questo sistema abolì gli interessi. Così il credito Wir, senza interessi, aumentò il potere d’acquisto e contribuì alla circolazione di beni. Il Wir crebbe a un tasso impressionante, dall’80 al ’91 il giro d’affari passò da 250 milioni a oltre 2 miliardi di franchi.

Sec (Sisthème d’Echange Communitaire): diffusi in Senegal, si prefiggono l’obiettivo di dinamizzare gli scambi, mediante reti locali e principi di vicinato e di prossimità, con una particolare attenzione alle persone svantaggiate.

Eco-Aspromonte: nata per sostenere le attività del parco dell’Aspromonte e rilanciare l’ economia, si tratta di una moneta vera e propria, coniata dalla Zecca di Stato, che convive con l’euro. Le banconote hanno una data di scadenza, che impedisce l’accumulo di moneta inoperosa, entro la quale il possessore può convertirle in euro. Antonio Perna è il presidente del parco: «La moneta locale garantisce la biodiversità, è una nuova convergenza tra ambientalismo ed economia solidale».

Arcipelago SCEC: Nel 2007 nasce Arcipelago Šcec, un’associazione che riunisce sotto un’unica regia alcuni esperimenti di monete locali italiane (Ecoroma nella capitale, Scec di Napoli, Kro in Calabria, Thyrus a Terni e Tau in Toscana) e il DANEE, il buono locale di solidarietà milanese, con l’obiettivo di permetterne la diffusione e l’utilizzo tra le PMI (Piccole e Medie Imprese), nel settore del welfare, e per le politiche di territorio, previdenziali-assistenziali, sanitarie, relative a carcere e giustizia. I buoni ŠCEC vengono stampati da Arcipelago ŠCEC, gestiti dalle Associazioni locali aderenti e consegnati gratuitamente agli iscritti (ad ogni distribuzione è richiesto solo un libero contributo per il recupero delle spese di stampa). Hanno un rapporto 1:1 con l’euro (uno ŠCEC equivale ad un Euro) ma, ovviamente, non sono convertibili, possono solo passare di mano in mano, da qui l’espressione “la Solidarietà ChE Cammina”.

Al momento dell’iscrizione l’accettatore – ovvero il produttore, il commerciante, l’artigiano, il professionista – indica liberamente la percentuale di accettazione dei Buoni Locali, valore che si aggira solitamente tra il 5 e il 30% del prezzo del prodotto o del servizio. Percentuale che potrà variare in qualsiasi momento solo con una semplice comunicazione. Ogni associato, sia esso fruitore che accettatore, riceve, all’atto dell’iscrizione, 100 ŠCEC. L’obiettivo comune è rendere questa distribuzione periodica fino a divenire mensile. Ciò potrà avvenire nel momento in cui il circuito locale sarà in grado di garantire e permettere una circolazione di Buoni Locali costante e continuativa. Arcipelago potrà anche distribuire ŠCEC in favore di chi si sarà distinto per comportamenti virtuosi come la raccolta differenziata, l’assistenza a domicilio, ecc. o attività che in alcuni casi dovranno essere concertate con gli enti locali (attività culturali o socialmente utili). Tutte queste caratteristiche sono comunque riportate nel Regolamento di Gestione che fa parte delle regole comuni necessarie per la circolazione degli ŠCEC tra le realtà regionali.

Gli ŠCEC si contano e si scambiano anche elettronicamente attraverso il ContoŠCEC: i Buoni Locali elettronici diverranno una quota sempre più importante nella circolazione totale della ricchezza di un territorio, lasciando al cartaceo le funzioni di ordine sociale e lo scambio tra privati.

RIFERIMENTI
Margrit Kennedy (2004) Il Regio è complementare all’euro-Vie nuove per una prosperità sostenibile, conferenza della E.F. Schumacher Society “Monete locali nel 21° secolo”, 25-27 giugno 2004, Bard College, Annandale-on-Hudson, New York, USA Bernard Lietaer, Gwendolyn Hallsmith (2007) Community Currency Guide, Community Initiatives Inc.
Sistemi di scambio complementare e monete locali – Elisa Peinetti (Maggio 2006)

 

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