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images (20)Che a Modena sia necessario ricordare Pavarotti con qualcosa di stabile, di permanente credo che trovi tutti d’accordo. Che non basti una serata più o meno ben riuscita nell’anniversario della sua morte sembra ovvio.

E infatti si parla da tempo di un museo dedicato al Maestro con la partecipazione di Nicoletta Mantovani e l’intervento di investitori privati.

Si parla anche di una statua. Perché no, non da sola comunque. Si vocifera di Botero. Piaccia o no  la sua opera,  una statua realizzata da questo artista avrebbe sicuramente un grande valore. Di nuovo, perché no.

Ma ci vorranno anni.

E nel frattempo ci sarà Expo 2015.

Si potrebbe pensare ad un’iniziativa transitoria perché Pavarotti è un’icona e la città non può far finta di niente fino a quando tutto sarà realizzato.

E’ solo un’idea. Perché non mettere delle sagome di Pavarotti in giro per il centro? Non a caso naturalmente, sarebbe necessario individuare luoghi significativi, magari particolarmente amati da lui. Foto a grandezza naturale, non necessariamente foto ufficiali, magari qualche immagine che la famiglia potrebbe mettere a disposizione.

Qualche sua frase celebre, una app che consenta, inquadrando tutta o una parte della figura con uno smartphone di ascoltare un brano cantato da lui (il codice qr risolverebbe brillantemente la questione ma ce ne sono altre più suggestive), o insieme a star di livello internazionale, oppure da allievi.

Dovrebbe essere una cosa semplice e nello stesso tempo dare l’idea del suo legame con la città.

E’ solo un’idea, ma è un’idea fattibile e in attesa di strutture stabili qualcosa che ricordi Pavarotti ci vuole. Il teatro intitolato non basta perché chi viene a Modena da turista si aspetta di trovare segni tangibili della sua presenza da qualche parte. Per dirla tutta il top sarebbe utilizzare la realtà aumentata e realizzare qualcosa di sorprendente ma non vogliamo allargarci più di tanto.

Allungare la manifestazione di settembre di qualche giorno è una buona idea. Spostarla dall’anniversario della morte all’inizio dell’estate tornando a qualcosa che ricordi il Pavarotti International sarebbe ancora meglio. Due grandi eventi a Modena durante l’estate (l’altra è il festival della Filosofia) potrebbero essere l’occasione per lanciare un’idea di turismo che qui non c’è mai stata e non c’è tuttora.

Per quanto riguarda il museo da realizzare noi ci auguriamo che non si pensi nemmeno per scherzo alla mera esposizione di costumi e altre cose appartenute al maestro. Modena ha l’occasione di realizzare qualcosa di grande, una specie di centro Pompidou per la musica, un centro Pavarotti, qualcosa che racchiuda una immensa raccolta di brani di musica lirica e non solo, un centro mondiale per la musica classica (ma non metteremmo limiti troppo rigidi) che possa essere il  punto di riferimento per i ragazzi che vogliano studiare musica ad altissimo livello. Perché no? Potremmo avere sia il teatro che un auditorium. Troppo ambizioso? No

Noi vedremmo bene un Beaouburg modenese, qualcosa in grado di attrarre studenti e musicisti di fama internazionale con il loro seguito.un centro

Allora cominceremmo a ragionare: il Sito Unesco, la terra dei motori, un’ottima cucina, il museo Estense e il Polo Sant’Agostino, il centro Pavarotti, il Mef, il palazzo Ducale, il Palatipico…

Non è un sogno, è un’idea. In alternativa possiamo aspettare che realizzino tutto a New York…

Donatella Franchi


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