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A Varese si pagherà con “M+” L’alternativa all’euro in 13 negozi

M+ varese modena comePubblichiamo dalla Provincia di Varese una notizia riguardante una delle tante iniziative sulle monete complementari che si stanno prendendo sia in Italia che in Europa. 
Ricordiamo che ci siamo occupati per primi a Modena, in modo scherzoso ma per questo non meno serio e documentato, con un nostro articolo leggibile cliccando qui.

 

 

il gnocco 1 euro modena come
Che cosa aggiungere ? Una sola amara considerazione: nel resto del mondo si cerca di valorizzare in ogni modo il commercio nei centri delle città, promuovendo centri commerciali naturali, sperimentando iniziative, introducendo monete complementari, attivando iniziative di marketing innovativo.

A Modena ? No, qui si costruisce il parcheggio fallimento del Novi Park poi dopo un anno e mezzo ci si accorge che non funziona perchè realizzato male e nel posto sbagliato e allora si procede al non progetto e alla finta pedonalizzazione di Piazza Roma per costringere i modenesi ad andare al Novi Park. 
Dalle altre parti si valorizzano le attività commerciali e i residenti nei centri storici, a Modena si penalizzano.

Un’idea nata in Svizzera nel 1932 per rilanciare i consumi, e che oggi viene ripresa a Varese, ma in versione high tech: Confesercenti la chiama “M+”, un nome breve e facile per il sistema che crea anche sul nostro territorio la moneta complementare «con cui in Svizzera è possibile addirittura accendere un mutuo», spiegano i promotori.

L’operazione M+ era stata annunciata alla fine di luglio, ma è oggi che comincia a tutti gli effetti: tredici negozi convenzionati in provincia, un numero destinato a crescere perché, come dice Davide De Gasperini della pizzeria Speranza, primo punto vendita varesino ad attivare M+, «i clienti sono entusiasti». Ieri sono stati consegnati ai negozianti aderenti al circuito le tessere da distribuire ai consumatori e degli smartphone con cui leggere i QR code delle tessere, attribuendo così i punti e il valore in moneta complementare al cliente.

«I telefonini hanno una app progettata appositamente, per leggere immediatamente i Qr code e attribuire punti ed M+ al cliente. Dopodiché, potranno controllare sul sito www. marketingpiu.com l’ammontare dei punti e delle monete complementari distribuite, per decidere più facilmente come e quando fare le promozioni che le comprendono», dice Alberto Formenti, direttore commerciale di Marketing Più, l’agenzia che ha lavorato a questa iniziativa.Non si tratterà dei «soliti» sconti, dice Formenti, «la moneta complementare sarà un diverso modo di pagare i beni o i servizi offerti dai negozi associati al circuito. Un po’ come pagare in parte in contanti e in parte col bancomat».

Con la differenza che la moneta complementare si genera automaticamente quando si paga in valuta corrente: un euro vale 50 cent di M+. Il commerciante decide, ad esempio, di far pagare i suoi prodotti al 70% in denaro e al 30% in moneta complementare.

«È cosa ben diversa da uno sconto, che sminuisce il prodotto e dà al cliente che compra a prezzo pieno l’impressione di essere stato preso in giro – dice ancora Formenti – è solo un altro metodo di pagamento».

In più, la moneta complementare è spendibile anche fuori Varese. Il circuito attivato da Marketing + ha punti vendita anche a Brescia, Cremona, Mantova, persino Trento. Chi si ritroverà nel portafogli una tessera con un credito M+ considerevole, potrà utilizzarla nei punti vendita convenzionati.

Esempi simili, per ora, ci sono in Sardegna, con il Sardex, che però funziona solo tra partite Iva, e il Napo di Napoli, con cui si riesce anche a pagare le bollette. Un obiettivo a cui tendere, secondo Formenti, che ha grandi speranze per l’iniziativa.

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